4 Luglio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Oggi publico l’interessante infografica curata da Babbel, che ci guida attraverso una mappa dei sapori autentici dello street food d’Europa.

street food d'Europa

In un periodo in cui viaggi sono limitati Babbel, la app leader nell’apprendimento delle lingue online, invita tutti a viaggiare dalla propria cucina grazie allo street food d’Europa.

L’infografica “Parla come mangi” permette a chi legge di scoprire i sapori più autentici dei vari Paesi europei, proponendo una vera e propria “mappa del gusto”: chi ha detto che per viaggiare bisogna prendere per forza un aereo e non si possa invece volare con l’immaginazione, stuzzicando i palati più golosi?

street food d'Europa
street food d'Europa

Si parte così per un viaggio attraverso le capitali europee dello street food, alla scoperta delle tradizioni e della cultura gastronomica locale: dai bocadillos spagnoli al dolce pastel de nata portoghese, dalle aringhe olandesi del Nord fino ai souvlaki greci del Sud – ovviamente senza dimenticare i grandi classici regionali italiani.

street food d'Europa

E per quando si potrà tornare a viaggiare anche con il corpo, ecco pronti una serie di consigli per gustare lo street food in tutta sicurezza e le frasi da usare nelle varie lingue straniere per ordinare lo street food come un vero “local”. 

Il viaggio gastronomico proposto da Babbel si conclude con un viaggio nel tempo: curiosità sulla storia antica e moderna dello street food dalla nascita ad Alessandria d’Egitto fino ai moderni social network, che hanno incoronato lo street food come il protagonista assoluto di migliaia di foto e video.

street food d'Europa

Consulta tutti gli articoli su viaggi e lifestyle.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

1 Luglio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Lo stile Luigi XV segna una rottura con tutti gli stili del passato, inventando nuove forme e nuovi modi di abitare, mentre l’arredamento diventa arte.

stile Luigi XV
Salone di compagnia di Mme Pompadour al Petit Trianon
Franck devedjian / CC BY-SA

Lo stile Luigi XV segna una rottura netta con tutti gli stili del passato, per quanto riguarda gli arredi e le decorazioni. E’ uno stile originale, che non si ispira all’antichità, ma ricerca nuove forme, proseguendo la gioiosa parabola anticonformista del rococò. L’edonismo raffinato, l’attrazione per l’eccentrico e il singolare si enfatizzarono con l’ascesa al trono di Luigi XV nel 1723. Egli è un amante dell’arte e dell’architettura, oltre che del gentil sesso, tanto che le dame si corte, dalla sposa Maria Leszczyńska alla famosa amante, nonché raffinata mecenate marchesa di Pompadour, ebbero un ruolo rilevante nel dettare il gusto estetico.

Il ritorno a Versailles

Cresciuto all’ombra del Reggente, il duca Filippo d’Orléans, Luigi XV non era interessato alla politica, al contrario del suo predecessore. Egli lasciò governare la Francia prima dal suo tutore, l’abate Fleury, poi dai suoi ministri, che incontrava raramente. Ancora prima di essere incoronato, Luigi trasferì nuovamente la corte a Versailles, dove ristabilì tutti i cerimoniali e l’etichetta che erano in vigore al tempo del bisnonno, il Re Sole. Luigi XV fece ristrutturare il Petit appartement du roi, un insieme di stanze ad uso personale, che restano il migliore esempio dello stile dell’epoca. Le stanze più significative sono il Cabinet de guarde-robe, le Cabinet del la pendule, le Cabinet des Chiens, dove alloggiavano i cani del re, e la Salle à manger des retours de chasse

Ritratto della marchesa di Pompadour, Francois Boucher, 1756

Un altro spazio esemplare dello stile Luigi XV è rappresentato dagli appartamenti della marchesa di Pompadour, situati nell’attico al di sopra degli appartamenti ufficiali del re. 

stile Luigi XV
Camera da letto di Mme Pompadour nel suo appartamento a Versailles
Jules78120 / CC BY-SA

L’appartamento, progettato dall’architetto del re, Ange-Jacques Gabriel, è intimo e raccolto. Colpisce il letto collocato in un’alcova: questa soluzione era molto utilizzata all’epoca, e aveva lo scopo di riparare dalle correnti d’aria e dal freddo. La bellissima boiserie, opera Verberckt, era un tempo dipinta in bianco e verde con la tecnica “vernis Martin”, messa a punto nel 1728 dai fratelli Martin.

Commode de madame de Mailly, Mathieu Criaerd , Vernis Martin, 1743, Musée du Louvre

Nell’intento di imitare i pannelli laccati cinesi, in gran voga all’epoca, i due decoratori idearono una verniciatura a base di resina cui si aggiungevano i pigmenti del colore di base, soprattutto il nero. Su questo primo strato erano dipinti paesaggi, figure, scene di genere, a volte in stile cinese, che andavano a decorare boiseries, mobili e strumenti musicali.

Le caratteristiche dello stile Luigi XV

Le caratteristiche dello stile Luigi XV sono da ricercare nei codici decorativi del Rococò, come vi ho raccontato in questo articolo. Diventato à la mode durante il periodo Reggenza, il rococò trionfa durante il regno di Luigi XV, soprattutto negli anni che vanno dal 1723 al 1760, anno in cui incominciò un periodo di “transizione” verso lo stile Luigi XVI. La decorazione entra in simbiosi con gli elementi strutturali, le Arti si fondono in un tutt’uno armonioso, flessuoso e sensuale. Riccioli, curve a forma di C, conchiglie, ghirlande e festoni, rosette, nastri, sono solo alcuni degli elementi chiave del repertorio decorativo del periodo. I commerci con Cina e India introducono il gusto per le decorazioni orientali ed esotiche: cineserie, turcherie, scimmie, draghi e animali fantastici. 

Boiserie per il castello di Bellevue, 1773, disegnata da
Ange-Jacques Gabriel et Verbeckt – Pubblicato da Paul Biver, histoire du château de Bellevue

I falegnami e gli ebanisti sono sempre più ricercati ed acquisiscono lo statuto di artisti, tanto che dal 1750 ebbero l’obbligo di firmare le loro opere, apponendo un marchio identificativo. I mobili sono costruiti in legno massiccio di rovere o faggio, e decorati con svariate tecniche. Oltre alla già citata vernis Martin, sono in gran voga le lacche di Coromandel, prodotte in India e caratterizzate da un fondo scuro sul quale sono dipinti fiori o paesaggi cinesi.

Altri tipi di laccatura molto apprezzate sono quelle con colori chiari, come il verde, l’azzurro, il grigio perla, ravvivate dall’immancabile cornice in foglia d’oro. Le decorazioni ad intarsio ligneo si arricchiscono cromaticamente grazie all’utilizzo di legni esotici, come quello di rosa, di violetta (una varietà di palissandro), il mogano, che si aggiungono a quelli autoctoni come il ciliegio, l’acero e l’agrifoglio.

I piani in marmo sono molto utilizzati per commode e consolle: i più comuni sono il marmo rosso di Rance, proveniente dal Belgio, il Morello delle Fiandre, la Breccia di Aleppo.

L’arredamento alla metà del Settecento

L’arredo è caratterizzato da eleganza e ricercatezza, coniugate con il confort. I mobili diventano sempre più leggeri e si moltiplicano le tipologie di seduta. Molte sono le novità che si affacciano in questo del periodo. 

stile Luigi XV

Compaiono le prime prime librerie a muro chiuse da vetrine. La biblioteca di una delle figlie del re, Madame Victoire, a Versailles è una piccola stanza le cui pareti sono interamente attrezzate con scaffali chiusi da vetrinette decorate con bordi a foglia d’oro e verde acqua. 

Il letto à la polonaisecompare all’incirca nel 1750, ed è riservato alle camere private. Si tratta si un letto che, a differenza di quelli “d’apparato”, si posiziona con il lato lungo contro la parete, ed è sormontato da un leggero baldacchino a forma circolare. Il letto è dotato di una testiera e di una pediera di dimensioni identiche, dalle quali partono le colonne curve che sostengono il baldacchino. Queste colonne sono nascoste dai drappeggi delle tende, cosicché il baldacchino sembra sospeso nell’aria. A questo letto si affianca poi una versione con il baldacchino a forma rettangolare o rotonda, fissato alla parete.

stile Luigi XV
Letto alla polacca Link

Il letto à la duchesse, un letto da parata in voga durante il regno del Re Sole, cambia il baldacchino da rettangolare a rotondo, spesso fissato al soffitto invece che alla testata.

Letto à la polonaise, letto à la duchesse e letto en alcôve

La commode en console, comparsa intorno al 1750, è una console dotata di cassetto, che veniva collocata sotto gli specchi. Il sécretaire appare anch’esso alla metà del secolo, come evoluzione dell’antico cabinet. Si tratta di un mobile alto diviso in due parti; la parte superiore contiene piccoli cassetti e l’anta a ribalta diventa un piano per scrivere, mentre la parte bassa è divisa in cassetti.

I tavoli si moltiplicano. In pratica viene realizzato un tavolo per ogni funzione, dai tavoli da gioco a quelli per scrivere, dai tavolini da caffè al tavolo da toilette o coiffeuse, dotato di un piano a ribalta dotato di specchio e cassetti.

Tra i mobili più utilizzati, spiccano il bureau plat, una scrivania dotata di cassetti, la chiffonière, un piccolo comodino con cassetto, le varie commodes, le console.

A ogni stanza la sua funzione

Per quanto riguarda le abitazioni aristocratiche, prosegue la tendenza a frazionare i grandi ambienti in piccole stanze, ognuna della quale ha ormai una funzione precisa. Il salotto è ormai diventato il centro della casa, ed è frequentato soprattutto dalle dame, ai cui abiti voluminosi si adattano le poltrone.

La sala da pranzo, divenuta imprescindibile, è affiancata da “salottini da compagnia”, salotti dedicati al gioco. La camera da letto si riduce in dimensione per far spazio a boudoir separati dalla camera da letto per spogliarsi e fare la toilette.

stile Luigi XV
Chaise percée di Mme Pompadour

Compaiono anche le stanze da bagno, dotate di vasca fissa, i bidet (link alla storia del bidet), e degli angoli appartati nei quali collocare le chaise percée, speciali sedie con il sedile forato, nelle quali era inserito un vaso in ceramica per raccogliere i bisogni, antenate del moderno w.c.

La poltrona stile Luigi XV, regina dei salotti

L’epoca di Luigi XV è l’epoca delle poltrone. Vecchi modelli vengono rivisitati e si inventano nuove sedute per soddisfare nuovi bisogni. La novità più importante dal punto di vista strutturale è la scomparsa della traversa che univa le quattro gambe di sedie e poltrone.

La sedia à la Reine, inventata sotto la Reggenza, è ancora molto in voga, ma viene leggermente modificata. Scompare definitivamente la traversa e lo schienale, piatto, assume un profilo a violino.

poltrone à la Reine

Ma la vera regina dello stile Luigi XV è senz’altro la poltrona bergère, inventata nel 1725. La seduta è ampia e lo schienale forma un tutt’uno coi braccioli, che sono pieni. Il sedile è dotato di un soffice cuscino rivestito con il medesimo tessuto.

poltrona bergère

Esistono diverse varianti di questa comoda ed elegante poltrona: la bergère gondole, con schienale curvo, la bergère en confessional, con schienale dritto e due “orecchie” ai lati che uniscono i braccioli allo schienale, e una combinazione delle due poltrone à la Reine e bergère, caratterizzata dallo schienale dritto. Alle bergère si accostava spesso un poggiapiedi. La Marquise è una variante più larga della bergère, spesso dotata di un piedino centrale.

La poltrona duchesse, antenata della chaise longue, è una bergère con la seduta prolungata, sulla quale le dame potevano sdraiarsi. Può essere considerata un ibrido tra la poltrona e il lit de répos. Ispirata al lettino dell’antichità, la duchesse è declinata in diverse versioni, ognuna con un nome differente, anche se le demarcazioni non sono così chiare.

duchesse

La duchesse brisée è costituita da due o tre elementi separati, mentre la duchesse en bateau ha due estremità di altezza diversa.

stile Luigi XV
Duchesse brisée de l’hôtel de Vallemaré-Dangé
stile Luigi XV
duchesse en bateau

Troviamo poi numerose varianti che possono essere considerate degli ibridi tra il lit de répos, e il divano. La récamière, detta anche letto alla turca, è caratterizzata dalla mancanza dello schienale e da due alti braccioli di uguale altezza.

stile Luigi XV
Letto alla turca attribuito a Nicolas-Quinibert Foliot
circa 1760

Alcune versioni hanno uno schienale obliquo, nelle quali la testiera è più alta della pediera, altre hanno lo schienale e la pediera separati. di volta in volta, vengono designate comei meridienne, dormeuse, veilleuse, ottomana, sofà, canapè. Per approfondire, leggete il mio articolo sulla storia del divano.

stile Luigi XV

Esistono poi altre tipologie di poltrone, come la cabriolet, una variante della poltrona à la Reine, caratterizzata da uno schienale concavo e dal profilo a forma di violino. Da questo momento i termini à la Reine e cabriolet designeranno soprattutto la tipologia dello schienale.

stile Luigi XV
Poltrone en cabriolet

Ecco che la sedia Luigi XV, con lo schienale dritto a forma di violino, può essere definita una poltrona à la Reine senza braccioli.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

1 Luglio 2020 / / Idee

Bastano poche semplici regole per avere una cucina sicura, pulita e in ordine. Scopriamo quali.

cucina sicura

Riuscire a vivere all’interno di un ambiente ordinato rappresenta un sinonimo di benessere e serenità mentale. Il motivo è presto detto: chi è in grado di ritagliare i tempi corretti da dedicare a ciascuna attività della routine quotidiana, avendo cura di portare a termine i vari impegni, è probabilmente una persona che ha trovato un suo ritmo vitale assoluto ed è capace di scacciare gli stress non necessari. Per tutti gli altri, però, la strada verso l’ordine e l’organizzazione – che è prima di tutto mentale – non è affatto in salita. Basta seguire alcune semplici regole, che poi sono abitudini di buon senso da prendere, per ottenere un veloce cambio di prospettiva. Soprattutto in una stanza ‘ad alto traffico’ come è la cucina, vero e proprio crocevia di casa: un ambiente che resta a disposizione della famiglia H24 e dunque all’interno del quale la cifra estetica e quella funzionale devono dialogare al meglio con la pulizia. Il trend del momento in fatto di progettazione e arredamento della cucina si intreccia con lo stile contemporaneo delle superfici e dei vari elementi. Le cucine di design di Poliform – realtà leader di settore – si offrono di stupire gli ospiti, i familiari e gli amici puntando su materiali eccellenti e dettagli preziosi che è bello mettere in evidenza giocando sulle luci e i riflessi. Il design elegante, tipico del made in Italy, si presta a meraviglia a interpretare i diktat dell’home design. Lo stile spesso minimal delle cucine moderne consente un’organizzazione estrema e funzionale degli spazi.

Scegliere arredi stondati e sfruttare il decluttering

Per avere una cucina sicura e a prova di igiene occorre focalizzarsi non soltanto sulla scelta degli elementi, che dovranno avere preferibilmente gli angoli arrotondati per evitare l’accumulo di batteri, ma anche sulla presenza di ‘fughe’ all’interno delle quali potrebbe annidarsi lo sporco. Il piano di lavoro deve essere perfettamente liscio e non presentare fughe, inoltre è sempre bene monitorare – anche attraverso le molte app dedicate – le scadenze dei cibi in frigorifero per evitare problemi con gli alimenti a contatto. Ottimizzate gli spazi di lavoro valorizzando quelli ‘verticali’, anche all’interno delle ante dei vari mobili. Per tutto ciò che non decidete di buttare via o di mettere nel ripostiglio – con la tecnica del decluttering – potreste sempre scegliere di allestire un carrellino mobile che potrà essere utile e servire più ambienti diversi. Assicuratevi la presenza di un mare di cassetti (ma attenzione alla pulizia degli angoli interni) e contenitori a scomparsa, che vi serviranno a diversificare le attività e tenere sempre tutto a portata di mano. Eliminate dal piano di lavoro tutta quella sfilza di barattoli, contenitori per le spezie e scatole di cialde o piccoli elettrodomestici. Per ciascun oggetto deve esserci uno spazio che, una volta scelto, non cambia più. E’ bene evitare il tetris estremo, piuttosto valutate di inserire una nuova scaffalatura ma non riempite tutto affogando la vista. In caso di ambienti dalle dimensioni ridotte, valutate anche la possibilità di inserire dei pratici scaffali girevoli e di design. 


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

27 Giugno 2020 / / Design

Due appartamenti sotto i 30 mq ristrutturati in modo efficace, grazie ad una suddivisione degli spazi con mobili contenitori e porte scorrevoli.

Designer: Brad Swartz Photographer: Tom Ferguson

Questi due appartamenti, sotto i 30 metri quadrati, si distinguono per l’efficace suddivisone degli spazi e per la funzionalità.

L’uso di porte scorrevoli e di mobili contenitori per definire gli ambienti, le soluzioni di stoccaggio che permettono di sfruttare ogni spazio uniche e lo stile minimalista rendono questi mini appartamenti accoglienti e confortevoli. 

Entrambi ubicati in Australia, questi mini appartamenti sono stati rinnovati dallo studio Brad Swartz Architects.

Designer: Brad Swartz Photographer: Katherine Lu

Se avete un piccolo spazio da arredare, ma non volete che appaia troppo pieno, allora fate tesoro delle soluzioni escogitate da questi abili progettisti.

Appartamenti sotto i 30 mq: monolocale di 24 mq a misura di single

Cominciamo con un monolocale di soli 24 mq, adatto per ospitare un single. Il proprietario lo ha soprannominato “Boneca”, che in portoghese significa “casa delle bambole”.

Il progetto prevedeva la demolizione di tutte le pareti e l’allineamento di bagno e cucina in uno dei quattro angoli. Questo ha permesso di liberare uno spazio a L che i progettisti hanno diviso tra un’alcova per alloggiare il letto e una zona giorno, che occupa metà del monolocale.

La cucina e l’alcova si affacciano sulla zona giorno, a sua volta divisa in zona pranzo, attrezzata con una panca e un tavolo in stile scandinavo, e una zona conversazione, arredata con un divano a due posti, orientato verso le vetrate.

Lo spazio è declinato in bianco per pareti, cucina e mobili contenitori, riscaldato da un pavimento in rovere, materiale richiamato nella mensola della cucina e nella grande quinta scorrevole. Questa quinta è costituita da sottili doghe verticali, che hanno il vantaggio di non chiudere completamente lo spazio, donando respiro all’ambiente. Essa scorre lungo un binario che collega la cucina e l’alcova, in modo da aprire e chiudere alternativamente i due spazi, creando due scenari diversi.

La zona conversazione e l’alcova della camera da letto, collocate lungo la parete vetrata, ricevono la luce del mattino. Una semplice porta a pannello bianco, inserita tra la cucina e l’alcova, dà accesso al bagno e al dressing.

Uno specchio a tutta altezza, collocato sul fondo del disimpegno, riflette l’unico e coloratissimo dipinto appeso alla parete della zona living, aumentando la percezione dello spazio (vedi foto di copertina).

Un appartamento di 27 mq perfetto per una coppia

Questo appartamento di 27 metri quadrati a Darlinghurst, nel Nuovo Galles del Sud, è progettato per ospitare comodamente una coppia. La disposizione degli spazi è simile a quella dell’appartamento precedente, ma l’area che accoglie il letto è leggermente più grande, così da poter accogliere una coppia. L’appartamento è diviso in tre spazi, la zona giorno, la camera da letto e il bagno, attraverso due mobili contenitori, realizzati su misura, perpendicolari tra loro.

Le ante bianche contrastano con una cucina completamente nera, posta perpendicolarmente alla parete divisoria, il cui fondo a specchio moltiplica lo spazio.

Una scrivania a ribalta sotto la TV offre un comodo spazio di lavoro senza sottrarre spazio all’ambiente.

Due porte scorrevoli a tutta altezza, integrate nel mobile, danno accesso rispettivamente al bagno e alla camera da letto.

La camera da letto è sollevata su una piattaforma che alloggia un cassetto, utile per riporre le scarpe. La testata del letto è costituita dal secondo mobile contenitore, che divide la camera dal bagno. Un ripiano incassato nel mobile funge da comodino, mentre sotto il letto sono stati disposti altri cassetti.

Scopri altre soluzioni geniali nella rubrica Arredare piccoli spazi.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

24 Giugno 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Quest’estate gli stabilimenti balneari, per ridurre il rischio contagio da Covid, devono rispettare alcune regole per il distanziamento. Ecco una soluzione di stile.

distanziamento Flamingo by Myyour

L’estate 2020 sarà ricordata come l’estate del Covid. Purtroppo, per limitare il rischio di contagio, i luoghi pubblici sono sottoposti a regole strette che garantiscano il distanziamento. Tra questi  luoghi rientrano, naturalmente, anche le spiagge gestite da stabilimenti balneari. Ognuno si è attrezzato per far fronte a questa realtà, e tra tutte le soluzioni che ho visto, mi ha colpito molto quella proposta da MYYOUR, brand italiano specializzato nella produzione di arredi da esterno.

distanziamento Flamingo by Myyour

Si chiama Flamingo, ed è un sistema di delimitazione per le postazioni in spiaggia, dotato di accessori utili come il dispenser di gel igienizzante e di un posacenere.

Flamingo, il sistema per il distanziamento in spiaggia geniale e di stile

MYYOUR, in collaborazione con lo Studio Moredesign, ha messo a punto Flamingo, un sistema di delimitazione per postazioni spiaggia geniale e di stile.

Il sistema, squisitamente minimalista, è composto da zavorre e corde che permettono di creare spazi delimitati in nodo rapido e semplice. Con Flamingo si possono creare percorsi, accessi all’area e spazi privati, garantendo sempre le distanze di sicurezza indicate. Flamingo è perfetto per la spiaggia, ma può essere utilizzato anche altri spazi outdoor, come terrazze, piscine, bar e ristoranti.

distanziamento Flamingo by Myyour

Il sistema è semplicissimo: la zavorra, un’asta verticale autoportante, grazie alla forma di tromba rovesciata e alla base cava che si può riempire con 5 litri di acqua, si può posizionare senza fissaggio al suolo. Basta delimitare un perimetro e fissare le corde alle diverse zavorre ed il gioco è fatto.

E’ possibile integrare alle zavorre alcuni accessori, come il dispenser di gel igienizzante da 1,5 litri, oppure il portamozziconi, un tubo di alluminio dotato di un piccolo foro da fissare all’estremità dell’asta.

Le zavorre dotate di accessori si possono anche utilizzare singolarmente, per posizionare dispenser e posacenere in punti strategici. Flamingo è realizzato in Poleasy® riciclabile al 100%.

Leggi tutti i post sugli spazi outdoor.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

18 Giugno 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Le piscine di sabbia e ghiaia sono di grande tendenza nel 2020. Grazie ai progressi nelle tecniche di costruzione, oggi le piscine assomigliano sempre di più a delle oasi caraibiche. 

piscine di sabbia

Non c’è alcun dubbio, le piscine di sabbia e ghiaia sono le piscine del futuro. Metodi di costruzione sempre più innovativi, coniugati con un design naturale che simula le spiagge o le lagune caraibiche, hanno decretato il successo di questa soluzione.

Come per tutte le novità, i prezzi per la costruzione e la manutenzione sono piuttosto elevati, ma c’è da scommettere che con l’aumento della domanda, questa tipologia di piscine sarà presto più accessibile.

L’importante è sapere che oggi il sogno di molti può essere realizzato, anche se non nell’immediato. Vediamo come sono fatte le piscine di sabbia e ghiaia, e quali sono i pro e i contro.

Piscine di sabbia e ghiaia: come sono costruite

Dimenticatevi le piscine classiche, con bordi spigolosi e scalette per uscire o entrare in acqua, rivestite di fredde mattonelle azzurre. Dimenticatevi le piscine in resina dalla forma a fagiolo, e anche quelle più evolute in pietra antiscivolo con comodi gradini. Le piscine di sabbia e ghiaia sono un mondo a parte, che comincia con una fase di progettazione più strutturata ed accurata rispetto a quella tradizionale.

Queste piscine sono fatte su misura e si possono personalizzare senza alcun limite, se non quello del budget. Vedremo in seguito le svariate possibilità di progettazione che offre questa tipologia di piscine.

Si comincia con lo scavo dell’invaso, che avrà forme morbide e arrotondate, e una pendenza leggera che va dalla battigia fino al fondo, senza interruzioni.

Dopo l’installazione dell’impianto idraulico, si costruisce una base in cemento armato solida e duratura. Si sovrappongono poi diversi strati, che possono essere diversi secondo la ditta costruttrice. In base a questo fattore il preventivo per la piscina potrà variare di molto. Il primo strato consiste in una membrana impermeabilizzante, che garantirà l’assenza di infiltrazioni d’acqua nella base di cemento e nel terreno.

Successivamente si procede con la stesura di una rete e del rivestimento, tramite spatolatura manuale di uno speciale materiale. Questo materiale deve avere alte prestazioni di resistenza alla pressione dell’acqua, all’abrasione e alle aggressioni chimiche.

L’ultima fase è quella dell’applicazione della finitura, che sarà in sabbia o ghiaia naturali miscelate con resine speciali. 

Creare un’oasi naturale

Come vi ho anticipato, questa tipologia di piscina offre svariate possibilità di configurazione. A partire dalla forma, che può essere modellata a piacimento, adattandosi alla morfologia dello spazio all’esterno che si ha a disposizione.

Il bacino può essere rifinito con sabbia e ghiaia di colori diversi, dal quarzo bianco per un effetto caraibico, ai marroni chiari dall’aspetto più caldo, fino ai ciottoli grigi o antracite per un risultato suggestivo. Si possono anche usare gradazioni diverse, in base alla resa del colore dell’acqua che si desidera.

piscine di sabbia

Lungo i bordi e sul fondo si possono aggiungere rocce artificiali o naturali di vari colori, forme e dimensioni per un aspetto più naturale, o aggiungere una cascata per ricreare una laguna paradisiaca. Molto gettonato anche l’effetto laghetto o l’effetto spiaggia, con una larga battigia sabbiosa. Si possono anche piantare alberi e arbusti come palme, banani, papiri. Da evitare le piante da fiore, che attirano gli insetti e sporcano il bacino con i petali, gli alberi a foglie caduche o con uno sviluppo orizzontale delle radici. Nel collocare gli alberi, bisogna prestare attenzione alla posizione del sole durante la giornata, così da evitare che la piscina sia sempre all’ombra.

Vantaggi e svantaggi delle piscine di sabbia e ghiaia

Uno dei maggiori vantaggi della piscina naturale di sabbia è, oltre alla bellezza, la sua sicurezza. La finitura in sabbia è ruvida e naturalmente antiscivolo, mentre la pendenza dolce e l’assenza di gradini o scalette aiuta ad evitare incidenti.

L’altro vantaggio evidente è la possibilità di personalizzazione praticamente infinita che questa tipologia offre.

L’acqua inoltre, sarà più calda rispetto a quella delle piscine tradizionali, più profonde e rivestite con materiali che non assorbono il calore. Immaginate il piacere di posare i piedi su un caldo strato di sabbia e di immergersi in un’acqua piacevolmente tiepida.

Tra gli svantaggi, come vi ho già accennato ci sono i costi della realizzazione e della manutenzione, ancora piuttosto elevati.

piscine di sabbia

Tenete presente che anche le piscine di sabbia e ghiaia necessitano dei permessi per la costruzione, esattamente come le altre piscine.

Altra nota importante: le piscine di sabbia e ghiaia sono equiparabili a quelle tradizionali, in quanto dotate di impianto di ricircolo, depurazione, pompe, filtri, bocchette e skimmer. I sistemi più evoluti di ricircolo e depurazione lavorano per capillarità, così da eliminare le bocchette di immissione a vista. 

Niente a che vedere con gli stagni balneabili o con le piscine biologiche con fitodepurazione, che a lungo andare possono favorire la proliferazione di alghe e batteri.

Leggi tutti i post sull’argomento piscine.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

11 Giugno 2020 / / La Gatta Sul Tetto

5 consigli efficaci per far apparire gli spazi più ampi in una casa piccola, dalla decorazione delle pareti alla scelta dei mobili giusti.

casa piccola

Chi ha una casa piccola sa quanto possa essere difficoltoso arredarla nel modo giusto, perché ogni elemento sembra soltanto occupare e restringere ulteriormente gli ambienti. Purtroppo le case dispongono di metri quadri sempre più ridotti, contrariamente al nostro bisogno di avere spazi ariosi.

Come possiamo arredare una casa piccola, dunque, per farla sembrare più grande? Un modo efficace è sicuramente quello di ingannare la vista! Usare gli accorgimenti che vedremo permette infatti di far apparire gli spazi più ampi a livello ottico. Si può ottenere un buon risultato intervenendo sia sul colore e sulla decorazione delle pareti, sia sul tipo di arredamento. Vediamo come.

casa piccola

Le pareti giuste per una casa piccola

Per modificare la percezione che abbiamo degli spazi, occorre scegliere in modo strategico i toni delle pareti o sfruttare l’effetto di una carta da parati.

1. Colori 

Se avete una casa piccola, probabilmente già saprete che i colori migliori sono quelli chiari e luminosi, perché danno una sensazione di ampiezza. Ma sono le tonalità a dover essere scelte con cura: è opportuno optare per le gamme dell’azzurro o del verde. Questo perché i colori freddi “retrocedono” – al contrario di quelli caldi – facendo sembrare più lontane le pareti e dando l’impressione che la casa sia più grande.

2. Carta da parati

Un altro consiglio è caratterizzare una parete principale con la carta da parati, preferendo però rappresentazioni come panorami o geometrie. Infatti immagini con una certa profondità, come scorci, skyline, paesaggi o cieli, danno l’impressione che quella superficie prosegua. Se amate le geometrie, scegliete motivi piccoli ed evitate quelli grandi.

casa piccola

Che tipo di arredi scegliere

Per far sembrare una casa piccola più grande, occorre valutare bene anche i mobili che occuperanno lo spazio, al fine di evitare che lo appesantiscano.

3. Gambe 

Gli arredi ideali sono quelli con le gambe ben in mostra. L’essere sollevati da terra, infatti, consente di vedere il pavimento dando la percezione che ce ne sia di più. A questo proposito possono andare bene, ad esempio, quelli in stile nordico, che appaiono slanciati e leggeri.

4. Trasparenza

Un altro tipo di arredi ottimali sono quelli trasparenti, in vetro o in plastica. Questi quasi non si percepiranno nello spazio, lasciando intravedere l’ambiente in tutta la sua ampiezza.

5. Mobili contenitori

I mobili contenitori sono quegli arredi che permettono di riporre altri oggetti al loro interno. Se avete una casa piccola sono utili perché apparirà, alla vista, più ordinata e più libera, mostrando più spazio. Inoltre la superficie che occupano viene sfruttata due volte, aumentando anche la capacità contenitiva dell’abitazione.

Se volete maggiori informazioni su come poter arredare una casa piccola, visitate il sito https://zeumadesign.com

Credits:

  • 1) Studio ArcHITects
  • 2) CLM Arredamento
  • 3) Carta da parati – Rebel Walls
  • 4) Divano Iceberg – Maisons du monde
  • 5a) Sgabello Seattle – Maisons du monde
  • 5b) Sedia Ice – Casa

Leggi gli articoli della rubrica Arredare piccoli spazi


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

9 Giugno 2020 / / La Gatta Sul Tetto

I pavimenti smart a posa facile e veloce permettono di rinnovare gli ambienti senza lavori lunghi e costosi. Vediamo le novità di tendenza.

Pavimenti smart Hometreschic
le cementine proposte da Hometrèschic

I pavimenti smart magnetici

Pavimenti smart magnetici consentono di rinnovare gli ambienti in poco tempo e senza affrontare lavori di muratura, lunghi e costosi.

Nella pratica, sul suolo si posa un materassino che contiene del metallo o, al contrario, uno strato in PVC magnetico. Le piastrelle, che possono essere in PVC magnetico o in materiale metallico, vengono posizionate su questo strato e aderiscono grazie all’attrazione magnetica. Se il pavimento esistente è in ottime condizioni e perfettamente livellato, la posa è facile e veloce, e non prevede l’utilizzo di colle o adesivi speciali.

Pavimenti smart Planium
Il pavimento MG01 Magnetic Floor finitura Calamina di Planium

Promette di essere rivoluzionario il Sistema MG01 Magnetic Floor messo a punto da Planium, leader nella produzione di rivestimenti in metallo e facente parte del TGroup, fondato da Terenzi srl, azienda specializzata nella lavorazione dei metalli.

Con questo prodotto innovativo, Planium esplora le possibilità della posa a secco, sfruttando le proprietà del PVC magnetico, che fa da sottofondo e che mantiene in posizione le piastrelle metalliche. L’indiscussa qualità dei materiali, coniugata al design ricercato e all’attenzione per la sostenibilità hanno decretato il successo di questa innovativa soluzione. Le piastrelle, dallo spessore minimo, sono disponibili in diversi formati e in finiture accattivanti, nelle cromie del rame, dell’argento, del bronzo, dell’ottone o della calamina.

I pavimenti smart vinilici

I pavimenti vinilici sono sempre più resistenti e accattivanti per estetica e design, e grazie ai sistemi di posa a secco, sono più economici di quelli tradizionali.

Il gruppo Porcelanosa ha sviluppato la collezione di pavimenti vinilici Linkfloor, realizzati con tessuto vinilico montato su PVC rinforzato con poliestere e fibra di vetro. Questa soluzione innovativa rende Linkfloor perfettamente impermeabile ed estremamente resistente agli urti e alle abrasioni, alle sostanze chimiche e organiche.

La posa, basata sul sistema a click, è facile e veloce, e non richiede lavori di muratura.

Pavimenti smart Porcelanosa
Linkfloor Authentic Clear listoni 18.5X150.5X0.5 di Porcelanosa

Le sue proprietà di resistenza lo rendono adatto a tutti gli ambienti, compresi quelli umidi come bagno, lavanderia, cucina, e anche per gli esterni.

La scelta delle finiture è molto ampia ed è declinata in 13 collezioni, dall’effetto legno in svariate versioni alla ceramica fino alla pietra, ed è disponibile sia in formato listoni che in rotoli.

Le cementine smart per chi ama la tradizione

Facilità di posa anche per le cementine proposte da Hometrèschic, un’azienda italiana creata da un team di architetti, fotografi ed esperti di sviluppo prodotto e design.

Per chi ama la tradizione e non vuole rinunciare alle piastrelle classiche, un prodotto che riduca i passaggi e i tempi di posa è una benedizione.

La nuova collezione di cementine artigianali Cicladi hanno una speciale finitura che permette di evitare i trattamenti necessari per proteggere le piastrelle da macchie e usura. Il trattamento, che permette l’uso del pavimento dopo la posa e senza ulteriori passaggi, viene fatto a mano, piastrella per piastrella, in modo da sigillare le porosità della superficie in modo più efficace.

La collezione Cicladi è declinata in diversi formati e motivi grafici o floreali. Piastrelle esagonali, a goccia, quadrate e in rilievo, cornici per gli angoli e decori che permettono di rivestire i pavimenti con quel tocco retrò e un po’ esotico che sono le cementine sanno dare.

Il pavimento smart che si posa con lo smartphone

Più smart di così non si può! Bauwerk, azienda svizzera produttrice di pavimenti in legno, ha di recente presentato Parquet Visualizer, un sistema che consente di visualizzare virtualmente la fase di posa.

Come funziona Visualizer? Basta scattare una foto dell’ambiente interessato utilizzando uno smartphone o un tablet, e caricarla sul sito Bauwerk nella sezione apposita.

In questo spazio virtuale è possibile realizzare il progetto del rivestimento, scegliendo il legno, il colore, il formato e la direzione di posa. 

La cosa straordinaria di questo programma, e che nell’elaborazione del progetto tiene conto di ogni dettaglio presente nella stanza, perfino dell’incidenza della luce e del suo effetto sul parquet scelto. Il cliente può così scegliere il pavimento ed essere sicuro che non rimarrà deluso una volta posato.

Leggi tutti gli articoli sui pavimenti


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

2 Giugno 2020 / / La Gatta Sul Tetto

In questo articolo vi svelerò tutti i segreti del rococò, un movimento artistico che si sviluppò in Francia nel periodo della Reggenza e proseguì fino ai primi anni del regno di Luigi XVI.

rococò Salon de la princesse -Hôtel de Soubise
Salon de la princesse -Hôtel de Soubise – Parigi – 1737 – Arch. Germain Boffrand
crediti Link

Il periodo in cui si sviluppò e dominò il rococò si può dividere in tre periodi: la Reggenza, dal 1715 al 1723, gli anni del regno di Luigi XV, dal 1723 al 1774, e i primi anni del regno di Luigi XVI (fino al 1785). Parallelamente, in Italia si sviluppò una corrente simile, il barocchetto, mentre in Inghilterra imperversavano i mobili Chippendale (ne parlerò in modo specifico in un altro post). Il rococò si diffuse con successo anche nel sud della Germania, in Austria e in Russia.

rococò Palazzina di Caccia di Stupinigi
Palazzina di Caccia di Stupinigi – Sala del Gioco – 1731 – Arch. Filippo Juvara
Chiesa di Wies – Germania
Palazzo d’Inverno – San Pietroburgo – 1754 – Arch. Bartolomeo Rastrelli

Il rococò è movimento artistico che traeva ispirazione dal barocco, con le sue linee curve, le serpentine, le spirali, senza le atmosfere cupe e la pesantezza. Dal barocco eredita le decorazioni sovraccariche ma le alleggerisce con colori chiari e nuance pastello come il rosa, l’azzurro, il verde acqua. 

Il rococò rappresenta il canto del cigno della classe aristocratica, che, forse percependo la fine imminente del proprio potere assoluto, si aggrappa alla frivolezza e all’edonismo. Visto da un’altra ottica, il rococò è anche espressione del senso di liberazione dell’ambiente artistico rispetto ai rigidi codici imposti dall’Assolutismo di Luigi XIV. In questo articolo vi parlerò del periodo della Reggenza e della nascita del rococò.

Il contesto storico

Alla scomparsa del Re Sole, nel 1715 l’unico successore maschio sopravvissuto era un bimbo di 5 anni, che ereditò il trono del bisnonno, diventando Re Luigi XV di Borbone.

Insieme a Luigi XIV scomparve, quasi immediatamente, anche il suo tanto amato stile. Il reggente al trono, il duca Filippo d’Orléans, volle dare un taglio netto con il passato, con l’opulenza e il rigido cerimoniale che imperversavano a Versailles. Per questo trasferì la corte a Parigi, al Palais des Tuileries. Scomparsi i saloni di rappresentanza, con le parate e le feste sontuose, i salotti parigini divennero il centro della mondanità.  All’ostentazione e alla magnificenza si sostituirono l’eleganza e la ricercatezza.

I primi anni del Settecento furono un periodo di transizione, che vide lo sviluppo della potenza economica della classe borghese. Questo ebbe conseguenze importantissime sulla storia del mobile. I ricchi borghesi, che cominciavano ad abitare in appartamenti di pregio nei nuovi palazzi parigini, desideravano mobili di qualità e nello stesso stile di quelli che arredavano le dimore aristocratiche. Non si tratta di una situazione inedita nella storia, ma in questo caso è il numero che fa la differenza: i commercianti, gli artigiani e i professionisti prosperi erano molto numerosi e la domanda di arredi salì alle stelle. Si può dire che l’industrializzazione del mobile cominciò in questo periodo. 

La prova dell’abito – Pietro Longhi – Venezia – Ca’ Rezzonico – crediti Lien

Nel campo della pittura si diffondono scene che ritraggono la vita quotidiana in interni borghesi, di cui il maggiore esponente fu il pittore veneziano Pietro Longhi.

Sul piano culturale, è il momento l’Illuminismo, movimento che condannava lo strapotere della monarchia e della Chiesa in favore della ragione e della scienza. In generale si respirava un clima più liberale e aperto, anche se sul finire del regno di Luigi XV la crisi economica pose le basi della Rivoluzione Francese. In ambito internazionale, paesi come l’Italia, la Francia e i Paesi Bassi persero prestigio a favore dell’Inghilterra e della Russia, potenza emergente.

Nascita e sviluppo del rococò e dello stile Reggenza

Durante il periodo della Reggenza lo stile Luigi XIV, come ho già accennato, lascia spazio ad una nuova estetica, che va sotto il nome di stile Reggenza. I mobili divennero più pratici e confortevoli, le dimensioni si ridussero notevolmente, per adattarsi agli spazi più contenuti. E’ in questo clima che si sviluppa il Rococò, una corrente stilistica il cui nome, attribuito molti anni dopo, deriva da Rocaille, un tipo di decorazione da esterno composta da pietre irregolari e conchiglie assemblate con della malta. Questo tipo di decorazione era già in voga all’epoca del Re Sole ed era utilizzata per grotte, fontane, percorsi.

L’architetto e designer più rappresentativo di questo periodo è Gilles Marie Oppenord, grande ammiratore di Bernini e Borromini, la cui opera ebbe modo di vedere in Italia.

Progetto dell’alcova del Duca d’Orleans – Palais Royal – Arch. Gilles Marie Oppenord – source Link

L’opera dei due maestri influenzò l’architetto, che integrò la linea curva nei progetti architettonici e decorativi. Figlio di un ebanista, progettò mobili nel nuovo stile, affidandone la realizzazione allo scultore ed ebanista Charles Cressent. Il Reggente affidò i lavori di rinnovamento della sua residenza, il Palais Royal a Parigi.

I mobili in stile Reggenza

I mobili in stile Reggenza sostituiscono alla pesantezza e alla rigidità di quelli in stile Luigi XIV la ricercatezza e la leggerezza. Cassettoni, tavoli e scrivanie si alleggeriscono grazie al profilo bombato e alle gambe en cabriole. Questa particolare gamba, che si ispira alle zampe posteriori degli animali, ha una forma tipica a S, che rende immediatamente riconoscibili i mobili Regénce e Luigi XV. 

rococò scrivania Disegno a sanguigna Gilles Marie Oppenord
Disegno a sanguigna -Gilles Marie Oppenord – Source Link
Scrivania piatta con gambe a S decorate con zampe di leone e teste di donna. Pannello frontale costituito da cassetto centrale e pannelli laterali decorati con foglie d’acanto.

Le poltrone diventano l’arredo attorno al quale si organizza tutto l’arredamento, grazie al fatto che la vita mondana, più intima e raccolta, si svolgeva nei salotti (boudoir). L’influenza femminile diventa molto importante: le acconciature elaborate e la foggia degli abiti dell’epoca costringono gli ebanisti ad abbassare gli schienali, ad arretrare i braccioli e ad allargare le sedute. 

Abito Andrienne, in voga nella prima metà del Settecento

La seduta più usata in questo periodo è la poltrona à la Reine, molto più confortevole delle poltrone del secolo passato, caratterizzata da uno schienale dritto e braccioli aerei. Il profilo superiore dello schienale presenta una leggera curva con una gobba al centro, e sono ancora presenti le traverse a forma di X, anche se verso il 1720 compaiono poltrone prive di questo elemento. Altra caratteristica è lo schienale separato dal sedile.

Oltre alle sedute, i mobili più importanti sono i cassettoni, che poteva essere un commode à la Régence, con tre cassetti e gambe corte, oppure un cassettone con due o quattro cassetti montati su due file e lunghe gambe affusolate. Una variante molto in voga era l’encoignure, un mobile contenitore, a volte chiuso con vetrine, alto o basso, che grazie alla forma triangolare si poteva collocare agli angoli delle stanze.

rococò

Da segnalare i mobili incannicciati, una grande novità dell’epoca. Importati dall’Asia, ebbero subito successo grazie alla maggiore leggerezza e alla maggiore economicità rispetto ai mobili rivestiti in tessuto. 

Un’altra novità è la diffusione della pendola, fino ad allora riservata ai più abbienti. L’orologio a pendolo, sviluppato nel secolo precedente grazie agli studi di Galileo e di Huygens, che depositò il brevetto, cominciò ad essere più accessibile. Gli orologi a pendolo erano dei veri e propri mobili nei quali erano inserito il meccanismo e il quadrante. Si diffusero anche le varianti a pendolo corto da appoggio, realizzate in bronzo dorato e finemente decorate.

rococò reggenza tavola mobili stile

Le decorazioni dei mobili e degli interni rococò

La decorazione riveste una particolare importanza nello stile Rococò, e segue un codice ben preciso. Generalmente la decorazione rococò è sovrabbondante ed esuberante, dominata da linee curve e sinuose, forme rotonde o ovali.

Scompaiono i leoni e i simboli di guerra a favore di teste femminili, motivi floreali, foglie d’acanto, nastri e soprattutto le conchiglie Saint Jacques, che simboleggiavano Venere.

rococò stile reggenza

Le decorazioni, spesso asimmetriche, sono realizzate con intarsi, con delicati intagli, con motivi dipinti o con applicazioni in bronzo dorato agli angoli e intorno a maniglie e serrature. I piani in marmo sono ancora in voga, come pure gli intarsi à Boulle in materiali preziosi come l’avorio, la tartaruga, l’argento, le pietre dure, anche se meno diffusi rispetto al periodo del Re Sole.

Le pareti meritano un’attenzione particolare e si ricoprono di decorazioni, ormai diventate imprescindibili. Fioriscono intricate decorazioni a stucco su pareti e soffitti, dipinte poi di bianco o rivestite in foglia d’oro. Il doratore diviene una figura centrale tra i decoratori, in quanto l’oro veniva usato spesso per ricoprire materiali meno nobili.

Molto popolare il rivestimento con pannelli di legno dipinti e decorati, cui spesso erano integrate porte che conducevano a passaggi segreti.

Gli specchi sono un altro elemento fondamentale della decorazione rococò. Oltre ad adornare la parte superiore dei camini, spesso vengono usati per rivestire intere pareti.

Gabinetto ottagonale con specchi – Palazzo Isnardi -Torino – 1739
Foto tratta dal volume “Il mobile italiano”- Helen Costantino Fioratti – Giunti – 2004

I colori privilegiati sono le delicate nuance pastello, anche se in certi casi si ricorre a giochi di contrasto con tinte più intense, come il rosso, il verde o il blu Cina.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail:

30 Maggio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Spaghetti allo scoglio, una ricetta semplice che richiede ingredienti freschissimi e di ottima qualità. Un must per le tavole estive.

Spaghetti allo scoglio

Anche se per via del virus, gli spostamenti sono ancora limitati, presto ci si potrà muovere anche da regione a regione, ampliando così il “portafoglio” di opzioni per svagarsi

Siccome è estate, il mare diventerà come sempre il grande protagonista delle nostre vacanze: nulla può battere, infatti, la sensazione regalata da una sera afosa passata in un ristorantino romantico sul lungomare, cullati dalla brezza, e magari con un bel piatto di spaghetti allo scoglio di fronte. 

In attesa di quel momento, nulla ci impedisce di preparare questa meravigliosa ricetta anche a casa nostra, per assaporare l’atmosfera di mare in una forchettata. 

Spaghetti allo scoglio: storia della ricetta

Prima di arrivare alla ricetta, però, è bene scoprire brevemente la storia dello spaghetto allo scoglio. Questo piatto nasce in Sicilia e all’inizio la cottura avveniva davvero con i pezzi di sassi degli scogli, sui quali si attaccavano gli animaletti marini. Oggi lo scoglio in senso letterale non è più presente, ma è rimasto tutto il gusto autentico del mare. 

Procedimento 

Lo spaghetto allo scoglio è uno dei piatti tipici della cucina nostrana e per la sua buona riuscita è essenziale avere dalla nostra parte della materia prima di qualità. Per questo si consiglia di preferire innanzitutto pasta italiana e del pescato fresco. Il primo passaggio per la preparazione della ricetta è il seguente: per prima cosa bisogna pulire e spurgare cozze, vongole e calamari, e tagliare a rondelle questi ultimi. In secondo luogo, occorre cuocere il pesce in una pentola ampia con il coperchio, per cinque minuti circa e a fiamma lenta. Dopo aver filtrato l’acqua marina, si procede con la cottura in padella, aggiungendo anche gli scampi e i gamberi, insieme ad un filo d’olio. Una tappa molto importante della ricetta è la preparazione del sugo allo scoglio, ma non è complicato, perché basta soffriggere il tutto in padella aggiungendo qualche pezzettino d’aglio e i pomodorini, sfumando con il vino bianco. È fondamentale che il sugo resti semi-liquido, e dopo averlo fatto raffreddare lo si potrà unire alla pasta, da versare in padella per ultimare la cottura. 

Con cosa fare cin cin 

Con gli spaghetti allo scoglio, e in generale con tutti i primi piatti a base di pesce, ci sono dei vini che più di altri sanno come premiare il gusto del mare. Fra questi troviamo ad esempio il Marisa Cuomo Fiorduva 2012, insieme al Vintage Tunina e al Pietramarina Etna Bianco Superiore. Nella lista vanno inseriti anche il Vermentino Sardus e il Verdicchio dei Castelli di Jesi, chiudendo con il Bianco di Custoza. 

Scopri le altre ricette della rubrica.


Ti é piaciuto questo post? Allora non perderti i prossimi, iscriviti alla newsletter de La gatta sul tetto: niente paura, non ti inonderò di messaggi, riceverai solo una e-mail mensile che riassume i post del blog, e la Kitchen Trends Guide 2020 in regalo. Basta cliccare sul link qui sotto e inserire il tuo indirizzo e-mail: