6 Ottobre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Si è appena concluso il Cersaie 2022, la fiera della ceramica più attesa dell’anno. Abbiamo individuato 4 nuove tendenze per i rivestimenti e l’arredobagno.

Cersaie 2022
COLLEZIONE STICK DI TERRATINTA

Il Cersaie 2022, ovvero la Fiera Internazionale della Ceramica che si svolge a Bologna ormai da 39 anni, si è appena concluso e già emergono alcune tendenze. Oltre 600 gli espositori presenti, di cui il 38% provenienti da paesi esteri. Regina assoluta la ceramica, ma l’offerta si è ormai allargata includendo, oltre agli storici settori arredo bagno e cucine, l’illuminotecnica e la domotica. Vediamo alcune nuove tendenze, che si concretizzeranno negli interni nel corso del 2023. Scartiamo volutamente i trend che si riconfermano, come la sostenibilità o le grandi lastre di grès porcellanato effetto marmo o la vetrite. 

Cersaie 2022, 4 tendenze da tenere d’occhio

Temi floreali

Temi floreali che strizzano l’occhio all’Art Nouveau i rivestimenti a tema floreale, evoluzione dello stile jungle. Giardini lussureggianti, fiori in dimensione maxi, stilizzati, fiori d’artista, pattern fiorati e così via. Rak Ceramics presenta la collezione Metamorfosi, composta da lastre in grès porcellanato effetto resina spatolato con decori di foglie e fiori stilizzati dai colori vivaci. L’effetto “wallpaper” è perfetto per progetti contract, ma può essere adattato anche ad ambienti residenziali.

Ceramica Sant’Agostino integra nella collezione Sunwood, dedicata al grès porcellanato effetto legno, i decori ceramici a tema floreale ispirati al new romantic.

Cersaie 2022
COLLEZIONE SUNWOOD DI CERAMICA SANT’AGOSTINO

Ceramiche Francesco De Maio si affida ai celebri girasoli e ai rami di ciliegio dipinti da Vincent van Gogh, con la collezione di maioliche decorate a mano Francesco De Maio x Van Gogh Museum®.

Ceramica Fondovalle integra la collezione Dream, che comprende lastre in grès porcellanato caratterizzate da una texture tessile, con il motivo Garden.

Cersaie 2022
COLLEZIONE DREAM DI CERAMICA FONDOVALLE

Righe, righe, righe!

E’ il tema decorativo più sfruttato nel Cersaie 2022. Quasi tutte le aziende hanno proposto la loro versione. Piastrelle strette e lunghe, listelli, scanalature concave o convesse, disposte in orizzontale o, più spesso, in verticale. Certo, le abbiamo già viste l’anno scorso, ma quest’anno si tratta di un vero e proprio trionfo. Vediamo alcune proposte:

COLLEZIONE CANAL GRANDE, LASTRE IN GRÈS PORCELLANATO EFFETTO MOGANO DI CERAMICHE REFIN
Cersaie 2022
COLLEZIONE NORSE, DECORO ROLLER DI TERRATINTA

Righe per tutti i gusti anche per Terratinta Group, che con la collezione Stick propone listelli adatti sia a parete e per pavimento, con posa a scelta tra andamento verticale, orizzontale o combinato a piacere. Stick è declinata in 15 colori opachi e 12 colori glossy, e permette di scegliere le fughe in tono su tono.

Porcelanosa Group punta sulle collezioni Madison, Brooklyn, Omega e Savannah per chi desidera affidarsi ai motivi rigati per rivestire il bagno, magari abbinandole al mobile da bagno Motif.

Pietra naturale e terrazzi veneziani

Da qualche anno il grès porcellanato effetto pietra naturale si sta affermando, a discapito degli effetti cemento o metallo. Oltre all’ormai onnipresente marmo e ai graniti, emergono prepotentemente pietre naturali meno “esclusive”. Tra le più gettonate, il Travertino e il Ceppo di Grè. Da segnalare finiture effetto pietra naturale applicato anche a vasche e lavabi, come nelle proposte di Arblu.

SISTEMA DI RIVESTIMENTO TEXTURIZZATO PIETRABLU® BY ARBLU

La collezione Stile di Casalgrande Padana è interamente dedicata alle pietre naturali, ed è caratterizzata da finiture che ricordano le tradizionali lavorazioni. Adatto sia agli interni che agli esterni, per pavimenti, pareti e facciate, è disponibile nello spessore 20 mm nei formati 60×60 cm e 90×90. Arricchiscono la collezione i mosaici 30×30 cm con tessere di 5×5 cm oppure di 5×15 cm e un decoro di 30×60 cm composto da un mix di superfici. 

Refin presenta Prestigio Travertino, ispirata a questa immortale pietra calcarea che tanto caratterizza l’edilizia storica italiana. Prestigio Travertino è disponibile in tre varianti colore: Bianco, Grigio e Beige e in cinque formati: 75×150, 75×75, 60×60, 30×60 battiscopa 7×75, 7×60. Lo spessore è di 9mm e le finiture Soft o Lucido.

COLLEZIONE TIBUR FROM BAALBEK DI RAK CERAMICS EFFETTO TRAVERTINO

Meravigliosa la collezione Boost Mix presentata da Atlas Concorde, effetto Ceppo di Grè, un conglomerato naturale decorativo molto diffuso nell’edilizia milanese del Novecento. Disponibile nei toni Pearl, Smoke e Ivory, è declinato in tre spessori e in 9 formati, compresa la versione per esterno.

Cersaie 2022
COLLEZIONE BOOST MIX DI ATLAS CONCORDE EFFETTO CEPPO DI GRÈ
COLLEZIONE MILANO STONE FINITURA ABSOLUTE MATT DI RAK CERAMICS EFFETTO CEPPO DI GRÈ

Nuova tendenza per il terrazzo veneziano, che inseriamo tra i grès porcellanati effetto pietra naturale: banditi i colori, spazio per il black & white e i toni neutri come il grigio, il beige. 

COLLEZIONE DARK INK DI RAK CERAMICS

Rak Ceramics propone Dark Ink, una reinterpretazione in bianco e nero, mentre Terratinta Group punta sulla collezione Cluster, che vede ciottoli dalla forma più grafica e tondeggiante. Declinata nei toni neutri white, cotto, grafite, dust, è disponibile nei formati 120×120 e 60×120.

Bagni colorati con sanitari coordinati

Il colore conquista, dopo i rivestimenti, anche i sanitari. È la tendenza Total Look. La novità, che a dire il vero si ispira agli anni ’80, sono i coordinati che includono i piatti doccia e la rubinetteria. I colori in cima alla lista sono il giallo e il nero, il verde scuro nei toni foresta o petrolio, a seguire terracotta e i colori pastello. Tra le finiture, all’opaco si affiancano sempre più spesso finiture glossy e metallizzate.

SISTEMA DI RIVESTIMENTO TEXTURIZZATO PIETRABLU® APPLICATO A VASCA E PIATTO DOCCIA PER IL SISTEMA TOTAL LOOK BY ARBLU

Premi ADI Ceramics and Bathroom Design Award

L’ 8° edizione dell’ADI Ceramics and Bathroom Design Award, organizzata da ADI Emilia Romagna, ha premiato tra i prodotti quelli che meglio coniugano innovazione e qualità progettuale.

Ecco i prodotti che abbiamo selezionato:

Geniale il soffione doccia Groove by Alpi Rubinetterie, design Odo Fioravanti. Realizzato in schiuma poliuretanica verniciabile, integrabile nel controsoffitto e ispezionabile.

Effetti volumetrici dinamici e una gamma cromatica di alto impatto hanno valso il premio alla collezione Volume di Ceramica Bardelli.

Informazioni:

Ceramica Bardelli // Alpi Rubinetterie // Ceramica Flaminia // Ceramica Simas // Acquabella // Casalgrande Padana // Ceramiche Refin // Atlas Concorde // Rak Ceramics // Terratinta Group // Porcelanosa Group // Ceramica Sant’Agostino // Ceramica Francesco De Maio // Ceramica Fondovalle // Arblu

5 Ottobre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Scopriamo le rocce magmatiche, dalle quali si ricavano alcune delle pietre più utilizzate nell’edilizia. Caratteristiche e utilizzo.

rocce magmatiche

Nella prima parte di questa serie dedicata alle pietre naturali abbiamo analizzato l’utilizzo della pietra nella storia, la classificazione commerciale e le caratteristiche principali.

Oltre alla classificazione commerciale, per conoscere le pietre è essenziale sapere come si sono formate, i bacini di provenienza, le loro caratteristiche fisiche e l’aspetto. Per questo si fa riferimento alla classificazione petrografica. In questo articolo analizziamo il primo dei tre raggruppamenti di rocce naturali.

La classificazione delle pietre naturali deriva da quella delle rocce dalle quali sono ricavate. La roccia è un agglomerato composto da uno o più elementi minerali di origine naturale, solidi, inorganici e omogenei. Le rocce sono classificate in base alla loro formazione, e divise in sottocategorie derivate dalle caratteristiche chimiche, fisiche e ottiche. Esistono poi le classificazioni fissate dall’UNI (Ente Italiano di Normazione), utili per conoscere l’esatta terminologia, oltre ai coefficienti di resistenza alle sollecitazioni di ogni pietra.

Secondo la genesi abbiamo 3 grandi raggruppamenti: le rocce magmatiche, le rocce sedimentarie e le rocce metamorfiche.

Le rocce magmatiche

Le rocce magmatiche, dette anche ignee o eruttive, si formano con la risalita e solidificazione del magma proveniente dalla crosta terrestre. Secondo il processo di raffreddamento del magma, le rocce eruttive possono essere:

1-Rocce magmatiche effusive: il raffreddamento del magma avviene in modo rapido in prossimità delle bocche vulcaniche. Si tratta di rocce a struttura fine, porfirica (cristalli più grossi immersi in una struttura di cristalli più piccoli), vetrosa. Generalmente questa tipologia di roccia non è lucidabile, per via della grana porosa. 

2-Rocce magnatiche intrusive: sono rocce formatesi dal magma che si raffredda lentamente ed in profondità. Caratterizzate da una struttura a grana grossa, con cristalli ben visibili,  con alta durezza. Lucidabili, sono adatte anche per rivestimenti interni di pregio.

Le rocce magmatiche effusive più usate nell’edilizia

basalto – detto anche pietra lavica, è una roccia molto scura, tra le più comuni, utilizzata principalmente per murature e selciati, vista la grande resistenza. Per esempio i romani lo usarono per lastricare la via Appia. Oggi il basalto è oggetto di grande interesse nel mondo del design:

porfido – pietra residente a struttura porfirica, con colorazioni che vanno dal rosso a viola, dal marrone al verde al grigio. Viene usato per selciati – i famosi sanpietrini- per pavimentazioni per esterno e come pietrisco, ma un tempo era molto ricercato per rivestire gli edifici di rilievo e per le pavimentazioni. Il porfido rosso antico, estratto in Egitto, e il porfido verde antico, detto anche serpentino e proveniente dalla Grecia, erano i più apprezzati dalle civiltà antiche, dagli egizi alla Roma imperiale, dai Bizantini fino al Rinascimento;

tufo vulcanico – roccia effusiva piroclastica, è composto principalmente da lapilli e si forma per cementificazione naturale dei sedimenti. E’ una roccia leggera, porosa, facilmente lavorabile e di media durezza. Esistono diverse varietà di tufi vulcanici, che vanno dal colore giallo al verde al grigio, presenti in Italia soprattutto in Campania e in Lazio.

rocce magmatiche

Le rocce magmatiche intrusive più usate nell’edilizia

granito: caratterizzato da una grana compatta che può essere molto fine o più grossolana. E’ una roccia molto diffusa a livello mondiale, e molto utilizzata per le caratteristiche di durezza e resistenza fin dall’antichità. Ne esistono diverse varietà, che elenco a grandi linee:

rocce magmatiche
Granito Bianco Sardo

granito bianco, molto resistente, con sfumature grigie, usato per pavimentazioni e piani di cucina o bagno. I più conosciuti sono il Bianco di Sardegna e il Bianco Cristal;

Granito Rosa di Baveno

granito rosa, proviene da Baveno, sul  Lago Maggiore, e dalla Sardegna, nella varietà Rosa Sardo Beta. E’ un granito pregiato, grazie alla trama uniforme e le sfumature grigio rosate con macchie bianche. Usato per rivestimenti e decorazioni;

Granito Nero Assoluto

granito nero, detto anche nero Pretoria, nero assoluto o nero Zimbabwe. Estratto in Sudafrica, è elegante ed adatto per rivestimenti, top bagno e cucina, tavoli;

Granito Grigio

granito grigio, detto anche plagioclasio, è molto diffuso e utilizzato principalmente per l’arredo urbano;

rocce magmatiche
Granito Rosso Balmoral

granito rosso, presente in diversi paesi, nelle varietà Rosso Santiago (Argentina) dal rosso acceso con punte di beige e nero; African Red, dal rosso rubino intenso; il Rosso Balmoral o Rosso Taivassallo proveniente dalla Finlandia, presenta una trama puntinata fine rossa e nera.

Esistono poi diverse varietà di Granito provenienti dall’India e dal Brasile, che presentano colorazioni particolari, come il Coast Green, con grana fine verde salvia, il Colonial Ivory, con sfumature dal beige all’azzurro (India), mentre dal Brasile provengono i graniti Marinage, dall’aspetto simile al seminato veneziano o terrazzo. 

In Italia i più utilizzati sono il Granito di Baveno, il Granito di Montorfano, entrambi provenienti dal Lago Maggiore, e il Granito di San Fedelino (Sondrio).

sienite: è un granito con basso contenuto di quarzo, di grana media, colore chiaro, grigio, rosato o violaceo, proveniente dall’Egitto. Alle nostre latitudini la sienite più utilizzata è quella proveniente dalle cave della Valle Cervo (Biella), detta Sienite della Balma;

Sienite della Balma

diorite: pietra molto dura dalla grana medio-fine e dal colore grigio scuro. La varietà più utilizzata in Italia è il Serizzo Ghiandone. 

Serizzo Ghiandone

Nella terza parte analizzeremo le rocce sedimentarie e le rocce metamorfiche.

1 Ottobre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Il 2022 segna il centenario della nascita di Elio Martinelli, fondatore di Martinelli Luce. Una ricorrenza celebrata con la riedizione della lampada Cobra.

lampada cobra

È un anno importante per l’azienda italiana Martinelli Luce, che festeggia il centenario della nascita del suo fondatore, Elio. La figlia Emiliana, che ha raccolto l’eredità del padre, anche dal punto di vista della creatività, ha scelto la lampada Cobra per celebrare la ricorrenza. L’edizione speciale, di colore giallo, sarà disponibile in 100 esemplari. La scelta del giallo, come spiega Emiliana Martinelli, è legata ad un ricordo di famiglia:

“Per un compleanno di mia madre, mio padre Elio arrivò a casa guidando un maggiolone giallo. Era il suo regalo per Anna che amava questo colore”.

Elio Martinelli, uno dei padri del design italiano

Geniale, visionario, audace, Elio Martinelli nasce a Lucca il 19 novembre 1922. Dopo le scuole professionali studia scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ma il lavoro a fianco del babbo, nel negozio di illuminotecnica di famiglia, assorbe tutto il suo tempo. Nel 1950 subentra al padre e crea la sua azienda di illuminazione, Martinelli Luce. Il suo obiettivo non è solo vendere materiale elettrico: Elio vuole creare lampade. Nel laboratorio sperimenta nuove forme e nuovi materiali, ispirandosi da un lato a Walter Gropius, dall’altro ai designer scandinavi come Arne Jaobsen e Tapio Wirkkala.

Elio cerca di creare lampade funzionali ma allo stesso tempo semplici ed espressive. La natura, in particolare gli animali, gli forniscono un’infinita fonte di ispirazione, insieme alle forme geometriche semplici. Oltre a Cobra, Elio Martinelli disegna le lampade Poliedro (1962), la plafoniera Bolla (1965), Serpente (1965), Foglia e Flex (1969). Inizialmente lavora con il vetro, ma poi scopre il metacrilato opalino, e se ne innamora, tanto da installare nel laboratorio uno dei rari macchinari per lo stampaggio. Nel 1967 sbarca in azienda una giovane Gae Aulenti, alla disperata ricerca di un artigiano capace di realizzare la sua lampada Pipistrello. Questo evento, insieme alla partecipazione all’Eurodomus di Genova, patrocinata da Gio Ponti, segnano la svolta di Martinelli Luce, ormai proiettata verso il successo.

La Lampada Cobra

La lampada Cobra è una lampada da tavolo, disegnata e prodotta da Elio Martinelli nel 1968.  Realizzata in resina stampata, è costituita da due corpi, la base e il portalampada, che possono ruotare a pieno giro uno rispetto all’altro. Questo permette diverse configurazioni, secondo la rotazione, da una forma sferica ad una forma sinuosa.

Il modello originale è realizzato in bianco e in nero, ma negli anni sono state aggiunte nuove versioni, come quella rossa per il 50° anniversario, oltre alle edizioni limitate. Queste ultime risalgono al 2018, e sono state realizzate da designer del calibro di Alessandro Mendini, Marc Sadler, Paola Navone a Karim Rashid.

La lampada Cobra, attuale ancora oggi, nata dalla creatività di un designer visionario negli anni Sessanta, è ormai entrata nell’Olimpo delle icone del design.

29 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

I letti contenitore sospesi  sono la nuova e sorprendente proposta di Twils, azienda italiana produttrice di imbottiti. Belli, pratici e di design.

Letti contenitore sospesi

Indubbiamente sono bellissimi. Sono i letti contenitore sospesi proposti da Twils, azienda italiana basata a Cessalto, in provincia di Treviso. Un’azienda familiare giovane e dinamica che ha fatto della qualità artigianale e della sartorialità il suo cavallo di battaglia. I letti coordinati con biancheria e complementi sono il fiore all’occhiello del catalogo.

Letti contenitori sospesi, una soluzione pratica ed estetica

Ora di aggiunge un’altro fiore all’occhiello: si tratta di A-Box, una particolare soluzione tecnica brevettata per i letti contenitore. In pratica il contenitore è nascosto nella struttura del letto, ma non solo. La lettera A sta infatti per Air, e si riferisce al fatto che il letto “galleggia” grazie ai sottili piedini di appoggio arretrati rispetto al profilo. Grazie a questo stratagemma, il letto appare sospeso al di sopra del pavimento.

Oltre all’effetto leggerezza, questa soluzione è pratica per le operazioni di pulizia, consentendo anche il passaggio di un robot aspirapolvere. La praticità si estende al contenitore, che può arrivare fino ai 500 litri, nei modelli di letto più grandi. Eppure, questo spazio, di solito molto ingombrante, praticamente non si vede. Il risultato sono letti dalle proporzioni armoniose e dal design accattivante, e una camera da letto pratica e di stile.

Twils, hand made e sartorialità

Twils nasce a Cessalto, in provincia di Treviso, nel 1982, da un’intuizione che si rivelerà vincente: coordinare letto, biancheria e tessuti dei rivestimenti. La ditta, fondata dal babbo, passa nel 2007 in mano ai quattro figli, che la ribattezzano TWILS, dalle iniziali dei loro nomi. Tiziano, Wilma, Luisella e Simone, purtroppo recentemente scomparso, iniziano a collaborare con rinomati designer e creano le divisioni Twils e Twils Lounge. Grazie alle cuciture rigorosamente eseguite a mano e alla qualità certificata dei materiali, l’azienda entra nell’olimpo delle eccellenze del Made in Italy.

Letti contenitore sospesi

28 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Milano è il cuore economico dell’Italia e non è un caso che moltissime persone si trasferiscano qui proprio alla ricerca di nuove opportunità lavorative. D’altronde, Milano è anche la capitale della moda, la città del design e della finanza, dove hanno sede numerose aziende d’internazionale.

Milano

Soprattutto dopo l’Expo 2015, Milano ha conosciuto un vero e proprio boom tanto da raggiungere quota 3,2 milioni di abitanti, diventando così la sesta città europea più popolosa. Tuttavia, trovare casa a Milano può essere molto difficile

Bisogna, inoltre, considerare che andare a vivere a Milano è un cambiamento importante, anche per quanto riguarda lo stile di vita.

Cercare casa o stanze in affitto sui portali giusti

La prima cosa da fare se si vuole cercare casa a Milano è dare uno sguardo sui portali di annunci. Infatti, qui, si trovano molte case e anche stanze in affitto. Ovviamente, ci si può rivolgere anche a delle agenzie immobiliari, ma bisogna mettere in conto che i costi da sostenere sono sicuramente elevati, mentre se si ha un budget più ristretto, una buona soluzione è appunto consultare un sito per trovare delle stanze a Milano, una soluzione tipica degli studenti, ma preferita anche dai lavoratori, soprattutto se si è alla prima esperienza.

Quali sono le zone migliori per prendere casa a Milano

Ci sono alcune zone di Milano che sono decisamente convenienti: ovviamente, è bene valutare anche la distanza della casa dalla sede di lavoro. Un quartiere trendy, dove si trovano alcuni appartamenti in affitto a prezzi convenienti, èChinaTown, dove la strada più conosciuta è via Paolo Sarpi. Si tratta di una zona vicina a Porta Nuova e al Parco Sempione, piena di negozi. Un altro quartiere moderno è quello della Bicocca che si sviluppa vicino all’Arcimboldi e che offre prezzi decisamente più a buon mercato. Anche se non è una delle zone più centrali, è comunque una zona ben servita dai mezzi pubblici.

Se si viaggia spesso per lavoro o per rientrare nella propria città, allora può essere utile scegliere una casa nella zona Centrale. Qui, infatti, c’è la stazione e due linee della metro e, quindi, ci sono numerosi collegamenti per raggiungere vari punti sia in città che nelle altre regioni.

Sebbene la zona della stazione Centrale non sia tanto apprezzata perché è considerata un quartiere di passaggio, tanto che nel week end è letteralmente vuota, si tratta di un’area interessata da una grande operazione di riqualificazione e in cui si stanno aprendo numerosi uffici e spazi per il co-working.

Calcolare i costi per vivere bene a Milano

Prima di partire per Milano è bene cercare di calcolare con una certa accuratezza quanto costano gli affitti per una casa o una stanza. Ovviamente, molto dipenderà dalla posizione, dalla metratura e dalle condizioni dell’immobile.

Ad esempio, una stanza per studenti universitari ha un prezzo che va dai 300 ai 650 euro al mese, mentre un appartamento che dista qualche fermata della metro da Piazza Duomo ha un costo che va dagli 800 ai 1.100 euro al mese. Il prezzo può essere ancora maggiore se ci si avvicina al centro mentre si può risparmiare qualcosa se si cerca un appartamento situato in periferia. Ovviamente, se ci si allontana dalla zona centrale della città si risparmierà sull’alloggio, ma bisognerà organizzarsi al meglio con i trasporti pubblici, sia per andare al lavoro, sia per sbrigare le faccende quotidiane o per godersi il tempo libero. Scegliere una stanza in appartamento in condivisione consente un buon risparmio, ma se si desidera la privacy è meglio optare per altre soluzioni.  

27 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

La pietra naturale è uno dei materiali più antichi utilizzati per costruire edifici. Questo è il primo articolo dedicato ad una serie sulla pietra naturale nell’edilizia.

pietra naturale
La pietra si può definire come un frammento proveniente da una roccia caratterizzate da durezza, compattezza e assenza di elementi metallici. Il nome deriva dal latino petra.  

Dalle pietre derivano i sassi, i ciottoli, ovvero sassi levigati dall’acqua, e la ghiaia, composta da frammenti più piccoli. Sono pietre le pietre preziose e semi-preziose, ma nel nostro ambito quelle che ci interessano sono quelle da costruzione. Ne esistono di svariati tipi, ognuna con le sue caratteristiche fisiche ed estetiche, ma prima di affrontare la parte tecnica, vediamo un po’ di storia.

La pietra naturale nella storia

Oltre al legno, la pietra è il materiale più antico utilizzato per la costruzione di abitazioni, luoghi di culto o sepolture. L’uomo scopre le qualità della pietra nel Paleolitico, ben 3 milioni di anni fa, e la utilizza per creare utensili vari, suppellettili, statuine. A partire dal neolitico, era che segna l’inizio della vita sedentaria, l’uomo avverte la necessità di costruire ripari stabili. Compaiono costruzioni megalitiche come i dolmen o costruzioni in pietra a secco di forma tronco conica come i nuraghi in terra sarda. Delle abitazioni rimane ben poco, anche perché spesso si trattava di capanne costituite da una base in pietra con una copertura realizzata con materiali fragili, come fibre naturali, terra, pelli di animali, legno.

Rappresentazione di una capanna di Terra Amata secondo la ricostruzione di Henry De Lumley

Tuttavia, lo straordinario esempio del villaggio di Skara Brae, nelle Isole Orcadi, in Scozia, deve farci riflettere sulla reale diffusione e livello tecnico delle abitazioni in pietra in epoca preistorica.Il suo buono stato di conservazione è sicuramente dovuto alle caratteristiche ambientali favorevoli, ma possiamo immaginare che esistessero strutture simili anche in altri luoghi del mondo. Il villaggio, scoperto per caso negli anni venti del secolo scorso, risale al neolitico, e fu costruito intorno al 3100 a.C. Le case erano scavate nel terreno e avevano muri in pietra a secco, diverse stanze, arredamento in pietra che comprendeva armadi, giacigli, un focolare al centro e perfino un rudimentale bagno collegato ad un sistema di drenaggio.

credits: https://www.flickr.com/photos/raptortheangel/

La pietra rimase il materiale di costruzione prediletto da tutte le civiltà antiche, dagli Egizi fino ai Romani. Per l’edilizia monumentale veniva impiegato il marmo, già allora molto ricercato. La Grecia, del resto, era ricca di cave di pregiati marmi bianchi, come il Pentelico, usato per costruire il Partenone. Greci e Romani introdussero la tecnica del mosaico, realizzato con ciottoli o con tessere di marmo, per rivestire pavimenti e pareti. 

Il Partenone nell’Acropoli di Atene, 447 a.C.
pietra naturale
Pavimento della basilica di Santa Maria in Cosmedin, VI sec., Roma. Credits

La pietra è utilizzata nel Medioevo per costruire castelli, chiese, monasteri e palazzi nobiliari, mentre i meno abbienti dovevano accontentarsi di legno e terra. Fu un periodo nel quale si utilizzavano le materie prime più accessibili, motivo per cui le pietre da costruzione provenivano dalle cave in prossimità. Questo ha favorito la nascita di villaggi e città “monocolore”, secondo la colorazione della pietra locale. 

Acropoli di Arpino, Arpino (Fr), Italia

A partire dal Rinascimento la pietra perde importanza come materiale strutturale, e viene mano a mano sostituita dal laterizio. Il suo ruolo diviene puramente decorativo, per rivestire facciate, strade, pareti e pavimenti.

pietra naturale
Rivestimento con marmo lavorato a bugnato in forma di diamante, Palazzo dei Diamanti, progettista Biagio Rossetti, 1493, Ferrara.

Oggi si parla tanto di pietra ricostruita o di biopietra per le costruzioni sostenibili. La pietra naturale non può essere considerata un materiale ecologico, visto che le cave deturpano il paesaggio. Tuttavia, la pietra ricostituita ricavata dagli scarti di lavorazione, o l’utilizzo di pietre dal forte potere isolante, come la pietra pomice, possono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. 

Classificazione commerciale delle pietre naturali

In Italia la classificazione commerciale delle pietre è regolata dalle norme UNI-8458. In base alla classificazione commerciale le pietre vengono denominate “prodotti lapidei”, e si dividono in 4 gruppi, definì in base alla durezza, lucidabilità, origine e composizione:

Marmi: rientrano in questo gruppo tutte le rocce cristalline, compatte e lucidabili, prevalentemente costituite da minerali di durezza 3 o 4 sulla scala di Mohs come calcite, dolomie e serpentino. Rientrano in questa categoria i marmi veri e propri, tutti i calcari e le rocce sedimentarie lucidabili ad eccezione del travertino, le brecce, le puddinghe, l’onice e l’alabastro.

Graniti: tutte le rocce fanero-cristalline, compatte e lucidabili, formate soprattutto da minerali di durezza 6 a 7 sulla scala di Mohs (ad esempio quarzo e feldspato).
Comprende tutte le varietà di granito, gabbro e sienite; i basalti, i porfidi; la diorite e alcune rocce metamorfiche di origine vulcanica come lo gneis.

Travertino: roccia calcarea sedimentaria ricca di cavità, compatta, lucidabile o non lucidabile in base alla varietà.

Pietre: tutte le rocce non lucidabili indipendentemente dalla loro origine, durezza e composizione mineralogica. Vi rientrano materiali molto diversi, come l’arenaria, i tufi, l’ardesia, la quarzite. In questa classificazione le rocce sono suddivise in:

  • rocce tenere e/o poco compatte: tufi e rocce sedimentarie clastiche
  • rocce dure e/o compatte: rocce magmatiche effusive e pietre a spacco come ardesia, gneiss, quarziti.

Caratteristiche delle pietre naturali

Conoscere le caratteristiche delle pietre naturali è importante per scegliere il prodotto lapideo adatto al progetto. Per questo, vanno consultate le schede tecniche che accompagnano il prodotto prescelto. 

Oltre all’aspetto e al colore, sono molto importanti fattori come l’igroscopicità (attitudine ad assorbire l’umidità), la gelività (resistenza al gelo) e la resistenza al fuoco

Inoltre, vanno considerati fattori come la durezza, la divisibilità, ovvero la tendenza a spaccarsi in alcuni punti, la durevolezza e l’aderenza alle malte.

Infine, un fattore molto importante è la lavorabilità, ovvero la possibilità di creare manufatti e finiture utilizzando diverse tecniche e attrezzature. Gli interventi previsti sono la spaccabilità, la segabilità, la scolpibilità e la lucidabilità.

Nella seconda parte analizzeremo la genesi delle pietre, per imparare a distinguerle e a individuare le loro caratteristiche principali.

24 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Grande, luminosa, questa casa a Madrid esprime l’essenza dello stile classico reso attuale grazie all’intervento dello studio Studio Galan Sobrini Architect.

casa a Madrid

Casa Almagro è la tipica casa d’epoca costruita in stile haussmanniano, il “bourgeois parisien”, per intenderci. Soffitti alti, modanature e stucchi, una pletora di stanze, stanzette e stanzini, camini e quant’altro. Si tratta di case dotate di un certo fascino e di prestigio, ma spesso poco adatte alle esigenze della vita contemporanea. Per questo lo studio Studio Galan Sobrini Architect è stato incaricato di attualizzare l’appartamento, sia dal punto di vista funzionale che estetico. Vediamo il risultato del loro intervento.

L’intervento funzionale

La casa si estende su 375 m2, ed è situata nell’emblematico quartiere di Almagro a Madrid. Nonostante l’ampia superficie, la casa risulta buia e poco funzionale, per via del frazionamento dello spazio. Gli architetti hanno dapprima formulato una nuova distribuzione degli spazi, al fine di rendere l’appartamento più funzionale. Per aumentare l’apporto di luce naturale, soprattutto nel dedalo di disimpegni, i progettisti hanno fatto ricorso a vetrate e porte a vetri.

L’appartamento si divide un due parti distinte: una zona di rappresentanza e una zona più intima, dove sono collocati la cucina, i servizi e le stanze. La zona dedicata ai figli è divisa in spazi diversi, dall’area giochi, che si affaccia sulla cucina attraverso un’apertura vetrata, si accede alle camerette.

La zona di rappresentata è contrassegnata da porte a vetri in stile classico e comprende un soggiorno diviso in due parti da una parete centrale con camino. Da una lato il salottino più intimo, dall’altro quello per gli ospiti, dallo stile mid century. Gli architetti hanno demolito il tramezzo così da ampliare al massimo la zona giorno. Abbiamo poi una sala da pranzo con un mini lavello e attrezzature per la preparazione dei cocktail. 

Una casa a Madrid classica e contemporanea

Lo studio Galan Sobrini Architect ha lavorato per imprimere uno stile personale, moderno e ricercato a questo appartamento dall’aspetto classico. La cura dei dettagli, la scelta dei materiali, l’uso sapiente del colore hanno trasformato la casa in un esempio riuscito di classico contemporaneo. La sfida era di mantenere l’essenza della casa pur attualizzando lo stile, per questo il canovaccio di base conserva le modanature, le maniglie e pomelli, gli stucchi ai soffitti. Le porte sono state replicate in stile classico, tranne le diverse vetrate dal design moderno che suddividono gli spazi nella zona servizi. 

Il colore dominante è il bianco, contrastato dal nero e riscaldato dal rovere del parquet. La carta da parati è utilizzata con parsimonia, per ricordare il passato senza sovraccaricare gli ambienti. Motivi rigati nella zona servizi, fiori nelle camere da letto.

L’arredo è il risultato di un sapiente mix tra mobili moderni e classici, stemperato da alcuni pezzi rustici e di provenienza esotica. Poche e ben studiate le opere d’arte, tra fotografie d’autore in bianco e nero e dipinti astratti.

Il risultato è una casa non solo pratica e funzionale negli spazi, ma dotata di un linguaggio coerente, curata nelle finiture e nei dettagli, che la rendono uno dei progetti più riusciti dello studio.

Progetto: Studio Galan Sobrini Architect

Guarda altre bellissime case nella rubrica Home Tour.

22 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Siamo ormai a Settembre, le ferie sono finite quasi per tutti ed è arrivato il momento di tornare al lavoro. Molti di noi continueranno a usufruire dello smartworking, come dai primi mesi del 2020, mentre altri torneranno in ufficio.

Smartworking

Lo smartworking, rispetto a lavorare in ufficio, ha i suoi pro e i suoi contro: tra le cose positive c’è il fatto di poter lavorare ovunque ci sia una connessione internet, di potersi alzare la mattina senza il pensiero di dover affrontare la sfida del traffico e dei mezzi pubblici.

Tra gli aspetti negativi ci sono la mancanza di interazione sociale e la sottile sensazione di non essere mai completamente fuori dal posto di lavoro. La facilità dello stare a casa e di poter accendere il computer in qualsiasi momento, ha reso gli orari di lavoro effimeri, senza contare che in molti si sentono meno in diritto di prendersi giorni di malattia e di ferie. 

Avere uno spazio smartworking o un ufficio ben organizzato, vi aiuterà a facilitare il lavoro e a mantenere bassi i livelli di stress psicofisico.

Uno spazio smartworking funzionale

A chi ha la fortuna di avere una stanza in più, e prevede un allungamento significativo del periodo smartworking, consiglio di adibire questo locale a uso ufficio. Avere uno spazio smartworking separato dal resto degli ambienti, è importante proprio perché aiuta a mantenere lo stesso orario di lavoro dell’ufficio.

Posizionate la scrivania in modo da poter vedere la porta della stanza: il nostro cervello arcaico ha bisogno di sentirsi al sicuro e di tenere la situazione sotto controllo per evitare di subire un “attacco a sorpresa”. 

Munitevi inoltre di una sedia da ufficio comoda, ergonomica, che sostenga la spina dorsale durante le lunghe ore passate al computer.

Anche utilizzare i giusti colori è importante sia per mantenere viva l’attenzione e trasmettere energia nelle giornate grigie, ma anche per rimanere concentrati e che aiuti a non distrarvi troppo.

Vi consiglio una palette semplice e non troppo elaborata, ad esempio con il nero e il bianco di base, per mantenere il giusto ordine e rigore, abbinati a un terzo colore energico come il giallo, il rosso o il verde.

Se invece non avete una stanza da adibire allo smartworking, cercate di creare comunque uno spazio dedicato, in cui accedere negli effettivi orari di lavoro.

Organizzare al meglio l’ufficio

Si parla da anni di quanto sia importante lo stato di fatto di un ufficio o di un posto di lavoro per mantenere alto il morale dei dipendenti, oltre a contribuirne alla produttività. I vostri dipendenti passano almeno 8 ore al giorno in questo luogo ed è giusto renderli luoghi confortevoli e rilassanti.

Da evitare il bianco assoluto: è provato infatti, che negli uffici acromatici la produttività tenda a diminuire, favorendo invece l’assenteismo.

Se il vostro ufficio è organizzato con un open space, cercate di evitare i cubicoli stile anni ’80, che creano isolamento e poca coesione tra i dipendenti; favorite invece il gioco di squadra, con postazioni operative condivise e un grande tavolo per il brainstorming e la condivisione di idee.

Create delle zone “franche” separate, adatte ai momenti di relax e alle pause pranzo. Ottimo per queste zone è il colore verde, vitale e rilassante, abbassa i livelli di competizione e trasmette il senso di unione.

Leggi gli articoli della rubrica Home therapy.

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20 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Al giorno d’oggi, il bagno non è più esclusivamente un luogo dedito al benessere e alla cura della persona, ma diventa un ambiente elegante e di design al pari di tutte le altre zone della casa.

bagno moderno ed elegante

Per arredare un bagno in stile moderno, oltre a sanitari, accessori e mobili, è necessario seguire determinate dritte e suggerimenti che garantiscano la realizzazione di un ambiente elegante e di classe, oltre che funzionale. 

5 regole per un bagno moderno ed elegante

Per realizzare un bagno moderno ed elegante è necessario seguire delle regole fondamentali per la buona riuscita dell’ambiente. 

1. Non appesantire e riempire troppo l’ambiente

Anche se in commercio si può trovare una vasta gamma di mobili bagno dal design moderno, è importante limitare la scelta a quelli effettivamente necessari, soprattutto se il bagno è di dimensioni particolarmente ridotte, altrimenti si rischia di acquistare articoli che poi non si saprà dove mettere. Oppure lo spazio sarà così saturo che non ci sarà quello necessario a muoversi con comodità e il tutto risulterà poco funzionale. 

2. Organizzare degli spazi contenitivi pratici

Per evitare di creare disordine e confusione con tutti gli accessori da bagno che il benessere e l’igiene personale richiedono, è bene disporre di tutti i cassetti, armadietti e mensole necessari per dare collocazione ad ogni cosa, poiché prodotti ma anche strumenti elettronici e non, non devono assolutamente rendere l’ambiente disordinato. 

3. Curare i dettagli

Quella di curare i dettagli è una regola strettamente estetica. Un bagno moderno ed elegante,per essere tale, richiede un design ben definito e curato. Lo stile, le finiture, le forme e i colori devono essere abbinati in modo armonioso e, soprattutto, non deve essere trascurata la cura dei dettagli. Si tratta di piccoli accessori di design capaci di esaltare al massimo il valore estetico dell’ambiente.   

4 Stile e funzionalità di pari passo 

Anche se si desidera un bagno moderno ed elegante, è importante non trascurare mai la funzione principale di questo ambiente: la praticità di utilizzo. Arredare un bagno con classe ed eleganza, infatti, non vuol dire necessariamente che questo non possa essere anche pratico e comodo da vivere. Quindi, è importante non trascurare mai la funzionalità e la praticità per un maggior valore estetico. 

5 L’importanza di una buona illuminazione 

La luce naturale è un fattore fondamentale per il valore estetico di un bagno. Un ambiente illuminato risulta, infatti, da un punto di vista visivo, più pulito e ordinato e queste caratteristiche sono essenziali. Proprio per questo motivo, è importante non riservare tutte le zone della casa con una buona illuminazione esclusivamente alle camere da letto o alla zona living. 

Se non è proprio possibile sfruttare la luce naturale per il bagno, è necessario optare per un efficiente luce artificiale. Una buona idea, per esempio, è quella di utilizzare una fonte luminosa posta dietro lo specchio. Questa consentirà di curare il viso con grande praticità e, inoltre, si tratta di una soluzione capace di rendere l’ambiente più accogliente e caldo

17 Settembre 2022 / / La Gatta Sul Tetto

Identificato con i ruggenti anni Venti, l’Art Déco è uno stile eclettico e controverso, in bilico tra kitsch e raffinatezza, che affascina ancora oggi.

Art Deco
Jacques-Émile Ruhlmann, “La casa del collezionista”, padiglione all’EXPO di Parigi, 1925. Credits: médiathèque du Patrimoine et de la photographie (MPP)(Charenton-le-Pont) 

L’Art Déco si sviluppa in Francia a partire dagli anni Venti e in breve tempo si diffonde in tutto il mondo. Per la precisione, più che di uno stile si tratta di un’estetica che riflette un preciso stile di vita. L’Art Déco è l’atmosfera opulenta e frenetica del Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. L’ Art Déco si associa al jazz e ai musical di Hollywood, ai transatlantici e ai motori rombanti, ai grattacieli di New York e Chicago e all’edonismo decadente della Repubblica di Weimar. Il nome deriva dall’abbreviazione della dicitura “Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes” (Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne) che si tenne a Parigi nel 1925. Una manifestazione che ne segna l’apice, cui segue un lento declino, fino al superamento negli anni Quaranta. Tuttavia, oggi assistiamo ad un revival dell’Art Déco che, lungi dall’essere un fenomeno passeggero, dura ormai da qualche anno.

Leggi l’articolo Tendenze: contemporary Art Déco

Contesto storico e premesse dell’Art Déco

Siamo nel 1919 e il mondo intero cerca di lasciarsi alle spalle l’evento più drammatico che l’umanità abbia mai conosciuto: la Grande Guerra. Oltre a milioni di vite, a imperi  e a governi, la guerra mondiale pose fine alla Belle Epoque, caratterizzata dalla fiducia nel progresso. Questi stravolgimenti ebbero un profondo riflesso nelle arti, primo su tutti la scomparsa dell’Art Nouveau. In realtà questo stile era già stato messo in discussione dalle avanguardie artistiche sviluppatesi a cavallo del 1910. Tra questi, L’Espressionismo di Kirchner e Munch, il Cubismo di Picasso, l’Astrattismo di Kandinskij, il Futurismo di Marinetti e Boccioni o il Neoplasticismo del movimento De Stijl fondato da Theo Van Doesburg e Piet Mondrian. 

Maurice Jallot, disegno per una sala da pranzo, presentato all’EXPO di Parigi del 1925

Anche l’Art Déco si sviluppa a partire dal 1910, che pare essere l’anno cardine tra l’Ottocento e il Novecento. Agli esordi si propone come uno stile d’avanguardia, moderno e proiettato verso il futuro, fautore di un’estetica che si distacca dagli stili del passato. Tra i precursori, troviamo la figura poliedrica e visionaria di Paul Poiret, considerato il padre della moda moderna. Poiret infatti abolisce pizzi e corsetto e crea abiti fluidi, stravaganti ed eccentrici. Amante delle arti, fonda la Scuola di Arti Decorative “Martine”, dal nome di una delle sue figlie, e realizza arredi, accessori e tappezzerie. Il suo stile è caratterizzato dalla semplificazione dei motivi floreali, dalla predilezione per le forme geometriche, simmetriche e spigolose, e dall’utilizzo di materiali lussuosi e ricercati. 

art Deco
Paul Iribe, disegni di moda per Les Robes de Paul Poiret, 1909

Un altro precursore può essere individuato nella figura di Louis Cartier, che nel 1913 crea una linea di gioielli dalle linee innovative, ispirata all’antico Egitto. Un cenno meritano anche Joseph Maria Olbrich e il suo Palazzo della Secessione Viennese, e Josef Hoffmann con il suo Stoclet Palace a Bruxelles. Entrambi appartenenti alla Secessione Viennese, movimento che esprime le istanze dell’Art Nouveau, sembrano anticipare, nelle opere citate, i criteri estetici dell’Art Déco.

Infine, dobbiamo al grande maestro Auguste Perret, noto come colui che ha sdoganato il cemento armato in architettura, il primo edificio che mostra le linee del nuovo stile. Si tratta del Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, costruito nel 1913 secondo i dettami del maestro, che aspirava a concretizzare uno “stile disadorno” che ponesse fine agli eccessi dell’Art Nouveau. 

Auguste Perret, Théâtre des Champs-Élysées, Parigi, 1913. Credits Coldcreation

Si incomincia a parlare di uno “stile Moderno”, ma lo scoppio della Grande Guerra congela il mondo per 4 lunghi anni. Nel 1919, il nuovo stile raccoglie e trasforma le istanze rimaste inespresse da tutti i movimenti di avanguardia che avevano animato il panorama artistico nei primi due decenni del secolo. Lo “stile ruggente”è ormai pronto per il suo trionfo.

Caratteristiche del gusto Art Déco

Gli elementi decorativi dell’Art Déco si ispirano all’antico Egitto, alle civiltà precolombiane, alla Cina, ma anche ai movimenti di avanguardia già citati. Va detto che non si tratta di uno stile monolitico, in quanto esprime istanze estetiche a volte in contrasto e in continua evoluzione. Agli esordi rigoroso e dagli accenti classici, si trasforma in uno stile opulento e sontuoso, per ritornare alle forme pure negli anni Trenta, avvicinandosi alle istanze razionaliste. In linea di massima i suoi tratti caratteristici sono:

  • l’uso di forme a zig-zag, di scacchiera, cerchi, ventagli, disposti a ripetizione e stilizzate, così da creare motivi astratti;
  • l’uso spregiudicato del colore, con il nero e l’oro in prima linea;
  • l’uso della simmetria, in contrasto con le linee sinuose e asimmetriche dell’Art Nouveau;
  • Mobili massicci spesso realizzati con combinazioni di forme e di materiali differenti. Appaiono linee mai viste prima, decisamente d’avanguardia. Predominanza di forme arrotondate e delle finiture lucide a lacca;
  • l’uso di materiali pregiati, dalla radica ai legni esotici, ebano e palissandro in primis, avorio, pelli di animali esotici, metalli come il bronzo ma anche l’acciaio inox;
  • lavorazioni ricercate come l’intarsio, il mosaico, la cesellatura, vetrate elaborate;
  • Creatività senza limiti, quasi a sfiorare il kitsch;
  • L’architettura privilegia proporzioni monumentali, volumi geometrici semplici e composizioni simmetriche e articolate, ed è spesso arricchita di bassorilievi e statue di foggia squadrata e spigolosa, alte vetrate.
art Deco
Motivi decorativi geometrici a ripetizione

I mobili e gli accessori, le vetrate e le decorazioni sono per la maggior parte pezzi unici e si collocano a metà strada tra l’arte e l’artigianato. Appare evidente che l’Art Déco è uno stile che si adatta perfettamente alle esigenze della ricca borghesia, anche se con il tempo si diffuse una versione più economica, che comprendeva oggetti realizzati con materiali più modesti. I pezzi d’arredo più gettonati erano le poltrone, i pouf, più rari i divani, le madie, le petineuse e i tavolini. Tra i complementi, spiccano i lampadari e le lampade da parete, oltre agli specchi e ai tappeti.

art Deco

Opera emblematica rimane ancora oggi il padiglione creato da Jacques-Émile Ruhlmann all’expo parigina del 1925. Il decoratore francese concepisce una fastosa villa chiamata “La casa del collezionista”, che divenne l’icona del nuovo stile. Si tratta di un’opera d’arte totale che univa architettura, design d’interni, mobili, scultura, pittura e oggetti d’arte in un insieme unico. 

Aneddoto: alla stessa esposizione erano presenti Le Corbusier e Pierre Jeanneret con il loro padiglione Esprit Nouveau, che negava in toto le istanze dell’Art déco. Del resto, gli stili non si susseguono nella storia in modo netto, e spesso coesistono in una stessa epoca. 

Diffusione nel mondo

L’Art Déco fu il primo stile a diffondersi in tutto il mondo, soprattutto nelle città coloniali del Nord Africa, in Asia e nei paesi del Commonwealth. Esempi notevoli si trovano a Shangai, nel quartiere Bund, e a Miami, nel cosiddetto distretto Art Déco. Tra gli edifici più significativi, spiccano due grattacieli di New York, ovvero l’Empire State Building e il Chrysler Building e il Il Carbide & Carbon Building a Chicago. Negli anni Trenta, lo stile evolve in una versione più epurata, complice anche la crisi economica che imperversa in tutto il globo. Nella seconda parte di questo articolo analizziamo questa evoluzione con due esempi significativi: lo stile transatlantico o Streamline Moderne, sviluppatosi negli Stati Uniti, e il Gruppo Novecento, in Italia.