4 Aprile 2025 / / VestaArredo

Nel mondo dell’architettura e del design, ci sono elementi che resistono al tempo, non solo per la loro funzione strutturale, ma anche per il valore estetico che riescono a trasmettere. Il bugnato angolare è uno di questi. Spesso sottovalutato o relegato ad ambiti storici, oggi questo dettaglio architettonico sta vivendo una nuova stagione, diventando un elemento di forte interesse per i designer contemporanei.

In questo articolo ti accompagno in un viaggio completo per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul bugnato angolare: cos’è, come nasce, quali sono i suoi impieghi più interessanti nel design attuale e perché potrebbe diventare una tua arma segreta per progetti che vogliono farsi notare.

Cos’è il bugnato angolare?

Immagina di camminare in un centro storico italiano: i palazzi nobiliari, le dimore rinascimentali, le facciate austere ma eleganti. Se osservi gli spigoli degli edifici, noterai spesso delle pietre sporgenti, lavorate, posizionate in modo regolare: quello è il bugnato angolare. In parole semplici, si tratta di un tipo di decorazione muraria realizzata con blocchi in rilievo, posizionati sugli angoli degli edifici, con la funzione originaria di rafforzare la struttura e di conferirle un aspetto più solido e autorevole.

Oggi, però, il bugnato angolare non è più solo un elemento strutturale o decorativo del passato. Sta diventando un vero e proprio linguaggio estetico, capace di dialogare con materiali moderni, minimalismo e concetti di design contemporaneo.

Le origini storiche del bugnato: un dialogo tra estetica e funzione

Il bugnato ha radici molto antiche. Già gli architetti romani lo utilizzavano per creare un senso di robustezza nei loro edifici. Ma è durante il Rinascimento che il bugnato angolare diventa una firma stilistica, un segno di prestigio e raffinatezza. In quel periodo si sviluppano diverse tipologie di bugnato: rustico, liscio, squadrato, diamantato, a seconda del tipo di effetto che si voleva ottenere.

Il bugnato angolare, nello specifico, nasce con una duplice funzione: da un lato rafforzare l’angolo della struttura, punto debole per eccellenza; dall’altro, comunicare forza, ordine e simmetria. Era un modo per dire: “ecco un edificio importante, solido, degno di attenzione”.

Perché il bugnato angolare sta tornando di moda nel design?

Viviamo in un’epoca di contaminazioni. Il design contemporaneo ama mescolare linguaggi: antico e moderno, urbano e naturale, minimal e decorativo. In questo contesto, il bugnato angolare si rivela un elemento sorprendentemente versatile.

  1. Contrasto materico: inserire un bugnato angolare in cemento a vista, acciaio Corten o resina su una parete liscia e moderna crea un contrasto che cattura lo sguardo. Come un gioiello grezzo su un abito elegante.
  2. Richiamo alla tradizione: in progetti di ristrutturazione, il bugnato angolare permette di mantenere un dialogo visivo con l’architettura originale, anche inserendo elementi contemporanei.
  3. Identità visiva forte: grazie alla sua tridimensionalità e ripetitività, il bugnato angolare crea pattern e giochi di ombra che possono diventare il segno distintivo di un brand, un hotel, uno showroom o uno spazio pubblico.
  4. Modularità e personalizzazione: oggi è possibile progettare bugnati angolari in materiali innovativi, con texture personalizzate, persino stampati in 3D o tagliati a laser. Questo apre le porte a un’infinità di soluzioni creative.

Come integrare il bugnato angolare in progetti di design contemporaneo

Vediamo alcuni esempi concreti e applicazioni creative che puoi usare come ispirazione:

  • Pareti di ingresso: utilizzare il bugnato angolare per marcare l’ingresso di uno spazio commerciale o residenziale. Crea un effetto “cornice” che guida lo sguardo e valorizza l’accesso.
  • Installazioni museali o culturali: mixando il bugnato con illuminazioni dinamiche, si possono ottenere superfici narrative, che mutano aspetto in base alla luce.
  • Facciate ventilate: inserire elementi bugnati prefabbricati in facciate moderne, creando ritmo e profondità senza rinunciare all’efficienza energetica.
  • Interior design: chi l’ha detto che il bugnato è solo da esterno? In ambienti interni, come hall di alberghi o ambienti retail, può diventare protagonista come boiserie materica.
  • Arredo urbano: nelle panchine, fioriere o sedute integrate, il bugnato angolare può essere reinterpretato in chiave scultorea.

I materiali di oggi: dal travertino alla stampa 3D

Il bugnato del passato era quasi sempre in pietra naturale, scolpita a mano. Oggi, però, la tecnologia ci offre un ventaglio molto più ampio:

  • Cemento architettonico: per un effetto urbano, brutalista, solido ma contemporaneo.
  • Resine epossidiche: leggere, modellabili, ideali per interni.
  • Legno lamellare: sorprendente e caldo, perfetto per ambienti accoglienti e sostenibili.
  • Metallo tagliato al laser: acciaio, alluminio, Corten, per giochi di luce e ombre dal carattere industrial.
  • Tecnologie additive: stampa 3D di blocchi personalizzati, che rendono ogni progetto unico.

Il bugnato come linguaggio visivo: forme, ritmo e significato

Ogni designer sa che la superficie non è mai solo un rivestimento. È un messaggio. Il bugnato angolare, con la sua geometria ritmica e la sua storia, può diventare un alfabeto progettuale. Puoi usarlo per:

  • Dare ritmo e proporzione a una facciata troppo piatta
  • Comunicare solidità e artigianalità in un prodotto di lusso
  • Evidenziare punti focali come ingressi, vetrine, volumi sporgenti
  • Creare storytelling visivi, come metafore di passato e futuro che si intrecciano

Cosa evitare: errori comuni nel design con bugnato angolare

Nonostante le sue potenzialità, ci sono alcuni scivoloni da evitare:

  • Usarlo come decorazione fine a sé stessa: il bugnato angolare ha senso quando ha una coerenza progettuale. Non è un semplice ornamento.
  • Esagerare con la dimensione: troppo grande diventa grottesco, troppo piccolo non si percepisce.
  • Non considerare la luce: essendo tridimensionale, il bugnato vive grazie all’ombra. Se lo metti in un punto sempre in ombra, è un’occasione persa.
  • Scegliere materiali incoerenti: legno bugnato in esterno senza protezione? Non dura. Meglio pensare sempre all’uso e al contesto.

Conclusione: il futuro del bugnato è nelle mani dei designer

In un mondo in cui la standardizzazione rischia di rendere tutto uguale, il bugnato angolare è una dichiarazione di identità. È un elemento che parla di storia, ma guarda al futuro. È materia che diventa linguaggio. Per te che fai design, è un’occasione per raccontare qualcosa in più, con pochi blocchi di materia.

Non serve stravolgere un progetto: basta inserirlo con intelligenza, come si fa con una spezia in una ricetta. Una piccola quantità, ma capace di cambiare tutto.

Quindi, la prossima volta che lavori su un progetto architettonico o di interior, chiediti: e se usassi un bugnato angolare?

Potrebbe essere la firma che mancava.

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4 Aprile 2025 / / Laura Home Planner

Realizzare una soluzione personalizzata, adattabile alle proprie esigenze e ai propri spazi, può essere una sfida. Spesso i genitori si chiedono come poter arredare una cameretta piccola che possa essere in linea con le proprie necessità in termini pratici ed estetici ,

soprattutto se la cameretta piccola deve essere condivisa da due figli differenti per genere e età.

Un bambino di due anni ha esigenze diverso rispetto ad uno di otto,

e lo stesso può valere tra un maschio ed una femmina.

Insomma,

gli spazi ristretti non aiutano,

perciò,

organizzare e arredare una cameretta piccola può sembrare impossibile.

In realtà ,

come per tutti gli ambienti della casa, quello che serve è un buon progetto,

meglio non andare a caso.

Come arredare una cameretta piccola?

Quando si pensa a come poter arredare una cameretta piccola, tra le prime composizioni che possono venire in mente ci sono i letti a soppalco ed i letti a castello,

certo,

possono essere entrambi delle ottime soluzioni, ma non sono adatte a tutti.

Qualche genitore può avere l’ansia di far dormire nella parte alta i bambini ancora troppo piccoli,

altri hanno dei figli adolescenti che in un letto a castello profondo 2 mt non ci stanno,

insomma,

prima di valutare lo sviluppo in altezza dei letti, è bene capire in che modo è possibile sfruttare la superficie della cameretta.

Come arredare una cameretta: quanto misurano i letti, le scrivanie e gli armadi?

Per arredare una cameretta bisogna tener conto delle misure degli elementi che la comporranno.

l’elemento principale è il letto.

Le misure della struttura esterna del letto dipende dalla misura delle rete scelta.

come arredare una cameretta piccola laurahomeplanner.com

Considerate le misure della rete ,

le misure dell’ingombro totale del letto possono variare a seconda del materiale definito per la struttura,

ovvero,

con una rete singola 80cm x190 cm , scegliendo una struttura letto imbottita, le misure potrebbero aumentare di circa 10 cm,

dunque,

un letto con rete 80×190 cm potrebbe avere un ingombro complessivo di 90×200 cm.. e così via.

Scrivania e armadio che misure hanno?

A differenza del letto che ha misure abbastanza vincolate ,

la scrivania e l’armadio sono degli elementi che possono essere personalizzati,

questo perché le aziende produttrici di camerette offrono la possibilità di creare a misura sia i piani scrivania che i moduli degli armadi.

Le scrivanie piccole hanno solitamente una misure in larghezza di circa 80 cm per una profondità di 50 cm,

in realtà, un piano scrivania fatto in legno o in laminato può essere tagliato e raggiungere una misura inferiore,

o semplicemente può essere modellato e sostituito con una forma diversa da quella rettangolare .

come arredare una cameretta piccola laurahomeplanner.com

Lo stesso vale per i moduli che compongono gli armadi,

oltre alle misure standard di larghezza, 30, 40, 45, 60 cm .., le ante e le strutture possono in alcuni casi essere tagliate per soddisfare nicchie e spazi ristretti.

Come arredare una cameretta piccola: soluzioni idee e consigli

Anche se non apprezzate da tutti ,

le soluzioni migliori per arredare una cameretta piccola, sono quelle che sfruttano lo spazio in altezza:

  • Soppalchi
  • Letti a castello
  • Letti scorrevoli
  • Cameretta a ponte

queste tipologie di camerette spesso consentono di organizzare su un’unica parete letti, scrivania e armadio,

lasciando più spazio libero per giocare e muoversi liberamente.

La differenza tra i letti a soppalco o castello, rispetto a quelli scorrevoli, è sostanzialmente l’altezza.

Mentre i letti a soppalco e a castello hanno il letto superiore che solitamente parte ad una altezza di almeno 145 cm da terra,

i letti scorrevoli, possono avere altezze inferiori.

Ci sono due tipologie di letti scorrevoli,

quelli con binario a parete, lungo la quale scorrono i letti che poi si sovrappongono tra di loro durante il giorno per non ingombrare

e quelli scorrevoli su ruote

Immagine Pinterest

che possono essere posizionati indipendentemente dalla parete.

I miei consigli

Quando si deve arredare una cameretta piccola, ci sono degli aspetti fondamentali di cui tener conto:

  • le misure delle pareti
  • l’altezza disponibile
  • le esigenze funzionali
  • quante persone utilizzeranno la stanza
  • la luce naturale
  • la posizione di porte e finestre.
  • i colori delle pareti

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3 Aprile 2025 / / Dettagli Home Decor

Michele Vitaloni + Partners firma il restyling di Villa Due a Forte dei Marmi, un progetto che rinnova in chiave contemporanea i canoni dell’architettura residenziale tipica della costa toscana. Con una sintesi perfetta tra estetica e funzionalità, il progetto propone linee essenziali e una raffinata continuità materica che trasformano lo spazio domestico in un’esperienza visiva e sensoriale unica.

Le scelte progettuali per Villa Due

Il restyling della villa si distingue per una facciata total white che integra l’uso della Pietra di Cardosio, una pietra autoctona lavorata con tagli geometrici e texture moderne. Il connubio con grandi lastre di gres porcellanato esalta l’armonia tra la tradizione toscana e il design contemporaneo. Gli olivi secolari, immersi in un landscape tropicale, completano l’ambiente esterno, che si integra perfettamente con il concept distintivo di Vitaloni.

Villa Due a Forte dei Marmi progetto Michele Vitaloni + Partners


progetto Michele Vitaloni + Partners progetto Michele Vitaloni + Partners

Piscina e colonne in pietra

Uno degli elementi distintivi del progetto è la piscina, che grazie all’uso del vetro offre una vista mozzafiato, con l’acqua che sembra sospesa nell’aria. Le colonne in Pietra di Cardosio ripetute lungo il profilo della villa creano un ritmo visivo, segnalando l’ingresso e rendendo la transizione tra interno ed esterno fluida e armoniosa. “Le colonne creano un ritmo visivo che segna il percorso d’ingresso”, racconta Michele Vitaloni, che ha voluto accentuare il dialogo tra gli spazi e l’ambiente naturale circostante.

Villa Due a Forte dei Marmi

Michele Vitaloni + Partners progetto di Michele Vitaloni + Partners

Riprogettazione degli spazi interni: funzionalità e comfort

Il progetto ha coinvolto tutti e tre i livelli della villa—piano terra, mezzanino e primo piano—con un’attenzione particolare alla continuità tra interno ed esterno. Per garantire uniformità tra gli spazi, il pavimento del portico esterno continua senza soluzione di continuità con quello interno, creando un dialogo fluido tra le due dimensioni.

Nel living, un camino incassato a muro diventa il centro estetico e funzionale dello spazio. L’elemento, esteso con un taglio continuo che arriva fino all’area destinata allo stoccaggio della legna, enfatizza la linearità e coerenza visiva degli ambienti. Ogni dettaglio contribuisce a una percezione di raffinatezza e essenzialità.

Michele Vitaloni + Partners

Villa Due a Forte dei Marmi: progetto di Michele Vitaloni + Partners progetto di Michele Vitaloni + Partners

Design contemporaneo e tradizione toscana: un perfetto equilibrio 

Il progetto di Michele Vitaloni riesce a conciliare l’architettura moderna con le persiane toscane tradizionali, mantenendo un equilibrio tra contemporaneità e storia. La villa si sviluppa su tre livelli con ampi spazi aperti. Cucina, area pranzo e salotti si interconnettono in un unico flusso visivo che si estende verso l’esterno.

Le scelte di materiali di alta qualità, come quelli provenienti da marchi d’eccellenza come Living Divani, Flexform e Kamran, arricchiscono il progetto, mantenendo sempre un filo conduttore tra architettura e design degli arredi. Ogni dettaglio è pensato per migliorare la qualità abitativa e garantire comfort.

La scala in legno, elemento centrale del progetto, è valorizzata da un’illuminazione studiata ad hoc. La luce esalta i suoi profili e crea un gioco di luci e ombre, sottolineando la sua eleganza. La combinazione di colori grigio, marrone e bianco in tutto l’ambiente gioca un ruolo fondamentale nell’armonizzare gli spazi, con il grigio che conferisce modernità, mentre il marrone introduce calore e un forte legame con la natura circostante.

Villa Due a Forte dei Marmi

Soluzioni per l’outdoor

Una delle soluzioni più innovative del progetto è l’area outdoor. Lo spazio è dotato di un tendaggio motorizzato che consente di scegliere tra un pranzo all’aperto o uno spazio protetto. Come spiega Vitaloni, “Forte dei Marmi si nutre di proposte Outdoor, il piacere di vivere la natura“. La scelta di materiali e l’inserimento di elementi come il gres bianco e la pietra contribuiscono a creare un’atmosfera senza tempo. Ogni dettaglio è pensato per esaltare l’ambiente circostante.

Conclusione: un progetto unico firmato Michele Vitaloni + Partners

Il restyling di Villa Due a Forte dei Marmi è un perfetto esempio di come l’architettura contemporanea possa integrarsi con la tradizione, rispettando l’ambiente naturale e creando spazi abitativi funzionali ed esteticamente raffinati. Ogni dettaglio, dalla facciata all’arredamento, racconta una storia di eleganza e innovazione, mantenendo sempre un legame profondo con il territorio toscano.

 

Progetto: Michele Vitaloni + Partners

Fotografie: Diego Laurino Fotografo

 

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3 Aprile 2025 / / Dettagli Home Decor

Tra i protagonisti della Milano Design Week 2025 ci saranno anche le Topolino Gallo.  Per l’occasione, infatti, Gallo e Fiat Topolino lanciano una collaborazione unica, celebrando la sostenibilità, la libertà di movimento e l’energia del colore. Un’inedita fusione di design e innovazione, che trasforma Milano in un palcoscenico visivo, dove la Topolino 100% elettrica, reinterpretata con le grafiche distintive di Gallo, prende vita.

Fiat Topolino Gallo 100% elettrica alla Milano Design Week

Le Fiat Topolino firmate GALLO

Alla Milano Design Week vedremo la Fiat Topolino vestita con quattro esclusivi design firmati Gallo, che si ispirano ai suoi iconici motivi. La prima livrea, in particolare, rende omaggio alle famose righe multicolor Gallo, rielaborate partendo dall’esclusivo Verde Vita di Topolino. Il risultato è un’auto che diventa un’opera d’arte su ruote, in cui l’alternanza cromatica accentua il dinamismo e la vitalità della vettura.

Oltre a questa versione, altre tre grafiche saranno svelate durante la Milano Design Week (8-13 aprile). Queste si ispirano a tre classici del brand Gallo: le eleganti righe bicolore, la vivacità dei pois e una fantasia geometrica iconica, simbolo della collezione Primavera/Estate 2025. Le vetture saranno visibili nel cuore del Durini Design District, presso il negozio Gallo di via Durini 26, dove l’arte della moda incontra quella dell’automobile in un gioco di colori che spezza il grigio metropolitano di Milano.

Gallo veste le Fiat Topolino elettriche

Estetica e sostenibilità

La collaborazione GALLO e Fiat Topolino non è solo una celebrazione della creatività e della sostenibilità, ma anche un invito a vivere la città in modo nuovo. Fiat Topolino, simbolo di mobilità urbana sostenibile e accessibile, offre un’esperienza di guida unica, pensata per un pubblico giovane (dai 14 anni in su). Durante la settimana del design, le Topolino firmate Gallo circoleranno per le strade di Milano, trasformandosi in un manifesto visivo del progetto: un inno alla mobilità responsabile, dove estetica e sostenibilità si incontrano. Inoltre, sarà possibile testare le vetture per provare direttamente l’esperienza di guida elettrica e colorata che offre Topolino Gallo.

Fiat Topolino firmata Gallo

Le calze Gallo in edizione speciale

Non solo auto, ma anche il punto vendita Gallo di Via Durini sarà trasformato per l’occasione. La vetrina e gli interni del negozio rifletteranno la stessa energia e creatività delle vetture, offrendo un’esperienza immersiva nel mondo delle Topolino firmate Gallo. Chi desidera portare a casa un pezzo di questa esclusiva collaborazione potrà acquistare un’edizione limitata di calze in morbido cotone, impreziosite dall’immagine della Topolino multicolor, un must-have per gli appassionati di design.

Calze Topolino Gallo in edizione speciale per la Design Week

Le calze in edizione speciale, create appositamente per l’evento, saranno disponibili a partire dal 7 aprile nelle boutique Gallo di Milano (Via Manzoni 16, Via Durini 26, Corso Vercelli 31), presso il corner di Rinascente, negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e sul sito ufficiale gallo1927.com. Un omaggio per tutti gli appassionati di design e architettura che visiteranno Milano durante la Design Week.

Gallo e Fiat, un binomio che celebra la libertà, l’energia creativa e una visione sostenibile della mobilità urbana. Milano sarà colorata, dinamica e più green che mai dal 8 al 13 aprile 2025.

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