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26 Giugno 2026 / / diotti.com

Nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, sulla sommità del Monte Grosso a circa 350 m sul livello del mare sorge il Semaforo di Monte Grosso. Una costruzione storica affacciata sul mare dell’Isola d’Elba, oggi trasformata in una casa vacanze per 12 ospiti.


 

Le origini di questa affascinante struttura risalgono alla prima metà dell’Ottocento. Nel 1842 la Regia Marina ne commissionò la costruzione come stazione di avvistamento e controllo del traffico marittimo. A partire dal 1917 l’edificio ospitò anche un osservatorio meteorologico, mantenendo la sua funzione strategica fino alla dismissione nel 1960. Dopo decenni di abbandono, nel 2018 è iniziato un importante intervento di recupero e valorizzazione che ha restituito nuova vita a questo luogo. Il progetto ha trasformato l’antico presidio militare in una scenografica villa in affitto per soggiorni vacanza.

 

Semaforo di Monte Grosso - villa vacanze sull'Isola d'Elba

 

In questo contesto così esclusivo, siamo stati coinvolti nella selezione e nella fornitura di alcuni arredi destinati alle zone giorno e notte.
Tutto è iniziato con una richiesta via email dalla Germania e si è trasformato in un percorso di consulenza sviluppato interamente a distanza.
L’obiettivo era chiaro: contribuire all’arredamento di una dimora storica destinata a un’ospitalità internazionale, inserendosi in un più ampio progetto di ristrutturazione già avviato che mirava a dare nuova vita ad una struttura unica. Le principali scelte architettoniche e di destinazione d’uso erano state già definite: conservazione degli antichi muri in pietra e volontà di creare ambienti ampi e luminosi; il tutto preservando l’identità storica e il legame con il paesaggio circostante.

Il nostro ruolo è stato quello di affiancare la proprietà nella scelta di soluzioni d’arredo coerenti con questi obiettivi. Ogni proposta è stata valutata tenendo conto di aspetti estetici e funzionali: comfort degli ospiti, qualità costruttiva dei mobili, facilità di manutenzione, durata nel tempo e resistenza all’utilizzo frequente. Tutte caratteristiche fondamentali per una struttura ricettiva di alto livello per clientela internazionale.

Il nostro ampio catalogo di arredi Made in Italy altamente personalizzabili, il campionario materiali e colori digitalizzato in modo fedele e la consulenza dedicata del nostro team di arredatori hanno permesso di individuare soluzioni perfettamente integrate nel progetto.
Dalla definizione delle composizioni alla gestione della fornitura e della consegna; abbiamo accompagnato il cliente in ogni fase del progetto, portando il design e la qualità del Made in Italy fino a questo suggestivo angolo dell’Isola d’Elba.

Sedute pensate per accogliere

 

 

Tra gli arredi selezionati per il progetto spicca una fornitura di sedie in legno massello Noce Naturale con seduta imbottita e rivestita in tessuto antimacchia. Un modello dal design minimale ma ricercato e curato nei dettagli e nelle forme, capace di esprimere la qualità dei materiali e la cura artigianale che caratterizzano il Made in Italy. La scelta è ricaduta su questa sedia per la sua capacità di coniugare eleganza, comfort e versatilità. Qualità particolarmente importanti in una struttura destinata all’hospitality. Le linee morbide e le proporzioni equilibrate valorizzano gli ambienti senza risultare invasive, mentre il legno noce dialoga con le tonalità calde della pietra e con i materiali autentici presenti nell’edificio.

Nella sala da pranzo le sedie Nakama creano un’atmosfera accogliente e conviviale, accompagnando gli ospiti nei momenti di condivisione intorno al tavolo. La scelta del rivestimento antimacchia risponde inoltre a una precisa esigenza funzionale, garantendo praticità e facilità di manutenzione.

Nell’area studio di due camere da letto la seduta assume un ruolo ancor più centrale, inserendosi in un ambiente raccolto e riservato e garantendo comfort a chi desidera lavorare, leggere o concedersi un momento di pausa. Il tutto mantenendo coerenza stilistica con gli altri spazi della villa.

Una camera da letto pensata per il relax

 

Il letto Alva arreda una delle camere matrimoniali

 

Per arredare una delle camere matrimoniali è stato scelto un letto imbottito con testiera alta trapuntata impreziosita da cuciture geometriche che sottolineano un design contemporaneo. La scelta del rivestimento è ricaduta su un tessuto idrorepellente sfoderabile e lavabile anche in lavatrice: una soluzione particolarmente indicata per una casa vacanze dove praticità di gestione e igiene devono convivere con un’estetica curata.
Il letto è stato realizzato in tessuto color Corda, una tinta neutra della gamma dei beige che si abbina con naturalezza al muro in pietra a vista e al soffitto con travi in legno chiaro.
Complici alcuni elementi decorativi presenti nella stanza, il risultato è uno spazio accogliente e senza tempo che trasmette una sensazione di comfort e benessere.

Un salotto accogliente per numerose persone

 

Il divano componibile Marlow arreda il salotto della villa

 

Nella progettazione di una casa vacanze pensata per accogliere gruppi numerosi, la zona giorno riveste un ruolo centrale. Insieme alla sala da pranzo, il salotto rappresenta il luogo dedicato a condivisione, relax e momenti insieme. Per rispondere a queste esigenze, nel progetto è stata prevista un’ampia zona giorno organizzata attorno a due divani: un divano lineare e un grande divano angolare. La scelta è ricaduta sul moderno divano componibile Marlow caratterizzato da sedute scandite con rigore contrapposte a generose cuscinature imbottite in piuma con supporto interno in espanso. Il rivestimento in tessuto chiaro contribuisce a creare un’atmosfera rilassante e informale, in armonia con i materiali dell’architettura.

Una camera extra polifunzionale

 

Il divano letto Noah Slim arreda una camera / studio

Sedia Nakama nella camera / studio

 

Nella ristrutturazione della dimora Semaforo di Monte Grosso nulla è stato lasciato al caso: tra gli ambienti progettati trova spazio anche una camera polifunzionale, concepita principalmente come studio e area dedicata alla lettura o al lavoro da remoto ma pensata per adattarsi alle diverse esigenze degli ospiti.
Accanto allo scrittoio e ai complementi d’arredo, il protagonista è un divano letto che all’occorrenza permette di trasformare rapidamente l’ambiente in camera aggiuntiva. Una soluzione funzionale e confortevole che aumenta la flessibilità della struttura senza rinunciare alla qualità estetica degli interni.
Qui trova spazio un comodo divano letto con cuscini in piuma ed espanso con materasso alla francese a molle indipendenti con un alto livello di comfort anche nell’utilizzo quotidiano. Il divano letto Noah Slim è realizzato con meccanismo Lampolet, garanzia di facilità d’apertura tramite rotazione dello schienale, solidità e resistenza nel tempo.

 

Il progetto del Semaforo di Monte Grosso dimostra come la scelta degli arredi possa contribuire alla valorizzazione di un edificio, soprattutto se si tratta di una struttura ricettiva con una forte identità architettonica e paesaggistica. Ogni arredo è stato scelto per rispondere a esigenze concrete di comfort, funzionalità e durata nel tempo, senza rinunciare alla qualità dei materiali e al design italiano. Nonostante la distanza geografica e la particolarità della destinazione finale, il progetto è stato sviluppato attraverso un percorso di consulenza personalizzata che ha accompagnato i proprietari nelle diverse fasi dalla scelta dei modelli alla configurazione degli arredi, dalla gestione della fornitura alla consegna.
Un’esperienza che conferma come competenza progettuale, personalizzazione e attenzione ai dettagli possono fare la differenza.


Ringraziamo Semaforo di Monte Grosso per i credits delle foto.
Per soggiornare in questa struttura è possibile far riferimento alle pagine ufficiali su Instagram e Airbnb.


 

 

 

25 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Smalto per muri interni: come e quando utilizzarlo per valorizzare gli ambienti di casa

Le pareti di un’abitazione non hanno soltanto una funzione strutturale, ma contribuiscono a definire il comfort e lo stile degli spazi. Quando si desidera una finitura resistente, facile da pulire e capace di mantenere il proprio aspetto nel tempo, lo smalto per muri interni rappresenta una scelta particolarmente efficace.

Rispetto alle tradizionali pitture murali, lo smalto offre caratteristiche tecniche specifiche che lo rendono ideale per gli ambienti soggetti a maggiore usura, o frequente contatto con le superfici. Grazie all’evoluzione delle formulazioni moderne, oggi è possibile scegliere prodotti che combinano elevate prestazioni, resa estetica e facilità di applicazione.

Ma quali sono le caratteristiche dello smalto murale e in quali situazioni è consigliato utilizzarlo? Scopriamolo nel dettaglio.

Cos’è lo smalto murale e quali sono le sue caratteristiche

Lo smalto murale è un particolare rivestimento verniciante progettato per proteggere e decorare le superfici interne. A differenza delle pitture tradizionali, crea un film pittorico più resistente e tenace, capace di sopportare meglio urti leggeri, sfregamenti e lavaggi frequenti.

Tra le sue principali caratteristiche troviamo:

  • elevata resistenza all’usura quotidiana;
  • superficie facilmente lavabile;
  • buona copertura del supporto;
  • possibilità di scegliere diverse finiture, dal lucido al satinato fino all’opaco.

Per queste proprietà, lo smalto per pareti viene spesso scelto sia in contesti domestici sia in ambienti dove l’igiene e la pulizia sono elementi fondamentali.

Quando utilizzare lo smalto per muri interni

Non tutte le stanze della casa presentano le stesse esigenze. Alcuni ambienti sono più esposti a schizzi, condensa, sporco o sfregamenti e richiedono quindi una finitura più performante.

Vediamo dove lo smalto per muri può rappresentare la soluzione migliore.

Cucina: protezione contro schizzi e macchie

La cucina è uno degli ambienti più sollecitati della casa. Vapori, residui di cibo e schizzi possono compromettere rapidamente l’aspetto delle pareti, soprattutto nelle zone vicine ai piani di lavoro.

L’utilizzo di uno smalto lavabile consente di mantenere le superfici più pulite nel tempo, facilitando la rimozione dello sporco senza danneggiare la finitura.

dettaglio parete cucina rinnovata con smalto per muri

Bagno: una maggiore resistenza all’umidità

L’umidità e la formazione di condensa sono problematiche comuni nei bagni, specialmente in quelli poco ventilati. Uno smalto murale di qualità può offrire una protezione aggiuntiva alle superfici, contribuendo a preservarne l’aspetto e la durabilità.

In questi casi è importante scegliere prodotti specifici per interni, formulati per garantire buone prestazioni anche in condizioni di maggiore esposizione al vapore acqueo.

Corridoi e zone di passaggio

Corridoi, ingressi e scale sono aree caratterizzate da un continuo passaggio di persone. Urti accidentali, segni lasciati da borse, scarpe o oggetti possono rendere le pareti rapidamente usurate.

Applicare uno smalto per muri interni in queste zone permette di ottenere una superficie più resistente e facilmente ripristinabile attraverso una semplice pulizia.

Camerette e spazi dedicati ai bambini

Nelle stanze dei bambini le pareti sono spesso soggette a segni, impronte e piccoli incidenti quotidiani. Una finitura smaltata lavabile può essere una valida alternativa per mantenere gli ambienti sempre ordinati senza dover ricorrere frequentemente a nuove tinteggiature.

Come scegliere il giusto smalto per pareti

La scelta dello smalto dipende da diversi fattori, tra cui la destinazione dell’ambiente, il tipo di supporto e il risultato estetico desiderato.

Prima dell’acquisto è utile considerare:

  • il livello di lavabilità richiesto;
  • la resistenza agli urti e all’usura;
  • la finitura desiderata (lucida, satinata o opaca);
  • la facilità di applicazione;
  • la compatibilità con la superficie da trattare.

Come applicare correttamente lo smalto per muri

Una corretta applicazione è fondamentale per ottenere un risultato uniforme e duraturo. Prima di procedere, la parete deve essere pulita, asciutta e priva di imperfezioni.

I principali passaggi sono:

  1. preparare la superficie eliminando polvere, sporco e vecchi residui non aderenti;
  2. applicare un eventuale fondo o primer, se necessario;
  3. stendere lo smalto utilizzando rullo o pennello adatti;
  4. rispettare i tempi di asciugatura tra una mano e l’altra.

Una buona preparazione permette di valorizzare al meglio le caratteristiche dello smalto e di ottenere una finitura più omogenea.

Finitura lucida, satinata o opaca: quale scegliere?

La scelta della finitura incide sia sull’estetica sia sulla praticità della superficie.

La finitura lucida riflette maggiormente la luce e dona alle pareti un aspetto moderno e brillante, ma tende a evidenziare di più eventuali imperfezioni del supporto.

Lo smalto satinato rappresenta spesso un buon compromesso tra eleganza, facilità di pulizia e capacità di nascondere piccoli difetti.

La finitura opaca, invece, offre un effetto più morbido e contemporaneo, particolarmente indicato negli ambienti dove si desidera un’atmosfera accogliente e raffinata.

Perché scegliere lo smalto per muri interni per una casa più resistente e facile da mantenere

Scegliere uno smalto per muri interni significa puntare su una soluzione capace di unire estetica e funzionalità. La maggiore resistenza alle macchie, la facilità di pulizia e la lunga durata rendono questo rivestimento particolarmente indicato per gli ambienti più vissuti della casa.

Valutare con attenzione il tipo di superficie e le necessità di ogni stanza permette di individuare il prodotto più adatto. Informarsi sulle diverse tipologie disponibili sul mercato aiuta a scegliere consapevolmente la finitura più in linea con il proprio progetto abitativo.

 

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25 Giugno 2026 / / Blogger Ospiti

Caratteristiche del sistema monolitico

Il sistema monolitico è una delle soluzioni più innovative per aumentare il comfort interno degli ambienti. È una soluzione capace di agire sulla fisica del suono, evitando la propagazione senza alterare l’estetica. 

Il sistema prevede l’installazione di pannelli in lana minerale sui quali è applicato direttamente tramite spruzzatura un intonaco acustico brevettato. Il risultato è una superficie continua e bella da vedere. È la scelta ideale per uffici open space, sale conferenze, teatri e ristoranti. Migliora la chiarezza del parlato e l’ascolto della musica. Saint-Gobain risponde alle necessità dei suoi clienti con sistemi monolitici dedicati a spazi esigenti. Assorbono il suono per migliorare il benessere nei contesti dove questo aspetto è fondamentale, senza interventi invasivi.

I tanti vantaggi del sistema monolitico

Scegliere un sistema monolitico offre una serie di ulteriori vantaggi oltre a quelli già citati. Consentono di trattare soffitti e pareti ottenendo superfici eleganti, lisce e prive di giunture, con colori personalizzabili. Il sistema è versatile: può essere installato su calcestruzzo, cartongesso e muratura. Dura a lungo nel tempo mantenendo le proprietà originali. La sua natura lo rende resistente al fuoco, quindi è adatto a soddisfare le norme antincendio.

Innovazione applicativa: cos’è il sistema monolitico

Il sistema monolitico è la frontiera più avanzata in termini di performance fonoassorbenti ed estetica. È particolarmente apprezzato nei progetti di interior design più lussuosi e sofisticati. Si possono rivestire con estrema precisione geometrie complesse e interni di pregio senza rinunciare al comfort sonoro. Tra il ventaglio di soluzioni che Saint-Gobain mette in campo per l’efficientamento degli edifici e il benessere indoor troviamo Ecophon Fade™ ONE Smooth. Si tratta di un sistema monolitico acustico brevettato che rappresenta l’eccellenza sul mercato. Il sistema prevede l’installazione di pannelli in lana di vetro e una finitura con intonaco acustico brevettato a base perlite. Veste le pareti e i soffitti con una texture fine che richiama morbidezza visiva, in bianco oppure nella tinta che preferisci. Le prestazioni di assorbimento acustico sono di elevatissimo livello, raggiungendo la classe A.

25 Giugno 2026 / / Laura Home Planner

Quando si pensa alla cameretta perfetta per un bambino, l’immaginazione corre subito a spazi colorati, mobili sicuri e accessori stimolanti. Ma c’è un elemento che più di ogni altro riesce a trasformare una stanza in un vero regno delle meraviglie: i letti a casetta.

Questi letti, diventati ormai un trend irrinunciabile nell’arredo per l’infanzia, conquistano grandi e piccini grazie alla loro forma originale e al loro potenziale creativo.

In questo articolo esploreremo perché i letti a casetta siano così amati, quali vantaggi offrono e come scegliere il modello perfetto per la tua famiglia.

letti a casetta

Il fascino dei letti a casetta

I letti a casetta non sono solo semplici strutture per dormire, ma veri e propri rifugi dove i bambini possono sentirsi protetti, sognare e giocare. La loro forma che richiama quella di una casetta, con tetto spiovente, finestrelle e talvolta persino piccoli camini decorativi, rende ogni momento passato in cameretta un’esperienza speciale. Il letto a casetta diventa il fulcro della stanza, uno spazio dove si può leggere un libro prima di dormire, nascondersi durante il gioco o accogliere i peluche preferiti.

Ciò che rende questi letti così affascinanti è anche la possibilità di personalizzazione. Tende colorate, lucine, cuscini e decorazioni possono trasformare ogni letto in una casetta unica, che rispecchia i gusti e la personalità del bambino. Molti genitori scelgono di coinvolgere i piccoli nella scelta degli accessori, rendendo ancora più magico l’ingresso nella nuova cameretta.

Perché scegliere un letto a casetta?

Optare per un letto a casetta significa regalare al proprio bambino uno spazio tutto suo, dove sentirsi libero di esprimersi e di sviluppare la propria creatività. Ma i vantaggi sono anche di ordine pratico. Innanzitutto, la bassa altezza di molti modelli garantisce sicurezza, soprattutto per i più piccoli che si avvicinano per la prima volta a un letto senza sponde. In caso di caduta, il rischio di farsi male è ridotto al minimo.

Inoltre, i letti a casetta spesso sono dotati di vani contenitore o cassetti sotto la struttura, ideali per tenere in ordine giochi, libri o biancheria. Alcuni modelli sono pensati per ospitare due bambini, grazie a un secondo letto estraibile o a soppalco, ottimizzando così gli spazi nelle case moderne, dove ogni centimetro conta.

Non va dimenticato l’aspetto educativo: dormire in un letto a casetta stimola il senso di autonomia, perché invita i bambini a gestire il proprio spazio e a prendersene cura. La routine serale si trasforma in un momento ludico, grazie alla possibilità di inventare storie e giochi sempre nuovi.

Materiali, sicurezza e qualità nei letti a casetta

Quando si tratta della cameretta dei bambini, la sicurezza è la priorità assoluta. I migliori letti a casetta sono realizzati in legno massello o MDF di alta qualità, materiali robusti e duraturi, spesso provenienti da foreste gestite in modo sostenibile. Le vernici utilizzate sono atossiche e conformi alle normative europee, per garantire un ambiente sano e sicuro.

I bordi arrotondati e l’assenza di spigoli vivi riducono ulteriormente il rischio di incidenti. Alcuni produttori offrono anche letti a casetta con sponde protettive removibili, ideali per accompagnare la crescita del bambino e adattarsi alle sue esigenze nel tempo.

La qualità costruttiva si riflette anche nella facilità di montaggio e nella stabilità della struttura. Spesso i letti a casetta vengono forniti con istruzioni dettagliate, per consentire ai genitori di montare il letto in sicurezza e senza difficoltà.

Come scegliere il letto a casetta giusto?

La scelta del letto a casetta dipende da diversi fattori: l’età del bambino, le dimensioni della stanza, il budget a disposizione e il gusto personale. Per i più piccoli, sono perfetti i modelli bassi, che facilitano l’accesso in autonomia e riducono i rischi. Se lo spazio lo consente e si desidera sfruttare l’altezza della stanza, si può optare per un letto a casetta a soppalco, ideale anche per bambini più grandi e per chi desidera creare una zona gioco o studio sotto il letto.

Il colore e il design sono importanti per creare un ambiente armonioso. I letti a casetta bianchi o in legno naturale si adattano facilmente a qualsiasi stile, mentre le versioni colorate o decorate con motivi particolari aggiungono un tocco di allegria. Non meno importante è la possibilità di accessoriare il letto con tende, cuscini e luci, per renderlo davvero speciale.

Per chi ha due o più figli che condividono la camera, esistono soluzioni a castello o con letto estraibile, che permettono di risparmiare spazio senza rinunciare al comfort.

Letti a casetta e metodo Montessori

Negli ultimi anni, molti genitori si sono avvicinati al metodo Montessori, che promuove l’autonomia e la libertà di scelta dei bambini. I letti a casetta si sposano perfettamente con questa filosofia educativa, grazie alla loro altezza ridotta e alla facilità di accesso. I bambini possono entrare e uscire dal letto senza l’aiuto degli adulti, imparando a gestire la propria routine in modo indipendente.

Il letto a casetta Montessori favorisce anche il rispetto dei tempi e dei bisogni del bambino. Può essere utilizzato non solo per dormire, ma anche come spazio per leggere, ascoltare la musica o rilassarsi. La struttura accogliente dà un senso di protezione, aiutando i piccoli a sentirsi al sicuro anche durante i momenti di passaggio, come l’addormentamento o i risvegli notturni.

Un rifugio dove crescere, sognare e giocare

Ciò che rende speciali i letti a casetta è la loro capacità di trasformarsi nel tempo. Da semplice letto per la nanna, possono diventare tenda per le avventure, palco per i giochi con gli amici, angolo lettura per i pomeriggi di pioggia. Sono spazi dinamici, che crescono insieme al bambino e si adattano alle sue esigenze e passioni.

Molte famiglie raccontano che l’arrivo di un letto a casetta segna una vera e propria svolta nella routine quotidiana. I bambini affrontano con più entusiasmo il momento della nanna, si sentono più autonomi e sicuri, e imparano a prendersi cura del proprio piccolo mondo.

Personalizzare un letto a casetta è un’occasione divertente per rafforzare il legame tra genitori e figli. Scegliere insieme i colori, appendere le lucine, disporre i pupazzi preferiti: sono gesti semplici che arricchiscono il tempo passato in famiglia e rendono la cameretta un luogo speciale.

L’acquisto consapevole: dove trovare i migliori letti a casetta?

Quando si decide di acquistare un letto a casetta, è importante scegliere rivenditori affidabili, che garantiscano qualità, sicurezza e assistenza. Online si trovano molti siti specializzati che offrono una vasta gamma di modelli, dai più semplici ai più accessoriati, in grado di soddisfare tutte le esigenze.

Prima di procedere con l’acquisto, è consigliabile leggere le recensioni di altri genitori, confrontare le caratteristiche tecniche e verificare la disponibilità di assistenza post-vendita. Alcuni negozi offrono anche la possibilità di personalizzare il letto con accessori e colori su richiesta.

L’articolo Letti a casetta: il sogno di ogni bambino diventa realtà proviene da Laura Home Planner.

24 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

La casa colorata di Francesca Biella: il progetto che unisce design, famiglia e storytelling

Nel panorama dell’interior design contemporaneo, sempre più progetti raccontano storie che vanno oltre l’estetica. È il caso de la casa colorata progettata da Storie Design Studio per Francesca Biella, un’abitazione che interpreta in modo autentico il concetto di casa contemporanea, trasformandolo in un luogo capace di accogliere la vita quotidiana, il lavoro creativo e le relazioni familiari.

Situata all’interno di una struttura dal forte carattere architettonico, l’abitazione si distingue per una presenza scenica già definita. Le travi a vista attraversano gli ambienti con ritmo e personalità, raccontando una storia fatta di tradizione e autenticità. È proprio da questa identità preesistente che prende forma il progetto firmato da Storie Design Studio: un intervento che non stravolge, ma valorizza, creando un dialogo armonioso tra l’architettura originaria e le esigenze di chi la vive.

Un progetto che parte dall’identità di Francesca Biella

L’approccio progettuale si fonda sull’ascolto. Ogni scelta nasce dall’interpretazione della personalità di Francesca Biella e del suo universo quotidiano. Il risultato è una casa dinamica, luminosa e sorprendente, capace di riflettere il suo carattere contemporaneo attraverso un linguaggio progettuale fresco e immediatamente riconoscibile.

Gli interni si sviluppano attraverso una palette cromatica vivace, fatta di colori pop e accenti frizzanti che donano energia agli spazi senza risultare mai eccessivi. Le tonalità dialogano con la luce naturale e contribuiscono a costruire ambienti dal forte impatto visivo, ma allo stesso tempo accoglienti e funzionali.

Zona living della casa colorata di Francesca Biella con divano verde bouclé, travi a vista e palette cromatica pop progettata da Storie Design Studio

In questo equilibrio tra estetica e praticità emerge una cifra stilistica precisa: ogni elemento è pensato per essere vissuto, utilizzato e raccontato. Non si tratta semplicemente di una casa bella da vedere, ma di uno spazio progettato per accompagnare la quotidianità in tutte le sue sfumature.

La casa colorata dove anche gli animali sono protagonisti

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda l’attenzione dedicata agli animali domestici. I cani di Francesca Biella non sono semplici ospiti della casa, ma veri protagonisti della vita familiare. Per questo motivo il design è stato sviluppato considerando le loro esigenze e la loro presenza costante.

Percorsi fluidi, materiali pratici e soluzioni funzionali permettono di vivere gli ambienti in modo spontaneo e naturale. L’architettura si mette così al servizio delle relazioni, contribuendo a creare una dimensione domestica autentica e inclusiva.

Le linee morbide degli arredi rafforzano questa sensazione di comfort diffuso, mentre la distribuzione degli spazi favorisce il movimento e la condivisione. Il risultato è un ambiente che trasmette immediatamente una sensazione di benessere e libertà.

I cani di Francesca Biella sul divano verde bouclé della casa colorata: un progetto di Storie Design Studio pensato per accogliere anche gli animali domestici

Quando la casa diventa anche un set creativo

L’aspetto più contemporaneo del progetto “La casa colorata” emerge nella sua doppia funzione. Essendo Francesca Biella una content creator e influencer, la casa è stata progettata anche come strumento di lavoro.

Ogni ambiente è stato studiato per offrire sfondi riconoscibili, scenografie naturali e angoli narrativi capaci di valorizzare contenuti fotografici e video. Le palette cromatiche sono state selezionate per dialogare con la macchina fotografica e con la luce, creando atmosfere sempre diverse ma coerenti tra loro.

Parete TV con mobile basso e dettagli pop nella casa colorata di Francesca Biella: uno spazio pensato anche come set per contenuti digitali da Storie Design Studio

Secondo living della casa colorata di Francesca Biella con divano grigio, credenza rosa e poster ironici: scenografie naturali per contenuti digitali, Storie Design Studio

Questa attenzione allo storytelling visivo non compromette però l’autenticità degli spazi. Al contrario, contribuisce a rafforzarne il carattere. La casa mantiene infatti una forte dimensione privata, pur essendo costantemente pronta a essere raccontata e condivisa sui canali digitali.

È un nuovo modo di intendere l’abitare, dove il confine tra vita personale e professionale diventa più fluido, senza perdere equilibrio e naturalezza.

Convivialità e intimità in perfetto equilibrio

Tra i temi centrali del progetto spicca quello dell’accoglienza. Gli spazi comuni sono stati pensati per favorire la convivialità e la condivisione, elementi fondamentali nella vita quotidiana della famiglia.

Il grande divano rappresenta il cuore della zona living, un luogo dedicato alla conversazione, al relax e ai momenti trascorsi insieme. Accanto ad esso, il tavolo diventa il centro delle occasioni conviviali, trasformandosi in un punto di incontro per amici e familiari.

Zona pranzo della casa colorata di Francesca Biella con tavolo ovale in legno e sedie Wishbone sotto le travi a vista, design Storie Design Studio

Camino con parete verde salvia e pianta tropicale nella casa colorata di Francesca Biella, progetto di interior design Storie Design Studio

A questa dimensione aperta si affiancano però aree più raccolte e intime. Il camino introduce una sensazione di calore domestico e crea un’atmosfera più riservata, ideale per i momenti di pausa e riflessione. Gli angoli più privati della casa offrono invece spazi dedicati al benessere personale, contribuendo a definire un equilibrio armonioso tra socialità e introspezione.

I dettagli che raccontano una storia

Come nei migliori progetti di interior design, sono i dettagli a fare la differenza. In questa abitazione ogni elemento contribuisce a costruire una narrazione coerente e personale.

Particolarmente significativa è la scelta delle piastrelle della cucina, concepite come un vero e proprio diario domestico. La composizione richiama infatti le pagine di un quaderno, trasformando una superficie funzionale in un elemento narrativo capace di evocare ricordi, appunti e frammenti di vita quotidiana.

Cucina della casa colorata di Francesca Biella con lampade Flowerpot rosa, frigorifero vintage e piastrelle decorative: progetto Storie Design Studio

Sala da pranzo della casa colorata di Francesca Biella con lampada a sfera, credenza rosa e cucina a vista, progetto Storie Design Studio

Anche l’illuminazione assume un ruolo centrale. Le lampade iconiche selezionate da Storie Design Studio scandiscono gli ambienti come segni grafici riconoscibili, aggiungendo personalità e carattere agli interni. Non semplici fonti luminose, ma veri elementi di design che completano il racconto progettuale.

Storie Design Studio firma un progetto che parla di persone prima che di stile

Più che una semplice abitazione, la casa colorata di Francesca Biella rappresenta un manifesto contemporaneo del vivere domestico. Un luogo dove famiglia, lavoro, creatività e convivialità convivono in modo naturale.

Con questo progetto, Storie Design Studio dimostra come l’interior design possa andare oltre la ricerca estetica per diventare uno strumento capace di raccontare identità, passioni e stili di vita. Una casa che si lascia fotografare e condividere, ma che soprattutto continua a essere vissuta ogni giorno con autenticità.

Perché il vero lusso contemporaneo non è seguire una tendenza, ma abitare uno spazio che riesce a raccontare perfettamente chi siamo.

Corridoio con travi a vista e accesso alla zona intima nella casa colorata di Francesca Biella, progetto Storie Design Studio

Camera da letto della casa colorata di Francesca Biella con letto imbottito, libreria in legno e travi a vista: progetto Storie Design Studio

Terrazza della casa colorata di Francesca Biella con tavolo in teak e vista sull'architettura storica circostante, progetto outdoor Storie Design Studio

Progetto di Storie Design Studio ( www.storiedesignstudio.com) – Fotografie di Marta D’Avenia (www.martadavenia.com)

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24 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Soluzioni salvaspazio: scegliere il box doccia giusto quando si ha un bagno molto piccolo

Arredare un bagno dalle metrature ridotte è una sfida complessa ma ormai molto comune dell’interior design, per cui ogni centimetro va ottimizzato senza sacrificare estetica e funzionalità. La necessità di far convivere lavabo, sanitari e contenitori costringe a calibrare ogni ingombro con cura. In questa configurazione, la scelta della zona doccia assume un ruolo decisivo.

Scegliere il box doccia ideale significa analizzare la pianta come un punto di partenza per inserire una struttura proporzionata e in armonia con lo spazio. Trovare la giusta combinazione tra forma e sistemi di apertura permette di trasformare anche l’ambiente più sacrificato in un luogo accogliente, arioso e perfettamente organizzato.

Come valutare lo spazio disponibile prima dell’acquisto

Il punto di partenza per non commettere errori consiste nel tracciare una mappa della stanza, misurando le distanze esatte tra pareti e punti idraulici. Bisogna studiare poi la disposizione dei sanitari e l’apertura della porta, calcolando i passaggi minimi per muoversi liberamente.

Questo studio serve a individuare gli angoli morti, che spesso si rivelano i candidati migliori per ospitare il piatto doccia. Soltanto definendo l’ingombro massimo a terra e l’altezza del soffitto è possibile muoversi con sicurezza verso la configurazione più adatta alla pianta del bagno.

Le migliori configurazioni geometriche e i sistemi di apertura intelligenti

Quando i volumi sono minimi, l’architettura d’interni offre diverse configurazioni strategiche capaci di ridurre l’ingombro esterno della cabina.

Le strutture angolari sfruttano l’intersezione tra due pareti lasciando libero il centro della stanza, mentre le soluzioni a nicchia valorizzano le rientranze strutturali. Per un posizionamento efficiente del box doccia è fondamentale bandire le porte a battente, che richiedono troppo spazio per l’apertura.

I sistemi con ante scorrevoli mantengono l’ingombro interamente all’interno del piatto, mentre i modelli a libro si impacchettano su sé stesse, garantendo un ingresso generoso anche su formati piccoli.

Box doccia per bagno piccolo con pannello scorrevole in cristallo e mobile lavabo in legno

Il ruolo dei materiali e delle trasparenze per ampliare lo sguardo

Oltre alla gestione geometrica, la percezione visiva gioca un ruolo determinante nel definire la vivibilità di un bagno piccolo.

Utilizzare pannelli in cristallo temperato trasparente permette alla luce di attraversare la stanza senza incontrare barriere, facendo apparire l’ambiente visivamente più ampio. Le finiture dei profili metallici del box doccia dovrebbero orientarsi verso linee minimaliste, optando per l’alluminio lucido che riflette la luce o per soluzioni filomuro.

Anche i trattamenti anticalcare contribuiscono a mantenere la superficie brillante, preservando quella trasparenza essenziale per dare respiro al locale.

Funzionalità e comfort per una praticità senza rinunce

Ottimizzare un bagno piccolo non significa accettare l’idea di una doccia scomoda. Un buon progetto coniuga il risparmio di spazio con il benessere, integrando soluzioni snelle come i miscelatori incassati a parete che riducono le sporgenze interne.

La cura dei dettagli, come le guarnizioni magnetiche di chiusura, assicura che il box doccia mantenga l’acqua sigillata all’interno, evitando sversamenti sul pavimento. Sono poi molte le opzioni di personalizzazione, come l’aggiunta di trattamenti idromassaggio o cromoterapia, che trasformano la cura del corpo in un momento di autentico comfort.

Tutto questo dimostra che la qualità dell’abitare dipende dalla precisione del design e mai dai metri quadrati.

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24 Giugno 2026 / / Romina Sita

Quando si progetta il bagno si parte quasi sempre dagli elementi principali.
Le piastrelle, il lavabo, i sanitari, la rubinetteria…
Sono le scelte che richiedono più tempo e più energie, quindi è normale concentrarsi soprattutto su quelle.

Si immagina l’effetto finale, si cercano i materiali giusti, si confrontano colori e finiture finché tutto non sembra finalmente al proprio posto.
Poi però arriva il momento in cui il bagno è pronto davvero e si inizia a viverlo nella quotidianità.

Ed è lì che spesso ci si accorge che qualcosa non convince fino in fondo.

L’asciugamano non ha un posto preciso.
Sul lavabo c’è il flacone del sapone liquido acquistato al supermercato.
Il portarotolo è stato scelto velocemente “giusto per averlo” (o addirittura la carta igienica è appoggiata “temporaneamente” sul bidet).
Gli accessori del bagno mancano e quelli presenti sono tutti diversi tra loro e sembrano aggiunti poco alla volta.

Sono dettagli piccoli, ma nell’insieme cambiano completamente la percezione dello spazio.

Perché anche un bagno progettato bene può sembrare incompleto o poco curato se gli accessori vengono lasciati per ultimi o scelti senza una visione d’insieme.
In realtà sono proprio loro a chiudere davvero il progetto.

In questo articolo vediamo quali sono gli errori più comuni nella scelta degli accessori bagno e come evitarli per ottenere un bagno curato, coerente e accogliente. 

INDICE DEI CONTENUTI
Il problema: curiamo tutto… tranne gli accessori del bagno
Iniziamo con ordine: quali sono gli accessori bagno più utilizzati?
Immagina invece un bagno davvero completo
Gli errori più comuni nella scelta degli accessori bagno
I dettagli fanno davvero la differenza
Vuoi un bagno più curato? Parti da qui

Articolo in collaborazione con Exagonshop

Il problema: curiamo tutto… tranne gli accessori del bagno

Succede spesso…

Si investe tempo ed energia nella scelta degli elementi principali.

Poi però gli accessori vengono comprati di fretta, oppure rimandati all’infinito.

“Li scelgo con calma.”
“Per ora uso questo.”
“Tanto è solo un portarotolo.”

E invece no.

Perché il bagno senza accessori scelti bene è come, una torta senza decorazione finale, un divano senza cuscini, una tavola elegante apparecchiata con bicchieri di plastica.

Manca qualcosa.

E quel qualcosa si vede subito.

Un dispenser commerciale con quelle etichette brutte, vistose e colori shocking solo per attirare la tua attenzione dagli scaffali del supermercato.

Asciugamani senza una posizione precisa.

Un portarotolo scelto al volo o addirittura il rotolo di carta igienica è ancora appoggiato lì da qualche parte in bagno, perché non abbiamo avuto tempo di comprarlo oppure, il tempo lo abbiamo avuto, ma non sappiamo quale scegliere per paura di sbagliare.

Insomma, tanta confusione nella mente e anche nel bagno.

Anche un bagno bello, con piastrelle e mobili scelti accuratamente, rischia di sembrare poco curato.

Lo dico anche per esperienza personale.

Quando ho arredato il mio primo bagno avevo scelto tutto con attenzione: piastrelle, mobile, box doccia, specchio, luci.

Poi però ho lasciato per mesi il solito sapone del supermercato sul lavandino dicendomi: “Vabbè, poi scelgo un dispenser carino.”

Quel “poi” è diventato lunghissimo.

E ogni volta che entravo in bagno, sentivo che qualcosa stonava, anche se non riuscivo subito a capire cosa.

Finché ho realizzato una cosa: gli accessori non sono l’ultima parte del progetto.

Sono quelli che lo completano davvero.

Iniziamo con ordine: quali sono gli accessori bagno più utilizzati?

accessori-bagno

Immagine generata con l’AI

Quando si parla di accessori bagno, spesso si pensa a dettagli “secondari”.

In realtà sono gli elementi che utilizziamo ogni giorno e che incidono tantissimo sia sull’estetica sia sulla praticità del bagno.

Gli accessori bagno più utilizzati sono certamente:

Sono piccoli oggetti, sì.
Ma sono anche quelli più visibili nella quotidianità.

Ed è proprio per questo che, se scelti male o lasciati “provvisori”, rischiano di rovinare tutto l’effetto finale.

Immagina invece un bagno davvero completo

Immagina di entrare nel tuo bagno e percepire subito ordine e armonia.

Gli asciugamani hanno il loro posto.

I materiali dialogano tra loro.

Il dispenser sembra parte dell’arredo.

Il piano del lavabo è pulito e visivamente leggero.

Anche gli ospiti lo notano.

Magari non sapranno spiegare cosa funziona così bene… ma sentiranno che quel bagno trasmette cura e benessere.

Ed è proprio questo che fanno gli accessori giusti:
trasformano un bagno semplicemente “funzionale” in un bagno che fa stare bene.

Ah, se ti fa piacere qui ti lascio il link all’articolo dedicato al mio bagno, in cui ti spiego in ogni passaggio come l’ho progettato.

Gli errori più comuni nella scelta degli accessori bagno

bagno-senza-accessori
Immagine generata con l’AI

Questo è il punto più importante.

Gli accessori non sono semplici oggetti funzionali.

Sono parte dell’atmosfera del bagno.

Esattamente come:

  • le piastrelle;
  • i sanitari;
  • la rubinetteria;
  • i mobili.

Anche i tessili (asciugamani, accappatoi, tappeti) giocano un ruolo fondamentale (ne ho parlato anche qui), ma magari lo vediamo un’altra volta.

Sono loro che trasformano uno spazio “ok” in uno spazio davvero completo.

moodboard-bagno

Questo è probabilmente l’errore più comune.

Dopo aver preso mille decisioni importanti, spesso si arriva stanchi alla fine del progetto.

E gli accessori diventano una scelta veloce fatta quasi per “togliersi il pensiero”.

Il problema è che proprio questi elementi restano sempre sotto gli occhi.

Pensa agli accessori fin dall’inizio, insieme allo stile generale del bagno.

Non devono essere un’aggiunta casuale, scelta con leggerezza.

Devono far parte del progetto.

accessori-bagno-acquistati

Spesso si scelgono porta sapone, porta scopino e portarotolo in momenti diversi, senza una visione d’insieme.

Meglio pensare agli accessori come a una piccola collezione coordinata.

Non devono essere per forza identici, ma devono stare bene insieme.

Se li acquisti in tempi separati rischi di avere troppi stili e materiali diversi, che poi alla fine, non stanno bene tra loro.

accessori-bagno-stili-materiali

Bagno minimal.
Portarotolo classico.
Dispenser moderno lucido.
Porta scopino industriale nero.
Il risultato rischia di essere confuso.

Non significa che tutto debba essere identico, ma deve esserci coerenza.

Scegli:

  • massimo 2 materiali principali;
  • una finitura dominante;
  • una palette colori coerente.

Ad esempio:

Quando i dettagli “parlano la stessa lingua”, il bagno sembra immediatamente più elegante.

accessori-bango-dispenser-sapone-liquido

Non lasciare in vista confezioni e prodotti commerciali, questo cambia completamente la percezione del bagno.

Flaconi colorati, etichette enormi, packaging diversi ovunque creano rumore visivo.

E spesso non ce ne accorgiamo più, perché ci conviviamo ogni giorno.

Uno dei cambiamenti più semplici ma anche più efficaci è scegliere dispenser che non fanno “rumore visivo” e ricaricabili, con un vantaggio immediato sia per l’impatto visivo sia per la sostenibilità ambientale. 

Alle volte è sufficiente questo per dare subito un aspetto più ordinato e rilassante.

Lo stesso vale per:

  • scatole aperte;
  • confezioni di carta igienica in vista;
  • prodotti lasciati sparsi sul piano del lavandino.
Meno elementi visibili = bagno più curato
cassetto-bagno-organizzato
Immagine generata con l’AI

Riponi il più possibile nei vani chiusi, utilizzando il più possibile organizer che ti aiutano a mantenere l’ordine in bagno.

ripiani-bagno-organizzati
Immagine generata con l’AI

Se hai mensole e ripiani a vista usa il più possibile contenitori carini e uguali, o simili, tra loro per contenere tutti quegli oggetti antiestetici.

bagno-senza-accessori-scotch
Immagine generata con l’AI

Un accessorio può essere bellissimo… ma scomodissimo da usare.

Prima di scegliere chiediti:

  • è facile da pulire?
  • resiste all’umidità?
  • è pratico nella vita quotidiana?
  • dove verrà posizionato?

Per esempio:

  • un porta asciugamani troppo lontano dal lavabo diventa scomodo;
  • materiali troppo delicati si rovinano velocemente;
  • troppi accessori appoggiati a terra rendono meno agevole la pulizia quotidiana.

La bellezza deve sempre convivere con la funzionalità.

Ad esempio, quando si posizioni la barra porta asciugamani, prenditi il tempo di valutarne bene la posizione.

Un metodo semplice è utilizzare lo scotch carta per segnare l’ingombro direttamente sulla parete, così da visualizzare subito l’impatto reale dell’elemento nello spazio.

A quel punto diventa molto più facile simulare i movimenti quotidiani, come ad esempio quando ci si lava le mani o si prende l’asciugamano, per capire se la posizione scelta è davvero comoda oppure se è meglio rivederla prima del montaggio definitivo.

ordine-in-bagno

Guarda questo video

A volte, nel tentativo di decorare o rendere il bagno più completo, si finisce per aggiungere troppi oggetti.

In realtà il bagno ha bisogno anche di respiro visivo. Non serve riempire ogni superficie o ogni angolo disponibile.

Meglio pochi accessori scelti con attenzione che una somma di elementi messi insieme senza una vera logica. Un bagno ordinato trasmette immediatamente una sensazione di maggiore benessere e pulizia.

C’è anche un aspetto molto pratico che spesso si sottovaluta: l’ordine tende a generare ordine. Se una superficie è già piena di oggetti, anche le azioni più semplici diventano scomode.

Per esempio, se devo appoggiare un pettine mentre mi sto pettinando, dovrei poterlo fare senza dover spostare ogni volta crema viso, crema corpo e dentifricio per liberare lo spazio. Quando questo succede, il bagno smette di essere funzionale e diventa caotico anche nei gesti quotidiani più banali.

I dettagli fanno davvero la differenza

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Immagini generate con l’AI

Spesso pensiamo che siano le grandi scelte a cambiare un ambiente.

Ma nella realtà sono i dettagli a dare personalità agli spazi.

Quindi basta porta asciugamani scelti all’ultimo minuto.

Basta dispenser improvvisati e dai colori shocking.

Basta flaconi lasciati lì “temporaneamente” per mesi.

Perché il tuo bagno merita di sentirsi davvero completo.

E tu meriti di sentirti a tuo agio nel tuo bagno.

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Osserva il tuo bagno con occhi diversi.

Chiediti:

  • cosa stona?
  • cosa sembra provvisorio?
  • quali dettagli non ti rappresentano davvero?

A volte bastano pochi cambiamenti per trasformare completamente la sensazione che trasmette uno spazio.

E spesso il segreto non è rifare tutto da capo.

È semplicemente scegliere meglio gli ultimi dettagli.

Mi vorresti al tuo fianco durante la scelta degli accessori del bagno? Clicca qui.

Questo articolo l’ho realizzato con piacere in collaborazione con Exagonshop.

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L’articolo Accessori bagno: 7 errori che fanno sembrare il bagno incompleto o poco curato sembra essere il primo su Romina Sita.

23 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

A’ Design Award & Competition 2027: le iscrizioni sono aperte — presenta il tuo progetto entro il 30 giugno

C’è un momento nell’anno in cui il mondo del design si ferma, guarda al proprio lavoro e si chiede: è abbastanza buono da reggere il confronto con i migliori talenti del pianeta? Quel momento è adesso. Le iscrizioni all’A’ Design Award and Competition 2027 sono ufficialmente aperte, e la scadenza per la presentazione anticipata delle candidature è il 30 giugno.

dettaglihomedecor.com è media partner ufficiale dell’A’ Design Award & Competition, e ogni anno segue il concorso con copertura dedicata: dai call for entries all’annuncio dei vincitori, previsto per il 1° maggio 2027. Anche i risultati di questa edizione saranno pubblicati in anteprima sulle nostre pagine.

Se sei un designer, un architetto, uno studio creativo o un’azienda che ha prodotto qualcosa di cui andare fieri, questo articolo fa per te. Vi raccontiamo perché partecipare all’A’ Design Award può fare la differenza nella tua carriera, come funziona il concorso, e — per darti subito un’idea del livello a cui ti misuri — una selezione dei progetti vincitori delle edizioni precedenti scelti dalla nostra redazione.

Cos’è l’A’ Design Award & Competition

Fondato nel 2008, l’A’ Design Award & Competition è oggi uno dei premi di design più prestigiosi, influenti e seguiti a livello mondiale. Non è un concorso come gli altri: è un sistema peer-reviewed, giurato, con votazione anonima, che valuta i progetti sulla base di criteri scientifici sviluppati nell’arco di anni di ricerca sul campo.

La missione del premio è semplice nella forma e ambiziosa nella sostanza: creare consapevolezza e apprezzamento globale per il buon design, e motivare i creativi a produrre progetti che facciano avanzare la società. Ogni anno, designer, architetti, aziende, istituti di ricerca e studenti da tutto il mondo si misurano in oltre 100 categorie, rendendo l’A’ Design Award uno dei barometri più attendibili dell’eccellenza creativa internazionale.

Vincere l’A’ Design Award non è solo un riconoscimento: è un investimento nella propria reputazione professionale, nella visibilità internazionale del proprio studio o brand, e nella credibilità del proprio lavoro agli occhi di clienti, media e colleghi di tutto il mondo.

Per saperne di più: www.whatisadesignaward.com — www.designaward.com

Perché partecipare: 10 benefici per designer, studi e aziende

Partecipare all’A’ Design Award and Competition 2027 significa accedere a un ecosistema di visibilità, riconoscimento e opportunità professionali che pochi altri premi al mondo sono in grado di offrire. Ecco i 10 principali vantaggi che attendono i vincitori:

  • Esposizione internazionale — I progetti vincitori vengono promossi presso giornalisti, media partner e pubblico specializzato in oltre 108 Paesi, con una copertura che va ben oltre il proprio mercato locale.
  • Pubblicazione nell’annuario ufficiale — Ogni progetto premiato viene pubblicato nell’annuario A’ Design Award, disponibile in versione cartacea e digitale, distribuito a musei, biblioteche e istituzioni culturali di tutto il mondo.
  • Campagna PR internazionale — I vincitori accedono a un programma estensivo di relazioni pubbliche: press release multilingue redatti e distribuiti tramite DesignPRWire, outreach verso magazine cartacei e digitali, newsletter dedicate e campagne media su più canali.
  • Inclusione nelle World Design Rankings — I vincitori entrano nelle classifiche mondiali del design, visibili a livello internazionale e consultate da buyer, media e committenti di tutto il mondo.
  • Gala Night in Italia — invito esclusivo alla cerimonia di premiazione in black tie, occasione unica di networking con i migliori professionisti del design a livello globale.
  • Trofeo A’ in stampa 3D metallica — un oggetto fisico di alto valore simbolico, prodotto con tecnologie additive che rendono ogni pezzo unico e non replicabile con processi manifatturieri tradizionali.
  • Logo Winner con licenza perpetua e worldwide — il sigillo di qualità A’ Design Award può essere utilizzato su prodotti, packaging e materiali di comunicazione a vita, rafforzando il posizionamento del brand in ogni mercato.
  • Esposizione fisica al MOOD Museum of Design in Italia — i progetti vengono esposti in una mostra curata nel cuore del Paese che ha fatto del design una delle proprie identità più riconoscibili nel mondo.
  • Traduzione in oltre 100 lingue — la descrizione del progetto viene tradotta e distribuita in più di 100 lingue native, moltiplicando esponenzialmente la visibilità internazionale del lavoro premiato.
  • Feedback della giuria e scoresheet — i partecipanti ricevono un dettagliato feedback valutativo che rappresenta di per sé un valore professionale raro e prezioso, indipendentemente dall’esito della gara.

Elenco completo dei benefici: competition.adesignaward.com/benefitsforwinners.html

Scopri il Design Prize: competition.adesignaward.com/design-prize.html

flag winner del concorso A' Design Award

Le categorie del concorso A’ Design Award and Competition 2027

Con oltre 100 categorie attive, il concorso abbraccia l’intero spettro del design applicato. Ecco le principali aree rilevanti:

  • Good Industrial Design Award — design industriale e del prodotto in tutte le sue declinazioni, dai dispositivi di consumo ai sistemi complessi.
  • Good Architecture Design Award — progettazione architettonica a tutte le scale, dal concept residenziale all’infrastruttura pubblica.
  • Good Product Design Award — oggetti d’uso quotidiano, arredo, illuminazione, accessori e tutto ciò che vive negli spazi abitativi e di lavoro.
  • Good Communication Design Award — graphic design, identità visiva, packaging, interface design e comunicazione multicanale.
  • Good Service Design Award — progettazione di servizi, esperienze utente e sistemi complessi a beneficio delle persone.
  • Good Fashion Design Award — moda, abbigliamento, accessori, gioielleria e tessile in tutte le loro espressioni contemporanee.

Ulteriori categorie disponibili su: competition.adesignaward.com/ada-categories-list.php

La giuria e il processo di valutazione

Le candidature all’ A’ Design Award and Competition 2027 vengono valutate da una Grand Jury internazionale composta da accademici affermati, professionisti del settore e rappresentanti dei media di fama internazionale. Il processo di valutazione è di tipo blind peer-review: i progetti vengono giudicati in forma anonima rispetto a criteri scientifici pre-stabiliti, garantendo l’assoluta indipendenza e l’equità del giudizio.

Prima ancora della valutazione formale, ogni partecipante registrato può accedere gratuitamente al Preliminary Design Score Service: un’anteprima del potenziale competitivo del proprio progetto, senza alcun obbligo di candidatura. Uno strumento prezioso per decidere in modo informato se e come procedere.

Scopri la giuria: competition.adesignaward.com/jury.html

Metodologia di valutazione: competition.adesignaward.com/methodology.html

Una selezione di progetti vincitori delle edizioni precedenti

Per dare concretezza a ciò di cui stiamo parlando — e per mostrare il livello straordinario dei progetti che ogni anno il concorso porta alla luce — ecco una selezione di design premiati nelle edizioni passate, scelti dalla redazione di dettaglihomedecor.com tra le categorie più vicine al mondo dell’interior design, dell’architettura e del decor.

Plastic Box Supermarket, progetto vincitore 2026 A' Design Award and Competition

Plastic Box Supermarket  —  Premio Argento   |  Interior Space, Retail and Exhibition Design

Progettista: Joan David Martínez Jofre  |  Credito immagine: Leonardo Cóndor

Un supermercato ripensato dall’interno. Joan David Martínez Jofre trasforma un ambiente commerciale convenzionale in un’esperienza spaziale di grande impatto visivo, giocando con la plastica come materiale protagonista — non nascosto, ma esibito con ironia e consapevolezza progettuale. Un progetto che dimostra come anche gli spazi della distribuzione quotidiana possano essere luoghi di riflessione estetica e concettuale. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo “Plastic Box: brutalismo sostenibile nel retail firmato Minimal Studio

interno ristorante Olivino, premio Platinum 2026 A' Design Award and Competition

Olivino Restaurant  —  Premio Platinum   |  Interior Space, Retail and Exhibition Design

Progettista: Not A Studio  |  Credito immagine: Mountain Imagery, Olivino

Not A Studio firma uno degli interior design di ristorazione più riusciti degli ultimi anni. Olivino è un ristorante in cui lo spazio non è sfondo ma narrazione: materiali selezionati con cura, un’atmosfera intima e contemporanea, un’attenzione al dettaglio che trasforma l’esperienza del pasto in qualcosa di memorabile. Premio Platinum — il riconoscimento più alto dell’A’ Design Award — assegnato a un progetto di rara coerenza.

Birdcage Chair, vincitrice del concorso A' Design Award and Competition 2026

Birdcage Chair  —  Premio Gold   |  Furniture Design

Progettista: Masuo Fujimura  |  Credito immagine: Masuo Fujimura

Il nome dice tutto: una sedia che è anche una gabbia, un rifugio, una scultura abitabile. Masuo Fujimura costruisce un oggetto che oscilla con eleganza tra la funzione e la forma pura, con una struttura che evoca la leggerezza e la precisione artigianale della tradizione giapponese reinterpretata in chiave contemporanea. Premio Gold, categoria Furniture Design.

Suzumushi Tea House, premio Argento concorso A' Design Award and Competition

Suzumushi Tea House  —  Premio Argento  2025-2026 |  Cultural Heritage and Culture Industry Design

Progettista: Hiroyuki Shinohara  |  Credito immagine: Craft Design Research Lab

Una casa da tè che porta nel contemporaneo l’essenza più profonda della cultura giapponese del cha-no-yu. Hiroyuki Shinohara progetta uno spazio in cui ogni elemento è studiato per favorire la presenza, il silenzio e la cura del gesto. Suzumushi — il nome del grillo cantore del folklore nipponico — suggerisce un’architettura che si fa ascoltare prima ancora che vedere. Premio Argento nella categoria Cultural Heritage and Culture Industry Design.

progetto Human Haus Tp vincitore del concorso A' Design Award & Competition

Human Haus Tp  —  Premio Vincitore 2023-2024  |  Interior Space, Retail and Exhibition Design

Progettista: Minusplus Design

Un negozio di abbigliamento che fa del proprio spazio interno un manifesto di identità. Minusplus Design firma un interior retail in cui la relazione tra contenitore e contenuto è ripensata radicalmente: le scelte materiche, la distribuzione dei volumi e il sistema espositivo costruiscono un’esperienza coerente con i valori del brand. Vincitore all’edizione 2023-2024 nella categoria Interior Space and Exhibition Design.

interno della Pediatric Clinics vincitrice degli A' Design Award and Competition

Al Moosa Pediatric Clinics  —  Premio Argento 2023-2024  |  Interior Space, Retail and Exhibition Design

Progettista: Caline Morcos Interiors

Progettare per i più piccoli richiede un’attenzione particolare alla dimensione umana e sensoriale degli spazi. Caline Morcos Interiors trasforma una clinica pediatrica in un luogo accogliente, rassicurante e capace di ridurre l’ansia associata all’ambiente medico: colori calibrati, scale dimensionali pensate per i bambini, una narrativa visiva che accompagna i piccoli pazienti lungo tutto il percorso. Silver A’ Design Award and Competition 2023-2024, una distinzione riservata a progetti di altissima qualità e grande impatto.

progetto mobili comprimibili premiati agli A' Design Award and Competition

Mobili Comprimibili 10:1  —  Premio Argento 2017-2018  |  Furniture Design

Progettista: Christian Hammer Juhl

Un’idea che vale un brevetto: Christian Hammer Juhl progetta un sistema di mobili con un rapporto di compressione di 10 a 1 tra volume di spedizione e volume d’uso. Un’innovazione che risponde concretamente alle sfide della logistica contemporanea e dell’abitare in spazi ridotti, senza mai sacrificare la qualità estetica del risultato finale. Premio Argento nella categoria Furniture Design, edizione 2017-2018.

progetto speaker bluetooth vincitore del premio A' Design Award and Competition

N200 Bluetooth Speaker  —  Premio Bronzo 2025-2026  |  Audio and Sound Equipment Design

Progettista: Shenyang Orgdot Design Co., Ltd

Un altoparlante Bluetooth da tavolo che reinterpreta il product design audio con un linguaggio formale preciso e contemporaneo. Shenyang Orgdot Design Co., Ltd porta sul tavolo un oggetto che non vuole nascondersi: la sua presenza visiva è parte integrante del progetto sonoro. Premio Bronzo A’ Design Award 2025-2026 nella categoria Audio and Sound Equipment Design.

Trekronaa Tiny Cottage, progetto vincitore del premio A' Design Award

Trekronaa Tiny Cottage  —  Premio Bronzo 2021-2022  |  Architecture, Building & Structure Design

Piccolo per scelta, non per necessità. Il Trekronaa Tiny Cottage è un’architettura minima che dimostra come le dimensioni ridotte possano essere un’opportunità progettuale anziché un vincolo. Ogni centimetro è pensato, ogni dettaglio è al servizio di un’idea di abitare essenziale e qualitativa. Premio Bronzo nella categoria Architecture, Building & Structure Design, edizione 2021-2022.

Axel Chair tra i progetti premiati agli A' Design Award and Competition

Axel Chair  —  Premio Iron 2020-2021  |  Furniture Design

Progettista: Helle Nielsen

La sedia Axel di Helle Nielsen è un progetto di chiarezza formale e rigore strutturale. Premio Iron A’ Design Award and Competition 2020-2021 nella categoria Furniture Design: un riconoscimento che premia la qualità del progetto nella sua accezione più pura, indipendentemente dalla spettacolarità. Una sedia che vuole essere esattamente quello che è, e lo è con grande convincimento.

A' Design Award and Competition, progetto vincitore Bookshelf Curvline

Curvline Bookshelf  —  Premio Argento 2025-2026  |  Furniture Design

Una libreria che abbandona la riga dritta per abbracciare la curva come principio generatore. Curvline reinterpreta un mobile domestico tra i più classici con un linguaggio formale inaspettato, capace di trasformare la parete su cui si appoggia in un elemento architettonico a pieno titolo. Premio Argento nella categoria Furniture Design, edizione 2025-2026.

collezione Tangens vincitore del premio A' Design Award and Competition

Tangens Office Furniture Collection  —  Premio Argento 2022-2023  |  Office Furniture Design

Una collezione di mobili per ufficio che porta nel workspace contemporaneo una qualità estetica solitamente riservata agli ambienti domestici di alto livello. Tangens ridisegna la grammatica degli arredi da lavoro con un linguaggio formale coerente e raffinato, dimostrando che produttività e bellezza non sono in contraddizione. Premio Argento nella categoria Office Furniture Design, edizione 2022-2023.

lampade da tavolo Otsuchi tra i progetti vincitori degli A' Design Award

Otsuchi Table Lamp  —  Premio Argento 2025-2026  |  Lighting Products and Luminaries Design

La lampada da tavolo Otsuchi porta nel progetto di illuminazione domestica una sensibilità formale di matrice artigianale, in cui il dialogo tra materiale, luce e ombra è il vero soggetto del design. Premio Argento nella categoria Lighting Products and Luminaries Design, edizione 2025-2026: un riconoscimento che premia non solo la funzione ma la poesia dell’oggetto illuminante.

interno della residenza Jerry House, progetto vincitore del premio A' Design Award

Jerry House Residential  —  Premio Gold 2016-2017  |  Interior Space and Exhibition Design

Una casa privata che prende il proprio nome con leggerezza e porta nell’interior design residenziale una visione spaziale matura e raffinata. Jerry House vince il premio Gold nella categoria Interior Space and Exhibition Design nell’edizione 2016-2017: un progetto in cui ogni scelta — dalla palette cromatica alla distribuzione degli spazi — rivela una direzione progettuale precisa e coerente.

progetto Terra Induction vincitore del premio A' Design Award

Terra Induction Hob  —  Premio Bronzo 2026  |  Home Appliances Design

Progettista: Merel Philippart

Un piano cottura a induzione che trasforma un elettrodomestico in un oggetto di design degno di essere visto. Merel Philippart ripensa la grammatica formale della cucina moderna con un progetto che porta il nome Terra come programma: un ancoraggio alla materia, ai materiali, a un’idea di cucina come luogo di cura e presenza. Premio Bronzo A’ Design Award 2026 nella categoria Home Appliances Design.

Come iscriversi al concorso A’ Design Award and Competition 2027

La partecipazione all’A’ Design Award and Competition è aperta a designer, architetti, studi creativi, aziende, istituti accademici e chiunque abbia realizzato un progetto di qualità — già realizzato o ancora in fase concept — in qualsiasi delle discipline coperte dal concorso.

Il processo è strutturato in tre fasi: registrazione gratuita e accesso al Preliminary Design Score (anch’esso gratuito), presentazione formale della candidatura con fee di nomina, e — in caso di vittoria — accesso automatico all’intero A’ Design Prize senza ulteriori costi aggiuntivi.

La scadenza per le candidature anticipate è il 30 giugno 2026. I risultati saranno annunciati pubblicamente il 1° maggio e i vincitori selezionati saranno pubblicati anche su dettaglihomedecor.com.

Registrati e carica il tuo progetto: competition.adesignaward.com/registration.php

Tutte le categorie disponibili: competition.adesignaward.com/ada-categories-list.php

 

dettaglihomedecor.com è media partner ufficiale dell’A’ Design Award & Competition. Pubblicheremo i vincitori dell’edizione 2026-2027 il 1° maggio. Segui le nostre pagine per non perdere la copertura completa del concorso di design internazionale più seguito dell’anno.

Leggi anche:A’ Design Award: tutto quello che devi sapere sul concorso di design che premia l’eccellenza mondiale

 

L’articolo A’ Design Award & Competition 2027: le iscrizioni sono aperte — presenta il tuo progetto entro il 30 giugno proviene da dettagli home decor.

23 Giugno 2026 / / La Gatta Sul Tetto

 Kerakoll colors lancia le nuove proposte cromatiche e lo fa attraverso il racconto di otto case, otto ambienti che ci consentono di cogliere nel concreto la personalità di ogni colore. 

ph. Daniel Farò

Ciascuna casa esprime un gusto differente, ulteriore testimonianza della versatilità di questi colori. 

Le otto nuove Color Chart – Neutral, Blue, Green, Brown, Yellow, Terracotta, Magenta e Purple – si affermano come autentici strumenti di progetto, capaci di mettere in relazione architettura, materiali, luce e paesaggio. 

Le tonalità terrose dialogano con la pietra e la luminosità mediterranea; i blu, invece, richiamano il cielo e le sfumature delle ceramiche marine; i verdi evocano il legame con la natura e il benessere, mentre le nuance più intense e vibranti diventano espressione di creatività, carattere e sensibilità artistica. 

Attraverso queste abitazioni, Kerakoll Colors ci porta in un viaggio di ricchezza espressiva costituita da un sistema coordinato di 1.500 tonalità per interni ed esterni. 

Una palette concepita per creare continuità cromatiche, armonie raffinate o contrasti decisi, dando vita ad ambienti che interpretano in modo unico identità, emozioni e stile contemporaneo. 

Il nostro racconto parte da una delle otto abitazioni, la casa di Amelianna

Nella casa di Amelianna a Milano il protagonista è il lilla e lo troviamo in cucina, in salotto e in camera da letto, accostato agli arredi che esaltano sé stessi e questo meraviglioso colore audace. 

ph. Daniel Farò

Il contraltare al lilla arriva con i bagni, piastrellati e con un gusto retrò nei toni del pesca per il primo bagno e verde mela nel secondo. 

Conosciamo un pò meglio Amelianna: una stylist giramondo. 

Gli interni del suo appartamento sono infatti popolati da pezzi vintage raccolti nei mercatini di tutto il mondo che raccontano la passione della stilista per l’estetica degli anni Sessanta e per le icone che hanno segnato la storia del design. 

Kerakoll colors
ph. Daniel Farò

Libri d’arte e fotografia affiorano ovunque: riempiono gli scaffali, si accumulano sui mobili e trovano spazio persino sul pavimento. “Li colleziono dai tempi dell’università”, racconta con entusiasmo. 

Tra gli oggetti a cui è più legata c’è un abito acquistato oltre vent’anni fa in un mercatino di New York: un capo speciale, stampato con un testo del poeta americano Allen Ginsberg. Oggi è custodito in un cubo di plexiglass e occupa un posto d’onore nella camera da letto, trasformato in un vero e proprio oggetto da collezione. 

I colori scelti da lei per questo progetto: KK1000, KK8243, KK8090, KK3661, KK7090. 

Per info: sito ufficiale Kerakoll

Visita altre bellissime case nella rubrica House tour!

22 Giugno 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Casa di Ringhiera a Torino: come PlaC Architecture ha restituito il futuro a un appartamento dell’Ottocento

C’è un filo sottile che attraversa i migliori progetti di restauro contemporaneo: la capacità di ascoltare ciò che un edificio ha da dire prima ancora di intervenire su di esso. È esattamente questo che ha fatto PlaC architecturePlateau Collaboratif — nell’appartamento torinese noto come Mazzini di Ringhiera, restituendo vita e identità a uno spazio del XIX secolo senza tradirne l’anima.

Cos’è una casa di ringhiera e perché è ancora attuale

Prima di tutto, un’archeologia affettiva. La casa di ringhiera è una tipologia residenziale popolare nata nell’Italia settentrionale tra Otto e Novecento: abitazioni organizzate attorno a un ballatoio lineare condiviso — la ringhiera, appunto — dove la vita privata e quella collettiva si sfiorano ogni giorno. Un modello nato dalla necessità, diventato nel tempo un patrimonio architettonico e sociale di straordinaria densità umana. A Torino, nel cuore del centro storico, questo tessuto urbano tardo ottocentesco è ancora leggibile con chiarezza. Ed è qui che PlaC architecture ha scelto di lavorare, non aggirando la tipologia ma facendone il cardine concettuale dell’intero progetto di ristrutturazione.

sequenza di spazi interni con pavimento in cementine esagonali, casa di ringhiera ristrutturata a Torino da PlaC architecture

Il recupero della volta: il momento della rivelazione

Ogni progetto di restauro ha il suo momento chiave, quella svolta che definisce la direzione estetica e spaziale dell’intero lavoro. In questo appartamento di 90 mq nel centro di Torino, è stato il recupero della struttura a volta originaria. La rimozione dei soffitti sospesi in canneto — stratificazioni novecentesche che avevano occultato l’autenticità costruttiva dell’edificio — ha riportato alla luce un sistema architettonico di straordinaria qualità. Il risultato è una zona giorno amplificata, non solo nelle dimensioni fisiche ma nella sua percezione visiva, capace di respirare con la leggerezza propria degli interni storici più riusciti.

La cucina come scultura inserita nella massa

All’interno di questa narrazione fatta di scoperte e rivelazioni, la cucina emerge come un contrappunto preciso e studiato. Incassata in una nicchia diagonale, si presenta come un volume compatto e monomateriale: il trattamento cromatico la trasforma in qualcosa di simile a un oggetto scolpito nella materia circostante, un corpo solido che dialoga per contrasto con le superfici neutre degli spazi adiacenti. Non è un semplice elemento funzionale: è una presenza architettonica.

Cucina monomateriale in tonalità rosa inserita in nicchia diagonale, appartamento casa di ringhiera Torino, PlaC architecture

Fluidità e privacy: la grammatica degli spazi

PlaC architecture ha ridisegnato la distribuzione interna introducendo una pluralità di percorsi. La nuova configurazione genera una sequenza di spazi interconnessi che garantiscono continuità spaziale pur articolando diversi livelli di privacy — una qualità fondamentale in 90 metri quadri dove ogni scelta deve essere al tempo stesso generosa e precisa.

Bagno ospiti con rivestimento verde salvia e lavabo terracotta, ristrutturazione casa di ringhiera Torino, PlaC architecture

Il bagno per gli ospiti è il frutto di una soluzione tanto elegante quanto efficace: una geometria diagonale ottimizza il volume disponibile, mentre il trattamento continuo delle superfici tra pavimento e parete abbassa il baricentro visivo, ampliando la percezione dello spazio e della luce. Nel bagno padronale, invece, piastrelle di piccolo formato generano una griglia tridimensionale che definisce la cabina doccia con rigore quasi minimalista, ulteriormente scandita da una parete divisoria in vetro e da una variazione cromatica calibrata.

Bagno padronale con piastrelle di piccolo formato bordeaux e cornice arancione corallo, PlaC architecture casa di ringhiera Torino

La libreria e l’ingresso: architettura che si fa arredo

Due elementi segnano con forza la qualità progettuale di Mazzini di Ringhiera. Il primo è una libreria lineare di circa dieci metri — concepita come autentico elemento architettonico — che integra funzione contenitiva, separazione tra soggiorno e zona lavoro, e struttura compositiva dell’intera parete. Il secondo è il modulo d’ingresso: pannelli scorrevoli in policarbonato creano un filtro fisico e visivo tra esterno e interno, incorporando al contempo una zona guardaroba. Trasparenza e opacità, apertura e riserbo, in un unico gesto progettuale.

Libreria in verde salvia lunga circa dieci metri nel soggiorno, ristrutturazione casa di ringhiera Torino, PlaC architecture

Zona lavoro integrata nella libreria in verde salvia con pavimento in cementine esagonali originali, PlaC architecture Torino

Il colore come strumento critico

In questo progetto il colore non è decorazione: è linguaggio. PlaC architecture lo usa per enfatizzare aree funzionali specifiche, per segnare soglie invisibili, per dare peso o leggerezza a volumi e superfici. Una scelta concettuale coerente con la filosofia dello studio, che da oltre dieci anni lavora sulla valorizzazione delle qualità esistenti degli spazi — costruite e non — per evolvere verso qualcosa di sempre inaspettato.

Camera da letto con fascia cromatica rosa e porta in policarbonato, casa di ringhiera ristrutturata a Torino da PlaC architecture

PlaC architecture: progettare è collaborare

Fondato nel 2014 e attivo in Italia, India, Germania, Stati Uniti e Regno Unito, PlaC architecture — Plateau Collaboratif — è uno studio che opera nei campi dell’architettura, dell’urbanistica e del design. I suoi lavori sono stati selezionati e premiati in concorsi internazionali in tutta Europa. La ricerca critica sulla città, sui processi costruttivi e sugli stili di vita contemporanei è il motore di ogni progetto. Mazzini di Ringhiera ne è la dimostrazione più nitida: una casa di ringhiera del XIX secolo che non ha smesso di parlare al presente — e che, grazie a una ristrutturazione di appartamento a Torino condotta con sensibilità e rigore, è pronta per i prossimi cent’anni.

Progetto residenziale — 90 mq — Torino Progettisti: PlaC architecture Scopri di più: pla-c.eu0  Fotografie: Specchistudio

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