4 Maggio 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Il lavoro assorbe gran parte del tempo degli individui. Molte persone trascorrono una parte significativa della propria giornata fuori casa. Prendersi cura del proprio ufficio diventa quindi indispensabile per garantire un rendimento costante e migliorare l’ambiente professionale.

ufficio

Ci sono degli elementi da considerare per arredare un ufficio e creare la giusta atmosfera. In questo articolo scopriremo cosa serve per trasformare una stanza anonima in uno spazio creativo dove immergersi totalmente nel compito assegnato. Decorare un locale non è mai un’operazione semplice e scontata. Bisogna considerare numerosi aspetti e ottimizzare tutti gli spazi disponibili.

Perché è importante prendersi cura del proprio ufficio

Progettare o risistemare la propria postazione è un’operazione che deve tener conto di diversi aspetti. Si devono rispettare le esigenze personali, dei colleghi e garantire le normali prestazioni lavorative. Non bisogna tralasciare la salute e il rispetto del benessere collettivo, ma l’obiettivo principale resta lo stimolo della produttività. Che si tratti dunque di un classico ufficio o di uno spazio domestico ricavato in un angolo del proprio soggiorno le regole restano sempre le stesse. L’arredamento richiede particolari attenzioni e spesso i gusti principali non combaciano con le esigenze professionali richieste. Questo non esclude l’importanza dei benefici apportati dal prendersi cura degli spazi professionali. Per arredare uno ufficio si devono valutare innanzitutto gli spazi disponibili e in un secondo momento il tipo di attività da svolgere. Ogni lavoro ha delle caratteristiche peculiari che determinano l’organizzazione del locale prescelto. Si può suddividere l’ambiente con delle pareti divisorie oppure predisporre un unico open space. L’importante è dare un immagine positiva del contesto aziendale ai clienti o agli eventuali partners. Il fattore estetico richiede sempre la sua parte e l’impatto visivo riveste un ruolo fondamentale nel successo di un’attività. Oltre alle caratteristiche estetiche bisogna considerare però sempre l’aspetto funzionale.

I 4 elementi necessari per migliorare il proprio ufficio

Un ufficio per essere comodo ed efficiente deve rispettare determinati fattori. Vediamo nel dettaglio quali sono i quattro elementi principali per la corretta decorazione dell’ufficio:

  1. Scrivania: è impossibile concepire uno spazio dedicato al lavoro senza una scrivania. Che sia curva, dritta, ad anello o a ponte è essenziale per un professionista. La maggior parte sono realizzate in legno e corredate da un contenitore, un mobile di servizio e un dattilo.
  2. Seduta: non bisogna assolutamente tralasciare l’importanza di una corretta postura per salvaguardare la salute della colonna vertebrale. La sedia deve essere scelta tenendo in considerazione il materiale, il rivestimento e il grado di regolazione. Lo studio può essere arredato anche con una pratica e confortevole poltrona d’ufficio per rilassarsi o intrattenere un ospite.
  3. Libreria: i documenti devono essere collocati in un apposito spazio. Bisogna individuare una zona dove collocare questo mobile davvero utile. Può essere utilizzato per diversi scopi oltre all’archiviazione dei testi. Sono disponibili diversi modelli, ma quelle più utilizzate sono ad ante o a giorno.
  4. Cassettiera: bisogna predisporre sotto la scrivania un mobile destinato alla raccolta dei documenti più importanti. Deve essere sempre a portata di mano e deve avere una serratura per la protezione del materiale riservato.

Conclusione

L’arredamento dell’ufficio è un aspetto da non sottovalutare data l’importanza che riveste nella vita degli individui. Bisogna prestare attenzione all’aspetto funzionale senza tralasciare quello estetico. Le decorazioni devono essere scelte per migliorare l’ambiente professionale e renderlo al tempo stesso più confortevole.

4 Maggio 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Installare un videocitofono di ultima generazione é un’operazione che non richiede l’intervento di un tecnico. Ecco come fare.

installare un videocitofono

Il videocitofono è un dispositivo che consente di aumentare la sicurezza abitativa, permettendo a chi sta in casa di comunicare con l’esterno per mezzo di un microfono e una telecamera. Ragion per cui, sempre più spesso, i vecchi citofoni – dotati soltanto di microfono e ricevitore – vengono sostituiti dalle versioni più moderne, che includono anche un sistema di ripresa video. A differenza di quanto si possa pensare, è possibile installare un videocitofono anche senza affidarsi ad un tecnico: in questo articolo, vediamo come procedere passo passo per eseguire correttamente tutti i passaggi necessari ad una corretta installazione.

Installare un videocitofono: cosa occorre

Ammesso che gli interventi più complessi (il passaggio dei cavi elettrici per implementare le opportune predisposizioni) siano stati già eseguiti, prima di procedere all’installazione del nuovo videocitofono è necessario procurarsi gli utensili e i materiali necessari. Oltre al dispositivo da montare, bisogna procurarsi un cavo a due conduttori da 1.5 mm quadrati, un corrugato e un cavidotto. Per le rifiniture murarie, è bene avere a portata di mano del gesso o della malta per il ripristino delle opere edilizie. Per quanto concerne gli utensili, l’installazione richiede una matita, una livella, un cacciavite e un trapano a percussione, oltre a spatola e cazzuola per le riparazioni murarie. 

Naturalmente, la prima cosa da procurarsi i nuovi dispositivi da installare all’interno ed all’esterno della casa: in commercio sono disponibili tanti modelli diversi. Il consiglio è quello per scegliere un prodotto affidabile e di qualità; in tal senso, i videocitofoni Bticino, in vendita anche online su e-commerce di settore come Emmebistore, rappresentano un’ottima soluzione.

La preparazione all’installazione

La prima cosa da fare è individuare il punto in cui installare il videocitofono: l’altezza consigliata è di 160 cm da terra, sia all’interno che all’esterno. La pulsantiera da montare dal lato della strada in genere va collocata su di un pilastro in muratura (o una struttura analoga), prediligendo un’area poco esposta ai raggi solari. Per questa semplice operazione bastano una matita e un metro. La posa dei cavi interrati, così come i collegamenti elettrici, rappresentano un intervento più complesso, per il quale è bene affidarsi ad un tecnico qualificato, qualora non si tratti di sostituire un modello preesistente.

In linea generale, un sistema di comunicazione e gestione degli ingressi integrato con videocitofono richiede svariate connessioni elettriche: il trasformatore da 12 V deve essere collegato al monitor interno che, a sua volta, va allacciato alla pulsantiera esterna e a quella interna che consente di attivare l’apertura automatizzata di porte e cancelli. I cavi interrati devono essere passati, per legge, ad una profondità di 85 cm al di sotto delle superfici carrabili (50 cm per i passaggi pedonali). Sul pilastro esterno, il cavidotto può essere fissato senza inglobarlo nella muratura.

Il montaggio dei dispositivi

Una volta completati gli interventi elettrici, si può procedere all’installazione della pulsantiera e del display interno; in questa, bisogna anzitutto staccare l’alimentazione dell’impianto elettrico

Poi, è possibile procedere in questo modo, avendo cura di seguire le istruzioni contenute nella confezione del prodotto:

  • smontare la pulsantiera e segnare i punti di fissaggio;
  • forare la superficie con il trapano;
  • applicare un apposito adesivo alla pulsantiera, facendola aderire al muro dopo aver passato i cavi;
  • fissare il dispositivo con le viti filettate;
  • collegare i cavi elettrici alla morsettiera, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore del device;
  • se necessario, regolare le impostazioni agendo sui microinterruttori interni;
  • rimontare la mascherina, fissandola con le apposite viti.

Per l’installazione del monitor interno bisogna seguire grossomodo lo stesso procedimento; la principale differenza è rappresentata dalla presenza, o meno, di una piastra di supporto. Quest’ultima va fissata alla parete, dopo aver staccato alla corrente e prima di procedere con i passaggi successivi.

4 Maggio 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Vivere in una casa in affitto spesso significa subire scelte decorative neutre o altrui. Ecco alcune soluzioni per vivere bene in affitto. 

vivere bene in affitto

Abbiamo parlato in questi ultimi mesi di quali soluzioni si possano adottare per vivere meglio la propria casa: scegliere i giusti colori per i vari ambienti, vivere con meno oggetti facendo decluttering e tenendo solo gli oggetti utili o quelli di cui proprio non possiamo fare a meno.

vivere bene in affitto

Ho riscontrato di frequente resistenza al cambiamento, spesso ci vuole un lavoro graduale per apportare modifiche e completare il lavoro di home therapy, ma le difficoltà più grandi, le ho ricevute da chi vive in una casa in affitto: alcuni pensano che non sia conveniente spendere soldi per una casa che non è di loro proprietà e nella quale non staranno tutta la vita.

Sono sicuramente valide argomentazioni, ma è anche vero che, in quella casa, ci state abitando voi; soprattutto se la casa in affitto è già ammobiliata, state “subendo” colori, complementi e scelte arredative di qualcun altro.

Ecco alcune dritte e soluzioni che vi possono aiutare a vivere bene in affitto. 

Vivere bene in affitto: pittura sì, pittura no

Ci sono varie scuole di pensiero in merito al dipingere le pareti in una casa in affitto. Innanzitutto controllate se  il vostro contratto lo permette e poi considerate per quanto tempo effettivamente abiterete in quella casa. Se starete in quella casa per più di un anno io sono per la pittura sì, previo accordo col proprietario dell’immobile chiaramente.

Il contratto di solito prevede che, alla scadenza, la casa venga riconsegnata al suo stato di fatto originario, quindi è probabile che dovrete comunque ridipingere le pareti per eliminare segni di mobili, di quadri, di umidità o di qualche piccolo incidente domestico.

Scegliete una palette adatta e giocate con accenti di colori, magari per mettere in risalto degli angoli specifici della casa, come la parete dietro il letto o dietro al divano.

Altrimenti potreste dipingere una boiserie di un colore più scuro, sempre molto elegante e sofisticata, o magari usare il colore per creare una striscia a 150-160 cm di altezza per dare risalto a quadri e decorazioni. 

Come rendere la casa confortevole

Se la vostra casa ha i muri bianchi e avete deciso di tenerli così, potete giocare coi colori in modo diverso.

Partite sempre da una palette di riferimento e scegliete tessili colorati; tende, tappeti, cuscini, plaid: anche con un budget ridotto, contribuirete a portare colore e comfort nella vostra casa.

vivere bene in affitto
vivere bene in affitto

Altro punto fondamentale per vivere bene in affitto è avere una casa luminosa. Se l’appartamento non è dotato di molte finestre dovrete puntate sulla luce artificiale. Studiate le zone che volete illuminare e aggiungete lampade da terra, abat-jour o lampade da tavolo, vedrete che la differenza sarà notevole da subito.

Se volete illuminare aree della casa in cui non c’è un punto luce predisposto, giocate con fili decorativi per portare la luce dove preferite; potete creare dei decori a muro con i fili elettrici per rendere un angolo della casa originale e unico.

vivere bene in affitto

E poi le piante! Il verde rende sempre l’ambiente accogliente; prevedete un angolo botanico oppure create dei “giardini verticali”, sempre d’impatto e utili per portare verde anche in una casa di pochi metri quadrati. 

vivere bene in affitto
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8 Aprile 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Artek presenta Artek Essentials, una selezione di prodotti iconici realizzati secondo i dettami della sostenibilità e destinati ai consumatori consapevoli.

Photo: André Demony

Alzi la mano chi non conosce Artek, l’azienda finlandese fondata nel 1935 da quattro giovani idealisti: Alvar e Aino Aalto, Maire Gullichsen e Nils-Gustav Hahl. La visione innovativa dalla quale prese vita il marchio, ovvero promuovere lo stile di vita moderno attraverso il design, l’architettura e l’arte, si rinnova con l’adesione alle istanze legate alla sostenibilità

Artek Essentials
Tavolino da té 901 + Chair 611 + Domus Chair + Lampada a sospensione A331 “Beehive” + Lampada da terra A810 + Aalto Table rettangolare // Photo: Mikko Ryhänen

Del resto, da sempre l’azienda finlandese ha realizzato i suoi prodotti in modo responsabile, utilizzando materiali naturali e rinnovabili per creare pezzi di design senza tempo e destinati a durare.

Cosa sono gli Artek Essentials

Artek Essentials è una selezione di questi pezzi di design, prodotti funzionali che portano bellezza e gioia nella vita quotidiana. Sgabelli, sedie, panche, tavoli, lampade, oggetti che emanano un fascino iconico che non passa mai di moda. Invecchiando “con grazia” attraverso l’uso quotidiano, gli Artek Essentials sono spesso passati da una generazione all’altra.

Chair 69 + Aalto Table82B rettangolare + Lampada da terra A805 Angel Wing white // Photo Riikka Kantinkoski 

Scopri i 10 pezzi di design che non passeranno mai di moda

 Gli apparecchi illuminanti

La collezione di apparecchi illuminanti Artek comprende lampade a sospensione, da terra e da parete progettate da Alvar e Aino Aalto e dall’architetto finlandese Juhä Leiviskä. Molte delle lampade a sospensione Artek sono state progettate da Alvar Aalto per progetti architettonici, tra cui la classica A330S “Golden Bell”, creata per il Ristorante Savoy di Helsinki, e la A338 “Bilberry”, progettata per mettere in risalto le opere d’arte alla Maison Louis Carré di Parigi. Si tratta di oggetti dalle forme scultoree, capaci di arredare sia accese che spente, e di creare un’illuminazione d’atmosfera calda e accogliente. 

Artek Essentials
Lampada da terra A808 + lampada a sospensione A110 “Hand Grenade” + Tavolino da te 900 + divano letto 549 // Photo: Mikko Ryhänen 

La celebre L-leg collection

Nel 1933, Alvar Aalto ottenne un brevetto per una gamba a forma di L, composta da legno massiccio piegato, che egli definì “la sorella minore della colonna architettonica”. I 33 prodotti basati sulla gamba a L includono tavoli, panche, sedie e sgabelli. La collezione forma un vero e proprio sistema di arredo modulare e versatile, che ancora oggi costituisce la base del catalogo Artek. Sono dei veri classici del design, popolari oggi come lo erano al momento della loro realizzazione. Prodotti in Finlandia con betulla finlandese, sfoggiano una bellezza naturale che trasmette calore.

Artek Essentials
Stool 60 laccato arancione 2nd cycle // Photo: Marco Melander 

Il più famoso dei prodotti con gamba a L è lo Stool 60, uno sgabello a tre gambe. Dal suo lancio, nel 1933, ne sono sono stati venduti milioni di esemplari, così come per il modello a quattro gambe, lo Stool E60. Nel dicembre 2020, Stool 60 ha ricevuto il German Sustainability Award, premio tedesco per la sostenibilità del design nella categoria Icone. 

“Non è solo la lunga aspettativa di vita che rende lo sgabello sostenibile”, ha spiegato la giuria nel concedere il premio. “Sia il classico che l’E60 sono prodotti in Finlandia con legno regionale in modo responsabile. Inoltre, il produttore stesso offre prodotti di seconda mano attraverso la sua piattaforma “Artek 2nd Cycle” e incoraggia il consumo consapevole con slogan come ‘Buy now keep forever’”. 

Artek Essentials
Children’s Chair N65 Children’s Stool NE60 // Photo: Mikko Ryhänen 

La mitica sedia Domus

La mitica sedia Domus è un capolavoro del design, ad opera di Ilmari Tapiovaara, che la creó nel 1946 insieme ad  una serie di mobili per il complesso residenziale per studenti Domus Academica a Helsinki. Realizzata in legno, Domus è abbastanza comoda da permettere di stare seduti per lunghi periodi di tempo e presenta braccioli corti che permettono di avvicinarsi al tavolo. Conosciuta a livello internazionale come “The Finn Chair”, ha ottenuto un successo a livello mondiale.

Artek Essentials
Domus Chairn in rovere, rivestimento pelle bianca // Photo: Zara Pfeifer 
Artek Essentials
Domus Chair con rivestimento in pelle // Photo: Gustav Almestål 

 Cosa offre la collezione Artek Essentials

Cosa offrono gli Artek Essentials ai consumatori consapevoli di oggi, che si preoccupano profondamente del modo in cui le loro decisioni di acquisto influenzeranno il pianeta e le loro vite?

  • Oggetti senza tempo, funzionali, semplici e sempre attuali.
Slogan Yellow by Artek
  • Fabbricati in Finlandia con betulla finlandese. Nella a-factory di Turku, i processi produttivi all’avanguardia integrano la manualità di esperti artigiani, per produrre mobili con i più alti standard qualitativi.
  • Oggetti belli e resistenti. In grado di resistere alla prova del tempo per più di 80 anni, i classici di Artek possono essere facilmente mantenuti, riparati e riutilizzati. I componenti possono essere sostituiti o personalizzati, le gambe tagliate, le superfici ridipinte e le imbottiture in tessuto rinnovate.
  • Oggetti che invecchiano con grazia. Grazie all’utilizzo di materiali naturali, i prodotti Artek diventano più belli con il tempo. Legno, pelle e linoleum invecchiano con grazia, le tracce d’uso conferiscono individualità e carattere. Artek 2nd Cycle offre una seconda vita ad una vasta gamma di classici Artek.
Stool 60 2nd Cycle // Photo: Artek
  • Una sedia è sufficiente. Volutamente informali, le sedie Artek non sono legate a funzioni o ambienti specifici. Compatte, impilabili e trasversali, sono adatte sia ad ambienti privati che pubblici.

Per informazioni: sito ufficiale Artek

2 Aprile 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Stile BoHo chic

Lo stile BoHo chic per l’arredo di interni é sempre popolare, nonostante sia di tendenza da molti anni. Forse il motivo é da ricercare nella sua semplicità, nella libertà formale e nella fantasia. Tuttavia, ogni stile ha le sue regole, e anche il BoHo Chic non fa eccezione: per esempio, le piante da appartamento sono un must. Del resto, per uno stile che si ispira alla natura non poteva essere altrimenti. Ma attenzione, non tutte le piante possono ambire ad arredare la vostra casa in stile BoHo. Vediamo perché e quali scegliere.

Le caratteristiche dello stile BoHo Chic

Lo stile BoHo Chic é uno dei più amati di sempre, come testimonia la sua longevità. Ne ho parlato, infatti, circa dieci anni fa in questo articolo. Rispetto ad allora lo stile si é evoluto, integrando spunti decorativi di altri stili, come lo scandinavo o l’industriale. Del resto, si tratta di uno stile eclettico, che contempla il mix di diverse tendenze. La parola BoHo deriva infatti dalle due parole bohémien e homeless, quest’ultima intesa come nomade. Lo stile incorpora elementi del movimento hippy degli anni ’70 e della cultura gitana o gipsy.

Oggi le ispirazioni legate al tema della natura sono presenti in quasi tutti gli stili d’arredo, e il BoHo chic non fa eccezione. Per questo le piante sono diventate uno degli elementi irrinunciabili. 

Quali piante da appartamento scegliere

Nello stile BoHo non bisogna lesinare con le decorazioni, i complementi e le piante da appartamento. L’atmosfera che si vuole evocare é quella del viaggio, della vita all’aria aperta, tra la natura. Perfetti i ricordi di viaggio, soprattutto se provengono da luoghi esotici e se hanno un aspetto etnico. Anche le piante devono richiamare luoghi lontani, quindi la scelta cade inevitabilmente sulle piante tropicali e sulle succulente.

Tra le piante tropicali, scegliete la Sansevieria, il Pothos, la Monstera, la Kentia, lo spatifillo, la Pilea Peperomide, i Ficus e i Pholodendrum. Tra le succulente, nella famiglia delle cactacee sono molto apprezzati l’Euphorbia, per il suo portamento a colonna, e una grande varietà di cactus in formato mini con cui creare delle composizioni armoniose.

Come disporre le piante

La parola d’ordine dello stile BoHo é fantasia, dunque potete sbizzarrirvi nella scelta, posizionando piante in tutte le stanze della casa. Scegliere portavasi realizzati con fibre naturali, come il bambù, la canapa, il vimini di salice.

Stile BoHo chic

Sfruttate l’altezza utilizzando portavasi sospesi, e create delle composizioni. Le piante da appartamento crescono meglio se le raggruppate in un angolo al riparo da correnti d’aria e dai raggi diretti del sole. Create gruppi dividendo le piante secondo la specie, posizionando le più alte sullo sfondo. Le piante a portamento cascante sono perfette per mensole e librerie.

1 Aprile 2021 / / Idee

Anche se i nuovi impianti di climatizzazione sono dotati di split dal design gradevole, l’impatto estetico resta rilevante. Ecco qualche consiglio su come mimetizzare gli split.

mimetizzare gli split
Ph Mariana Orsi

Un impianto di climatizzazione é costituito da un motore esterno collegato all’unità interna o split. A questa configurazione di base si affiancano altre soluzioni che prevedono diversi split collegati a una sola macchina, secondo il numero di locali che si intende climatizzare. Sul mercato ormai si possono trovare anche condizionatori di ultima generazione senza unità esterna, silenziosi e performanti, da montare a parete. Per installare un impianto di climatizzazione in modo che sia efficiente, il mio consiglio è quello di rivolgersi a degli esperti. Dopo il sopralluogo, i tecnici valuteranno la tipologia di impianto che fa al caso vostro.

Detto questo, qualsiasi soluzione scegliate comporta il problema di come integrare gli split nel decoro dell’ambiente, visto che l’impatto estetico non é trascurabile. Inoltre, non é possibile scegliere una posizione qualsiasi, poiché, per garantire l’efficienza dell’impianto, bisogna rispettare alcune regole. 

Dove posizionare gli elementi interni o split

Scegliere il punto esatto dove posizionare gli split non é così facile come potrebbe sembrare. Anche se scegliete modelli con un design ricercato, si tratta comunque di elementi, per così dire, estranei, che incidono sull’aspetto dell’ambiente.

La prima regola impone di non collocare gli split nei punti in cui si staziona maggiormente, ovvero nelle vicinanze di divani, tavoli, scrivanie o letti. Questo perché  il flusso di aria fredda non è proprio il massimo per la salute! Le posizioni ideali sono nei luoghi di passaggio, per esempio sopra la porta, lateralmente ai letti e ai divani.

La posizione corretta per il buon funzionamento degli split è nella parte alta delle pareti, visto che l’aria fredda tende a scendere verso il basso. Considerate una distanza minima di 15 cm dal soffitto, e una zona completamente libera da mobili o oggetti di 15-20 cm attorno allo split. Da evitare assolutamente corridoi e disimpegni, una posizione che non permette di raggiungere la temperatura ideale nelle stanze attigue. Meglio installare un apparecchio per ogni stanza.

Come mimetizzare gli split

A questo punto vediamo qualche idea per mimetizzare gli split senza diminuirne l’efficienza. Una soluzione ottimale è quella di integrarli nell’arredamento, coprendoli con una griglia. A questo punto le soluzioni sono infinite, a patto che non ci siano ostacoli ad impedire il flusso d’aria e che si rispettino le distanze indicate sopra. Mobili pensili, librerie, mensole, si possono adattare perfettamente per alloggiare lo split.

La seconda soluzione prevede la costruzione di un ribassamento in cartongesso lungo la parete che ospiterà lo split. Allo scopo verrà predisposto uno spazio ove inserire lo split, sufficientemente ampio per favorire la circolazione dell’aria. Richiudete lo spazio con una griglia, meglio se anche nella parte inferiore. L’importante é che tali griglie siano rimovibili, in caso di manutenzione dell’apparecchio.

> Ristrutturare con il cartongesso

In ogni caso, verificate con il tecnico se la soluzione che avete scelto per mimetizzare gli split non incida sul corretto funzionamento dell’impianto.

30 Marzo 2021 / / Interni

Una villa a Forte dei Marmi, ristrutturata dall’architetto Michele Vitaloni, è caratterizzata dal sapiente utilizzo della luce naturale.

villa a forte dei Marmi

Una villa a Forte dei Marmi, di circa 200 mq, è caratterizzata da linee essenziali, materiali innovativi, tecnologia e uso sapiente della luce naturale. Caratteristiche, quelle appena descritte, che fanno parte della firma dell’architetto Michele Vitaloni. Uno spazio che esce dai canoni tradizionali, dallo stile contemporaneo rinvigorito da un tocco di eclettismo.

Il dialogo costante tra il legno – rovere e noce Canaletto -, il marmo bianco Canalone e la pietra naturale richiamano la tradizione. Dall’altro lato, la predisposizione dei volumi e la pulizia formale, unite alla tecnologia, proiettano l’edificio nel futuro.

Caratteristiche del progetto

Il fil rouge di Villa Anna, questo il nome della villa a Forte dei Marmi, è la luce naturale, che l’architetto lascia penetrare negli interni grazie alle numerose vetrate. Al piano terra, questo impianto progettuale permette la compenetrazione tra spazi interni ed esterni. Il continuum visivo tra le due zone è ottenuto anche grazie all’utilizzo dei materiali e dei colori: pavimenti in lastre di pietra naturale, legno e tessuti grigi per le sedute, sia nella zona giorno che nel patio.

villa a forte dei Marmi
villa a forte dei Marmi

La zona giorno forma una sorta di S stilizzata, nella quale il tratto centrale, che collega soggiorno e cucina, è costituito dalla zona pranzo. In questo modo, tutti e tre gli ambienti si affacciano sul patio e sono collegati visivamente, anche se posti a livelli diversi.

villa a forte dei Marmi

La cucina, inserita in un volume longitudinale, presenta una lunga e sinuosa isola divisa in più parti. Una parte è dedicata al piano snack, realizzato in legno Noce Canaletto, mentre quelle destinate al lavello e ai fuochi è sottolineata da una lastra in grès Pietra di Savoia antracite. La grande pulizia formale della cucina si ritrova anche nella dispensa: ampie e capienti colonne mascherano al loro interno la cantina vini, il forno e il microonde, mentre i cassettoni anch’essi in Laccato matt nero, incorniciano un vano con piano in Noce canaletto fumé e vetrinette con vetro flat trasparente.

villa a forte dei Marmi
villa a forte dei Marmi

Decorazione e illuminazione

Dalla scala, rivestita in marmo bianco Canalone trattato per ottenere un effetto vintage, si accede alla zona notte. Il sottoscala ospita un’elegante vasca con piante da appartamento, mentre la balaustra è formata da listelli di legno posati in verticale.

villa a forte dei Marmi
villa a forte dei Marmi

Il motivo a listelli viene ripreso sul soffitto della sala da pranzo, senza soluzione di continuità. Il motivo rigato è la caratteristica decorativa più originale, ed è utilizzato in diverse aree della villa. Lo ritroviamo a rivestire le canne fumarie dei camini gemelli in soggiorno e nella credenza sottostante, in versione cartongesso bianco. Si ripete nelle tre colonne in soggiorno, nelle porte e nelle partizioni delle camere da letto. Infine, caratterizza anche l’esterno, nei parapetti dei balconi, nei pilastri, negli oscuranti e nella cancellata. 

villa a forte dei Marmi
villa a forte dei Marmi

Curata inoltre con scrupolosa attenzione è l’illuminazione decorativa, evidenziata dall’uso di diversi tipi di lampade.

Credits e materiali

Progetto: Archdesigner Michele Vitaloni, Geom. Nicola Silicani di Charmitaliastudio |www.charmitaliastudio.it

Foto: Matteo Andrei

Dealer di zona: ARREDUE

Cucina: Modello cucina XP di Zampieri Cucine (design Stefano Cavazzana). Colonne e cassettoni: Laccato matt nero, noce canaletto fumé. Vetrine: vetro flat trasparente e interni in noce canaletto fumé. Isola/Piano di lavoro: full Laminam Pietra di Savoia antracite e noce canaletto. Piano cottura: Pitt modello Danau 4 fuochi

Living: Tavolo e sedie: Gallotti & Radice. Poltroncine: Flexform.

lluminazione decorativa: Flos, Foscarini, Karman, Oluce

Letti: Flexform

Porte e vetrate interne: Albed

Caminetti in bioetanolo: 55022 Onlyforte

Finiture a secco (tagli cartongesso, finitura, rigato e imbiancatura): Leka

Tappezzeria: Stiltenda

Visita altre bellissime case nella rubrica house tour

27 Marzo 2021 / / Design

Le opere di design del Gruppo Memphis esposte nella mostra “Memphis. 40 Years of Kitsch and Elegance “ al Vitra Design Museum Gallery. Dal 6 febbraio 2021 al 23 gennaio 2022.

Memphis
credits

Il gruppo Memphis è stato uno dei fenomeni più singolari apparsi nel mondo del design. La mostra “Memphis: 40 Years of Kitsch and Elegance” al Vitra Design Museum Gallery celebra il quarantesimo anniversario della fondazione del gruppo attraverso le sue creazioni, presentando mobili, lampade, ciotole, disegni, schizzi e fotografie che raccontano il mondo di Memphis. La mostra raccoglie opere dei designer Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Martine Bedin, Michael Graves, Barbara Radice, Peter Shire, Nathalie Du Pasquier e Shiro Kuramata.

La storia del gruppo Memphis, gli esordi milanesi

Nell’inverno del 1980/81, un gruppo di giovani designer si raccolse intorno all’architetto e designer italiano Ettore Sottsass. Al suono della canzone di Bob Dylan “Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again”, i designer redassero il manifesto del Gruppo Memphis.

Memphis
Nathalie Du Pasquier, locandina per la mostra Memphis al musée des Arts décoratifs de Bordeaux, 1983- credits

L’obiettivo dichiarato del gruppo era quello di superare i dettami del funzionalismo nel design, celebrando il banale e il quotidiano, e di rompere i tabù del buon gusto. 

La sua filosofia di design era anche influenzata dall’emergere della società dell’informazione. Come la televisione e i computer, gli oggetti di Memphis dovevano comunicare con lo spettatore e raccontare la propria storia unica.

Caratterizzati da colori sgargianti e motivi primitivi, i disegni di Memphis sembravano essere usciti direttamente dalle pagine di un fumetto e diedero vita a un look completamente nuovo in cui la cultura popolare, l’estetica pubblicitaria e il post-modernismo si fondevano in un folle miscuglio.

credits

La prima collezione del gruppo, presentata alla galleria Arc’74 di Milano nel settembre 1981, fece sensazione a livello internazionale. La consacrazione nel mondo del design avvenne nel 1982, quando il guru della moda Karl Lagerfeld arredò il suo appartamento a Monte Carlo con alcuni pezzi di Memphis.

Le opere iconiche

Il Gruppo Memphis ha al suo attivo molti oggetti di design che nel tempo sono diventate delle opere iconiche. Cominciamo naturalmente con il lavoro del suo fondatore, l’architetto Ettore Sottsass. La sua formazione come designer a New York negli anni ’50 gli aveva permesso di entrare in contatto con la Pop Art, che divenne la sua principale fonte di ispirazione. Tornato in Italia, negli anni ’60, inizia a sperimentare applicando laminati plastici colorati a creazioni che chiamava “totem”. La sedia “Seggiolina da Pranzo”, che disegnò per lo Studio Alchimia nel 1978, presenta il laminato colorato che sarebbe diventato un marchio di Memphis. I suoi progetti per grandi mobili contenitori sono tra le opere più importanti del gruppo, come la credenza “Beverly” o la libreria “Casablanca”. Sottsass combina elementi stranamente disparati come un pezzo cromato di acciaio tubolare piegato, una lampadina colorata e laminati di legno in superbe composizioni che vacillano tra il kitsch e l’eleganza.

Memphis
Ettore Sottsass, libreria Casablanca, 1981-credits
Memphis
Ettore Sotsass,libreria Carlton, 1981-credits
Ettore Sottsass, lampada Ashoka, 1981- credits

La lampada “Super”, disegnata da Martine Bedin nel 1981, è un’altra opera iconica di Memphis. Il suo arco di lampadine disposte a semicerchio ha un aspetto familiare, come qualcosa che si incontra in una fiera o in una tavola calda americana. Montata su ruote e dotata di un cavo elettrico, assomiglia a uno strano animale domestico luminescente o a un giocattolo per bambini.

Memphis
Martine Bedin, lampada Super, 1981 – credits

Per alcuni giovani designer, Memphis rappresentò il trampolino di lancio per le loro carriere. È il caso di Matteo Thun e Michele De Lucchi. La sedia “Riviera” di De Lucchi, del 1981, anticipa i colori pastello che il designer userà alcuni anni dopo in una serie di elettrodomestici sperimentali per Philips. Un’altra importante designer di Memphis, Nathalie Du Pasquier, applicò le idee del gruppo a sofisticati modelli tessili e design d’interni.

Shiro Kuramata, tavolino Kyoto, 1983

Il gruppo si sciolse nel 1987, ma nonostante la sua breve esistenza, la storia e l’impatto del gruppo Memphis sul mondo del design sono diventati una leggenda.

Scopri le fantastiche icone del design.

25 Marzo 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Ispirata dalla famosa città di Chefchaouen, soprannominata la perla blu del Marocco, l’architetto Shila Governale ha realizzato a Milano il progetto Chez Chaouen. Vediamo di cosa si tratta.

Chez Chaouen

Entrando nei dei due appartamenti che fanno parte del progetto Chez Chaouen, si ha l’impressione di essere catapultati da Milano al Marocco. Ciò che colpisce al primo sguardo é il colore blu intenso, che ricorda i palazzi e i vicoli della città di Chefchaouen. Il richiamo alla città nordafricana, soprannominata “perla blu del Marocco”, vuole essere un riferimento sia estetico che culturale. Gli appartamenti, infatti, si trovano a Brenta, in una delle zone periferiche di Milano che accolsero le prime ondate migratorie dal nord Africa. Oggi denominato Fondazione Prada, il quartiere é in pieno sviluppo, grazie ad opere di riqualificazione dei vecchi edifici industriali. Tuttavia, il tessuto sociale costituito in gran parte da immigrati nordafricani é rimasto immutato, con la seconda generazione che ha contribuito a fondere la cultura locale con quella di origine.

Modernità e tradizione si incontrano su uno sfondo blu

È lo sfondo blu intenso che fa da scenario all’incontro tra la tradizione di matrice marocchina e la modernità tutta occidentale dell’involucro. Gli appartamenti si sviluppano, rispettivamente, su 50 e 70 mq. Entrambi sono arredati in modo essenziale, con un abbondante uso di muratura dipinta a calce per le cucine, i bagni, le basi delle sedute, le nicchie. Spezzano il mood minimalista le aperture ad arco, i numerosi cuscini, i manufatti di artigianato marocchino, gli accenti dorati dei complementi. Gli appartamenti sono divisi nella zona giorno, organizzata in un open space con cucina e angolo conversazione, e nella zona notte, con camera matrimoniale dotata di letto rotondo e cameretta con letti a castello e zona studio. I diversi livelli, raccordati da gradini in muratura, conferiscono dinamicità agli ambienti.

Chez Chaouen
Chez Chaouen
Chez Chaouen
Chez Chaouen

Il progetto Chez Chaouen

Chez Chaouen è l’ultima idea di Menuale, società che si occupa di rinnovamento creativo di spazi immobiliari.  

Shila Governale, nata in Abruzzo e cresciuta a Bergamo, è una giovane e talentuosa industrial e interior designer. Recentemente laureata alla NABA, si è avvicinata al mondo del recupero e dell’eco-design come prima esperienza, ricoprendo anche il ruolo di direttore artistico. Shila ama andare oltre gli schemi e sperimentare nuove forme espressive; le sue creazioni richiamano mondi lontani e antichi che sono l’essenza di ogni radice culturale, con l’obiettivo di trovare un’unione tra tradizione e innovazione. 

Visita altre bellissime case nella rubrica house tour.

23 Marzo 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Lo smartphone é ormai diventato il dispositivo più importante per controllare i sistemi automatizzati della casa connessa. I vantaggi della casa smart.

smartphone

I vantaggi della casa smart

In una casa smart, rispetto ad una tradizionale abitazione, si possono avere dei vantaggi riguardo ai consumi, ma anche alla tranquillità e alla sicurezza.
Per quanto riguarda i consumi, con una cassa completamente automatizzata e controllata da remoto, le spese per l’energia elettrica si possono gestire sfruttando le tariffe bi-orarie. Basta programmare, per esempio, il funzionamento degli elettrodomestici ad alto consumo nelle fasce orarie più convenienti. Per quanto riguarda la sicurezza e la tranquillità che una casa connessa regala ai propri abitanti possiamo elencare una serie di azioni che possono essere svolte direttamente da remoto, una volta che si esce di casa:

  • Chiudere tutte le tapparelle;
  • Spegnere le luci;
  • Spegnere elettrodomestici;
  • Attivare l’allarme;
  • Attivare telecamere di sicurezza e collegarsi direttamente alle forze dell’ordine.

Tutto ciò é possibile grazie al collegamento, via rete internet, tra il nostro smartphone e i dispositivi intelligenti istallati nell’abitazione. Oltre agli elettrodomestici smart, é possibile connettere, grazie ad appositi dispositivi, lampadine, porte, tapparelle e così via. 

Tuttavia, tenete presente che possono sorgere delle problematiche relative alla compatibilità tra dispositivi mobili e apparecchi. Bisogna dunque assicurarsi, al momento dell’acquisto, che tutti gli oggetti smart abbiano lo stesso sistema operativo, o perlomeno siano compatibili. In ogni caso, qualora le installazioni rientrino nei bonus statali, sarà possibile detrarre gran parte del costo. Un esempio classico è l’impianto fotovoltaico, quasi completamente detraibile in termini di ecobonus ma, soprattutto, completamente automatizzabile e gestibile dal proprio dispositivo mobile.

La maggior parte dei sistemi offre anche un’assistenza personalizzata 24/24, il che rappresenta un altro vantaggio notevole. In caso di problemi non dovrete perdere tempo e pazienza nella ricerca di un tecnico specializzato. 

Differenza tra Internet of Things e domotica

Collegamento alla rete e controllo da remoto

Tutto quello che abbiamo elencato precedentemente passa per una copertura di rete che deve essere adattata sia alla casa in sé che al dispositivo da remoto considerato: infatti senza queste basi fondamentali non potrà esserci alcun tipo di “legame” fra smartphone (o tablet che sia) e casa connessa.
La copertura, specialmente quella in fibra ottica, nel corso del tempo è stata potenziata da tutti gli operatori di rete. Inoltre, per permettere ai propri clienti di spendere sempre meno, molti hanno attivato una serie di offerte interessanti. E’ il caso di Iliad che ha attivato e modificato recentemente le sue offerte ampliando notevolmente i giga a disposizione dei propri utilizzatori.
In ogni caso ogni offerta va valutata attentamente in base alla proprie esigenze, controllando costi e spese in caso di allaccio, subentro o voltura delle utenze.

App per smartphone e casa connessa

Tutti i dispositivi smart dialogano con il proprio smartphone o tablet attraverso delle applicazioni apposite. Queste app facilitano la gestione dei sistemi connessi, attraverso la programmazione di orari, il controllo dei consumi e così via. Alcune app raggruppano la gestione di tutti gli apparecchi connessi, così da poterli gestire in un unico programma. Ecco tutto quello che puoi attivare con il tuo smartphone:

  • Controllo attivo 24 ore su 24;
  • Possibilità di attivare/disattivare tutti gli apparecchi;
  • Possibilità di isolare alcuni di questi apparecchi dagli altri attivi;
  • Sistemi di sicurezza e controllo integrati ed in tempo reale;
  • Assistenza tecnica sulle singole applicazioni (direttamente in app).

Per aumentare la sicurezza di tutti gli apparecchi e dell’app nel suo insieme sarà necessario aggiornare sempre la stessa così come il dispositivo che la controlla.