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4 Aprile 2025 / / VestaArredo

Nel mondo dell’architettura e del design, ci sono elementi che resistono al tempo, non solo per la loro funzione strutturale, ma anche per il valore estetico che riescono a trasmettere. Il bugnato angolare è uno di questi. Spesso sottovalutato o relegato ad ambiti storici, oggi questo dettaglio architettonico sta vivendo una nuova stagione, diventando un elemento di forte interesse per i designer contemporanei.

In questo articolo ti accompagno in un viaggio completo per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul bugnato angolare: cos’è, come nasce, quali sono i suoi impieghi più interessanti nel design attuale e perché potrebbe diventare una tua arma segreta per progetti che vogliono farsi notare.

Cos’è il bugnato angolare?

Immagina di camminare in un centro storico italiano: i palazzi nobiliari, le dimore rinascimentali, le facciate austere ma eleganti. Se osservi gli spigoli degli edifici, noterai spesso delle pietre sporgenti, lavorate, posizionate in modo regolare: quello è il bugnato angolare. In parole semplici, si tratta di un tipo di decorazione muraria realizzata con blocchi in rilievo, posizionati sugli angoli degli edifici, con la funzione originaria di rafforzare la struttura e di conferirle un aspetto più solido e autorevole.

Oggi, però, il bugnato angolare non è più solo un elemento strutturale o decorativo del passato. Sta diventando un vero e proprio linguaggio estetico, capace di dialogare con materiali moderni, minimalismo e concetti di design contemporaneo.

Le origini storiche del bugnato: un dialogo tra estetica e funzione

Il bugnato ha radici molto antiche. Già gli architetti romani lo utilizzavano per creare un senso di robustezza nei loro edifici. Ma è durante il Rinascimento che il bugnato angolare diventa una firma stilistica, un segno di prestigio e raffinatezza. In quel periodo si sviluppano diverse tipologie di bugnato: rustico, liscio, squadrato, diamantato, a seconda del tipo di effetto che si voleva ottenere.

Il bugnato angolare, nello specifico, nasce con una duplice funzione: da un lato rafforzare l’angolo della struttura, punto debole per eccellenza; dall’altro, comunicare forza, ordine e simmetria. Era un modo per dire: “ecco un edificio importante, solido, degno di attenzione”.

Perché il bugnato angolare sta tornando di moda nel design?

Viviamo in un’epoca di contaminazioni. Il design contemporaneo ama mescolare linguaggi: antico e moderno, urbano e naturale, minimal e decorativo. In questo contesto, il bugnato angolare si rivela un elemento sorprendentemente versatile.

  1. Contrasto materico: inserire un bugnato angolare in cemento a vista, acciaio Corten o resina su una parete liscia e moderna crea un contrasto che cattura lo sguardo. Come un gioiello grezzo su un abito elegante.
  2. Richiamo alla tradizione: in progetti di ristrutturazione, il bugnato angolare permette di mantenere un dialogo visivo con l’architettura originale, anche inserendo elementi contemporanei.
  3. Identità visiva forte: grazie alla sua tridimensionalità e ripetitività, il bugnato angolare crea pattern e giochi di ombra che possono diventare il segno distintivo di un brand, un hotel, uno showroom o uno spazio pubblico.
  4. Modularità e personalizzazione: oggi è possibile progettare bugnati angolari in materiali innovativi, con texture personalizzate, persino stampati in 3D o tagliati a laser. Questo apre le porte a un’infinità di soluzioni creative.

Come integrare il bugnato angolare in progetti di design contemporaneo

Vediamo alcuni esempi concreti e applicazioni creative che puoi usare come ispirazione:

  • Pareti di ingresso: utilizzare il bugnato angolare per marcare l’ingresso di uno spazio commerciale o residenziale. Crea un effetto “cornice” che guida lo sguardo e valorizza l’accesso.
  • Installazioni museali o culturali: mixando il bugnato con illuminazioni dinamiche, si possono ottenere superfici narrative, che mutano aspetto in base alla luce.
  • Facciate ventilate: inserire elementi bugnati prefabbricati in facciate moderne, creando ritmo e profondità senza rinunciare all’efficienza energetica.
  • Interior design: chi l’ha detto che il bugnato è solo da esterno? In ambienti interni, come hall di alberghi o ambienti retail, può diventare protagonista come boiserie materica.
  • Arredo urbano: nelle panchine, fioriere o sedute integrate, il bugnato angolare può essere reinterpretato in chiave scultorea.

I materiali di oggi: dal travertino alla stampa 3D

Il bugnato del passato era quasi sempre in pietra naturale, scolpita a mano. Oggi, però, la tecnologia ci offre un ventaglio molto più ampio:

  • Cemento architettonico: per un effetto urbano, brutalista, solido ma contemporaneo.
  • Resine epossidiche: leggere, modellabili, ideali per interni.
  • Legno lamellare: sorprendente e caldo, perfetto per ambienti accoglienti e sostenibili.
  • Metallo tagliato al laser: acciaio, alluminio, Corten, per giochi di luce e ombre dal carattere industrial.
  • Tecnologie additive: stampa 3D di blocchi personalizzati, che rendono ogni progetto unico.

Il bugnato come linguaggio visivo: forme, ritmo e significato

Ogni designer sa che la superficie non è mai solo un rivestimento. È un messaggio. Il bugnato angolare, con la sua geometria ritmica e la sua storia, può diventare un alfabeto progettuale. Puoi usarlo per:

  • Dare ritmo e proporzione a una facciata troppo piatta
  • Comunicare solidità e artigianalità in un prodotto di lusso
  • Evidenziare punti focali come ingressi, vetrine, volumi sporgenti
  • Creare storytelling visivi, come metafore di passato e futuro che si intrecciano

Cosa evitare: errori comuni nel design con bugnato angolare

Nonostante le sue potenzialità, ci sono alcuni scivoloni da evitare:

  • Usarlo come decorazione fine a sé stessa: il bugnato angolare ha senso quando ha una coerenza progettuale. Non è un semplice ornamento.
  • Esagerare con la dimensione: troppo grande diventa grottesco, troppo piccolo non si percepisce.
  • Non considerare la luce: essendo tridimensionale, il bugnato vive grazie all’ombra. Se lo metti in un punto sempre in ombra, è un’occasione persa.
  • Scegliere materiali incoerenti: legno bugnato in esterno senza protezione? Non dura. Meglio pensare sempre all’uso e al contesto.

Conclusione: il futuro del bugnato è nelle mani dei designer

In un mondo in cui la standardizzazione rischia di rendere tutto uguale, il bugnato angolare è una dichiarazione di identità. È un elemento che parla di storia, ma guarda al futuro. È materia che diventa linguaggio. Per te che fai design, è un’occasione per raccontare qualcosa in più, con pochi blocchi di materia.

Non serve stravolgere un progetto: basta inserirlo con intelligenza, come si fa con una spezia in una ricetta. Una piccola quantità, ma capace di cambiare tutto.

Quindi, la prossima volta che lavori su un progetto architettonico o di interior, chiediti: e se usassi un bugnato angolare?

Potrebbe essere la firma che mancava.

L’articolo Bugnato Angolare: quando la tradizione incontra il design moderno proviene da Vestarredo.

4 Aprile 2025 / / Laura Home Planner

Realizzare una soluzione personalizzata, adattabile alle proprie esigenze e ai propri spazi, può essere una sfida. Spesso i genitori si chiedono come poter arredare una cameretta piccola che possa essere in linea con le proprie necessità in termini pratici ed estetici ,

soprattutto se la cameretta piccola deve essere condivisa da due figli differenti per genere e età.

Un bambino di due anni ha esigenze diverso rispetto ad uno di otto,

e lo stesso può valere tra un maschio ed una femmina.

Insomma,

gli spazi ristretti non aiutano,

perciò,

organizzare e arredare una cameretta piccola può sembrare impossibile.

In realtà ,

come per tutti gli ambienti della casa, quello che serve è un buon progetto,

meglio non andare a caso.

Come arredare una cameretta piccola?

Quando si pensa a come poter arredare una cameretta piccola, tra le prime composizioni che possono venire in mente ci sono i letti a soppalco ed i letti a castello,

certo,

possono essere entrambi delle ottime soluzioni, ma non sono adatte a tutti.

Qualche genitore può avere l’ansia di far dormire nella parte alta i bambini ancora troppo piccoli,

altri hanno dei figli adolescenti che in un letto a castello profondo 2 mt non ci stanno,

insomma,

prima di valutare lo sviluppo in altezza dei letti, è bene capire in che modo è possibile sfruttare la superficie della cameretta.

Come arredare una cameretta: quanto misurano i letti, le scrivanie e gli armadi?

Per arredare una cameretta bisogna tener conto delle misure degli elementi che la comporranno.

l’elemento principale è il letto.

Le misure della struttura esterna del letto dipende dalla misura delle rete scelta.

come arredare una cameretta piccola laurahomeplanner.com

Considerate le misure della rete ,

le misure dell’ingombro totale del letto possono variare a seconda del materiale definito per la struttura,

ovvero,

con una rete singola 80cm x190 cm , scegliendo una struttura letto imbottita, le misure potrebbero aumentare di circa 10 cm,

dunque,

un letto con rete 80×190 cm potrebbe avere un ingombro complessivo di 90×200 cm.. e così via.

Scrivania e armadio che misure hanno?

A differenza del letto che ha misure abbastanza vincolate ,

la scrivania e l’armadio sono degli elementi che possono essere personalizzati,

questo perché le aziende produttrici di camerette offrono la possibilità di creare a misura sia i piani scrivania che i moduli degli armadi.

Le scrivanie piccole hanno solitamente una misure in larghezza di circa 80 cm per una profondità di 50 cm,

in realtà, un piano scrivania fatto in legno o in laminato può essere tagliato e raggiungere una misura inferiore,

o semplicemente può essere modellato e sostituito con una forma diversa da quella rettangolare .

come arredare una cameretta piccola laurahomeplanner.com

Lo stesso vale per i moduli che compongono gli armadi,

oltre alle misure standard di larghezza, 30, 40, 45, 60 cm .., le ante e le strutture possono in alcuni casi essere tagliate per soddisfare nicchie e spazi ristretti.

Come arredare una cameretta piccola: soluzioni idee e consigli

Anche se non apprezzate da tutti ,

le soluzioni migliori per arredare una cameretta piccola, sono quelle che sfruttano lo spazio in altezza:

  • Soppalchi
  • Letti a castello
  • Letti scorrevoli
  • Cameretta a ponte

queste tipologie di camerette spesso consentono di organizzare su un’unica parete letti, scrivania e armadio,

lasciando più spazio libero per giocare e muoversi liberamente.

La differenza tra i letti a soppalco o castello, rispetto a quelli scorrevoli, è sostanzialmente l’altezza.

Mentre i letti a soppalco e a castello hanno il letto superiore che solitamente parte ad una altezza di almeno 145 cm da terra,

i letti scorrevoli, possono avere altezze inferiori.

Ci sono due tipologie di letti scorrevoli,

quelli con binario a parete, lungo la quale scorrono i letti che poi si sovrappongono tra di loro durante il giorno per non ingombrare

e quelli scorrevoli su ruote

Immagine Pinterest

che possono essere posizionati indipendentemente dalla parete.

I miei consigli

Quando si deve arredare una cameretta piccola, ci sono degli aspetti fondamentali di cui tener conto:

  • le misure delle pareti
  • l’altezza disponibile
  • le esigenze funzionali
  • quante persone utilizzeranno la stanza
  • la luce naturale
  • la posizione di porte e finestre.
  • i colori delle pareti

L’articolo Come arredare una cameretta piccola proviene da Laura Home Planner.

3 Aprile 2025 / / Dettagli Home Decor

Michele Vitaloni + Partners firma il restyling di Villa Due a Forte dei Marmi, un progetto che rinnova in chiave contemporanea i canoni dell’architettura residenziale tipica della costa toscana. Con una sintesi perfetta tra estetica e funzionalità, il progetto propone linee essenziali e una raffinata continuità materica che trasformano lo spazio domestico in un’esperienza visiva e sensoriale unica.

Le scelte progettuali per Villa Due

Il restyling della villa si distingue per una facciata total white che integra l’uso della Pietra di Cardosio, una pietra autoctona lavorata con tagli geometrici e texture moderne. Il connubio con grandi lastre di gres porcellanato esalta l’armonia tra la tradizione toscana e il design contemporaneo. Gli olivi secolari, immersi in un landscape tropicale, completano l’ambiente esterno, che si integra perfettamente con il concept distintivo di Vitaloni.

Villa Due a Forte dei Marmi progetto Michele Vitaloni + Partners


progetto Michele Vitaloni + Partners progetto Michele Vitaloni + Partners

Piscina e colonne in pietra

Uno degli elementi distintivi del progetto è la piscina, che grazie all’uso del vetro offre una vista mozzafiato, con l’acqua che sembra sospesa nell’aria. Le colonne in Pietra di Cardosio ripetute lungo il profilo della villa creano un ritmo visivo, segnalando l’ingresso e rendendo la transizione tra interno ed esterno fluida e armoniosa. “Le colonne creano un ritmo visivo che segna il percorso d’ingresso”, racconta Michele Vitaloni, che ha voluto accentuare il dialogo tra gli spazi e l’ambiente naturale circostante.

Villa Due a Forte dei Marmi

Michele Vitaloni + Partners progetto di Michele Vitaloni + Partners

Riprogettazione degli spazi interni: funzionalità e comfort

Il progetto ha coinvolto tutti e tre i livelli della villa—piano terra, mezzanino e primo piano—con un’attenzione particolare alla continuità tra interno ed esterno. Per garantire uniformità tra gli spazi, il pavimento del portico esterno continua senza soluzione di continuità con quello interno, creando un dialogo fluido tra le due dimensioni.

Nel living, un camino incassato a muro diventa il centro estetico e funzionale dello spazio. L’elemento, esteso con un taglio continuo che arriva fino all’area destinata allo stoccaggio della legna, enfatizza la linearità e coerenza visiva degli ambienti. Ogni dettaglio contribuisce a una percezione di raffinatezza e essenzialità.

Michele Vitaloni + Partners

Villa Due a Forte dei Marmi: progetto di Michele Vitaloni + Partners progetto di Michele Vitaloni + Partners

Design contemporaneo e tradizione toscana: un perfetto equilibrio 

Il progetto di Michele Vitaloni riesce a conciliare l’architettura moderna con le persiane toscane tradizionali, mantenendo un equilibrio tra contemporaneità e storia. La villa si sviluppa su tre livelli con ampi spazi aperti. Cucina, area pranzo e salotti si interconnettono in un unico flusso visivo che si estende verso l’esterno.

Le scelte di materiali di alta qualità, come quelli provenienti da marchi d’eccellenza come Living Divani, Flexform e Kamran, arricchiscono il progetto, mantenendo sempre un filo conduttore tra architettura e design degli arredi. Ogni dettaglio è pensato per migliorare la qualità abitativa e garantire comfort.

La scala in legno, elemento centrale del progetto, è valorizzata da un’illuminazione studiata ad hoc. La luce esalta i suoi profili e crea un gioco di luci e ombre, sottolineando la sua eleganza. La combinazione di colori grigio, marrone e bianco in tutto l’ambiente gioca un ruolo fondamentale nell’armonizzare gli spazi, con il grigio che conferisce modernità, mentre il marrone introduce calore e un forte legame con la natura circostante.

Villa Due a Forte dei Marmi

Soluzioni per l’outdoor

Una delle soluzioni più innovative del progetto è l’area outdoor. Lo spazio è dotato di un tendaggio motorizzato che consente di scegliere tra un pranzo all’aperto o uno spazio protetto. Come spiega Vitaloni, “Forte dei Marmi si nutre di proposte Outdoor, il piacere di vivere la natura“. La scelta di materiali e l’inserimento di elementi come il gres bianco e la pietra contribuiscono a creare un’atmosfera senza tempo. Ogni dettaglio è pensato per esaltare l’ambiente circostante.

Conclusione: un progetto unico firmato Michele Vitaloni + Partners

Il restyling di Villa Due a Forte dei Marmi è un perfetto esempio di come l’architettura contemporanea possa integrarsi con la tradizione, rispettando l’ambiente naturale e creando spazi abitativi funzionali ed esteticamente raffinati. Ogni dettaglio, dalla facciata all’arredamento, racconta una storia di eleganza e innovazione, mantenendo sempre un legame profondo con il territorio toscano.

 

Progetto: Michele Vitaloni + Partners

Fotografie: Diego Laurino Fotografo

 

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3 Aprile 2025 / / Dettagli Home Decor

Tra i protagonisti della Milano Design Week 2025 ci saranno anche le Topolino Gallo.  Per l’occasione, infatti, Gallo e Fiat Topolino lanciano una collaborazione unica, celebrando la sostenibilità, la libertà di movimento e l’energia del colore. Un’inedita fusione di design e innovazione, che trasforma Milano in un palcoscenico visivo, dove la Topolino 100% elettrica, reinterpretata con le grafiche distintive di Gallo, prende vita.

Fiat Topolino Gallo 100% elettrica alla Milano Design Week

Le Fiat Topolino firmate GALLO

Alla Milano Design Week vedremo la Fiat Topolino vestita con quattro esclusivi design firmati Gallo, che si ispirano ai suoi iconici motivi. La prima livrea, in particolare, rende omaggio alle famose righe multicolor Gallo, rielaborate partendo dall’esclusivo Verde Vita di Topolino. Il risultato è un’auto che diventa un’opera d’arte su ruote, in cui l’alternanza cromatica accentua il dinamismo e la vitalità della vettura.

Oltre a questa versione, altre tre grafiche saranno svelate durante la Milano Design Week (8-13 aprile). Queste si ispirano a tre classici del brand Gallo: le eleganti righe bicolore, la vivacità dei pois e una fantasia geometrica iconica, simbolo della collezione Primavera/Estate 2025. Le vetture saranno visibili nel cuore del Durini Design District, presso il negozio Gallo di via Durini 26, dove l’arte della moda incontra quella dell’automobile in un gioco di colori che spezza il grigio metropolitano di Milano.

Gallo veste le Fiat Topolino elettriche

Estetica e sostenibilità

La collaborazione GALLO e Fiat Topolino non è solo una celebrazione della creatività e della sostenibilità, ma anche un invito a vivere la città in modo nuovo. Fiat Topolino, simbolo di mobilità urbana sostenibile e accessibile, offre un’esperienza di guida unica, pensata per un pubblico giovane (dai 14 anni in su). Durante la settimana del design, le Topolino firmate Gallo circoleranno per le strade di Milano, trasformandosi in un manifesto visivo del progetto: un inno alla mobilità responsabile, dove estetica e sostenibilità si incontrano. Inoltre, sarà possibile testare le vetture per provare direttamente l’esperienza di guida elettrica e colorata che offre Topolino Gallo.

Fiat Topolino firmata Gallo

Le calze Gallo in edizione speciale

Non solo auto, ma anche il punto vendita Gallo di Via Durini sarà trasformato per l’occasione. La vetrina e gli interni del negozio rifletteranno la stessa energia e creatività delle vetture, offrendo un’esperienza immersiva nel mondo delle Topolino firmate Gallo. Chi desidera portare a casa un pezzo di questa esclusiva collaborazione potrà acquistare un’edizione limitata di calze in morbido cotone, impreziosite dall’immagine della Topolino multicolor, un must-have per gli appassionati di design.

Calze Topolino Gallo in edizione speciale per la Design Week

Le calze in edizione speciale, create appositamente per l’evento, saranno disponibili a partire dal 7 aprile nelle boutique Gallo di Milano (Via Manzoni 16, Via Durini 26, Corso Vercelli 31), presso il corner di Rinascente, negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e sul sito ufficiale gallo1927.com. Un omaggio per tutti gli appassionati di design e architettura che visiteranno Milano durante la Design Week.

Gallo e Fiat, un binomio che celebra la libertà, l’energia creativa e una visione sostenibile della mobilità urbana. Milano sarà colorata, dinamica e più green che mai dal 8 al 13 aprile 2025.

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3 Aprile 2025 / / Laura Home Planner

Come home planner, so bene quanto la scelta degli infissi possa fare la differenza tra una casa confortevole e una che disperde energia, provoca spifferi e necessita di continue manutenzioni.

Uno degli errori più comuni che vedo è valutare gli infissi solo per l’estetica o per il costo iniziale, trascurando aspetti fondamentali come l’isolamento termico, acustico e la corretta installazione.

infissi laurahomeplanner

Capire le esigenze della casa: l’analisi iniziale

Quando lavoro a un progetto, il primo passo è analizzare a fondo la struttura dell’edificio e il suo contesto. Ogni casa è unica, quindi bisogna considerare:

  • Zona climatica: Una casa in montagna ha esigenze molto diverse da una situata in una zona costiera.
  • Esposizione solare: Le stanze più esposte al sole richiedono vetri a controllo solare, mentre quelle più fredde necessitano di infissi ad alto isolamento.
  • Tipo di edificio: Un edificio storico avrà vincoli estetici, mentre una nuova costruzione permette maggiore libertà progettuale.

Questa analisi mi permette di identificare le priorità e consigliare materiali e tipologie di infissi specifici.

Materiali per infissi: scegliere con consapevolezza

Nel mio lavoro considero sempre i materiali come elemento chiave per la durata e l’efficienza degli infissi. Ecco le principali opzioni che suggerisco ai miei clienti:

  • Legno: Un materiale naturale che regala calore e fascino. Offre ottimo isolamento termico e acustico, ma richiede manutenzione periodica. Perfetto per case rustiche o in stile classico.
  • Alluminio: Resistente e versatile, ideale per grandi vetrate. Consiglio sempre la versione a taglio termico, che elimina il rischio di condensa e migliora l’isolamento. È perfetto per progetti moderni e minimalisti.
  • PVC: Efficiente e conveniente, con ottime proprietà isolanti e una manutenzione quasi nulla. Tuttavia, deve essere di qualità certificata per evitare deformazioni nel tempo.
  • Sistemi Misti: Per i clienti più esigenti, propongo legno-alluminio o PVC-alluminio, che combinano l’eleganza interna con la resistenza esterna. Sono la soluzione ideale per chi cerca durata, design e alte prestazioni.

La scelta dei vetri: doppio o triplo?

Un altro punto che affronto sempre con attenzione è la scelta del vetro. Il vetro rappresenta oltre il 70% della superficie di una finestra e incide in modo determinante sull’efficienza energetica.

  • Doppio Vetro: Ideale per la maggior parte delle case in aree urbane o a clima mite.
  • Triplo Vetro: Indispensabile in zone fredde o molto ventose. Offre isolamento termico e acustico superiore, ma richiede una valutazione economica accurata.

Qui alcune info più dettagliate.

La posa in opera: il vero cuore del progetto

Anche gli infissi migliori possono risultare inefficienti se installati male. Raccomando sempre una posa in opera certificata per evitare problemi futuri come spifferi, condensa e persino muffa. Collaboro con installatori qualificati che seguono le linee guida più rigide del settore.

Valutare il budget: investimento o spesa?

Quando i clienti mi chiedono quanto costano gli infissi, rispondo sempre che dipende dall’approccio. Un infisso economico può sembrare vantaggioso a breve termine, ma spesso comporta costi nascosti legati alla manutenzione, alla sostituzione precoce e al dispendio energetico.

  • Qualità come Investimento: Suggerisco sempre di considerare gli infissi come un investimento che valorizza la casa, migliora il comfort abitativo e riduce le spese energetiche.

Non dimentico mai di informare i clienti sui bonus fiscali disponibili, che permettono di ammortizzare una parte significativa dei costi di sostituzione degli infissi grazie agli incentivi per l’efficienza energetica e le ristrutturazioni.

Design e colore, armonia e stile

Infine, il lato estetico.

Come home planner, so che la coerenza stilistica è fondamentale per creare ambienti armoniosi e piacevoli. Consiglio colori e finiture che si integrano con il progetto d’arredo complessivo, evitando contrasti che potrebbero risultare sgradevoli nel lungo periodo.

La scelta giusta per una casa perfetta

Scegliere gli infissi giusti non è solo una questione tecnica, ma un mix di competenze che coinvolge design, efficienza energetica e installazione.

Con l’esperienza di un home planner, puoi evitare errori costosi e ottenere un risultato duraturo, esteticamente impeccabile e a misura delle tue esigenze. Per me, ogni progetto è un’opportunità per creare ambienti che migliorano davvero la vita quotidiana di chi li abita.

L’articolo Come scelgo gli infissi: consigli di un home planner per evitare errori costosi proviene da Laura Home Planner.

3 Aprile 2025 / / La Gatta Sul Tetto

Orizzonti è il progetto realizzato dallo studio Zanellato/Bortotto per l’edizione Fuorisalone 2025 del mitico Brera Design Apartment.

Orizzonti
Sedie Patio / Ethimo :: Tavolo Patio / Ethimo :: Arazzo Cime / Saba :: Mobile Lunardelli Venezia :: Tappeto Sky / cc-tapis :: Lampada Moon / Davide Groppi :: Pareti Sikkens :: PH VALENTINA SOMMARIVA
Brera Design Apartment, Via Palermo 1, Milano
VISITARE L’APPARTAMENTO
Design Week 7 -13 aprile, 10:00-18:00
solo su appuntamento per la stampa e inviti dei partner

Nel cuore del distretto Brera Design District si trova l’ormai mitico Brera Design Apartment, un luogo d’incontro per aziende e professionisti del settore. 

L’appartamento si sviluppa su 100 mq divisi in 4 ambienti, all’interno di un edificio ottocentesco, tipicamente milanese. Soffitti alti, stanze ampie, grandi finestre. In occasione della Milano Design Week, a partire dal 2016, l’appartamento viene affidato a designer e architetti per un restyling a tema. Le aziende selezionate possono presentare le loro collezioni ambientate in un luogo che rispecchia una normale abitazione. Questo concept, all’epoca innovativo, ora lo si vede applicato anche ad altre realtà, ma forse l’appartamento in via Palermo 1 è stato tra i pionieri. Vediamo cosa propone per il Fuorisalone 2025.

Orizzonti, il progetto firmato dallo studio Zanellato/Bortotto

Il progetto presentato al Brera Design Apartment nel 2025 si ispira al tema generale del Fuorisalone, ovvero “Mondi Connessi”. Daniele Bortotto e Giorgia Zanellato, direttori creativi dello studio Zanellato/Bortotto, hanno curato il progetto, in collaborazione con Nathalie Borgeaud.

Orizzonti

Il focus è posto sulla qualità artigianale, in una cornice rispetta la storia della location, la memoria e la tradizione. Tuttavia, l’allestimento riesce a disorientare il visitatore, aprendo nuovi orizzonti. Pezzi d’arte, visioni cinematografiche, immagini, appunti, sono disseminati lungo il percorso per stimolare una riflessione. I due designer trovano un perfetto equilibrio, connettendo appunto le loro visioni, spesso divergenti.

Ogni ambiente è modulato su una specifica suggestione, progettato su misura e riflette un frammento di vita quotidiana. Il progetto non chiuderà le porte una volta conclusa la design week, ma proseguirà con incontri, cene e talk durante il mese di maggio.

Le aziende partner 

La realizzazione pratica del progetto vede la partecipazione di diversi partner, a cominciare dal coordinamento di Artecasa, azienda specializzata nell’edilizia e nell’impiantistica.

Seguono i “main partner” Bolzan e Botteganove, rispettivamente per l’allestimento della camera da letto e piastrelle in ceramica.

Seguono alcune aziende italiane ed europee che hanno contribuito ad arredare l’appartamento con arredi, complementi, tessili, accessori e finiture.

Il progetto Orizzonti stanza per stanza

All’ingresso dell’appartamento il tema è “Campi”, ispirato ai paesaggi ritratti dal fotografo Ghirri. 

Segue un lungo corridoio lungo il quale sono distribuite le stanze. Qui il tema è lo “Spazio”, e l’orizzonte immaginato è quello del tramonto visto da un aereo in volo. Suggestivo “l’effetto scatola”, con la finitura blu notte che riveste pareti, soffitto e pavimento.

Passando alla sala da pranzo, il tema è ispirato alle “Barene”, le tipiche porzioni di terreno della laguna veneta, dipinte da Virgilio Guidi.

La zona living è costruita attorno al tema “Caìgo”, la bruma che avvolge la laguna veneziana nelle giornate più fredde. Orizzonte dai tratti indefiniti sottolineato da una mensola in legno realizzata da Lunardelli Venezia, a sorreggere opere di artisti contemporanei.

“Deserto” è l’orizzonte che caratterizza la camera da letto, nello specifico quello della Namibia, con i suoi colori incandescenti. Foto e ricordi di viaggio punteggiano lo spazio e lo personalizzano.

Per finire, la sala da bagno si ispira a “Vulcano”, con un orizzonte irregolare segnato dalla linea di demarcazione tra il mosaico del rivestimento e la pittura della parete. Le tessere, realizzate da Botteganove e Rezina, integrano pigmenti ricavati da polveri vulcaniche.

Per info: sito ufficiale

2 Aprile 2025 / / Dettagli Home Decor

In occasione della Milano Design Week 2025, Konel Inc., NTT DX Partner Inc. e SOXAI Inc. presentano il rivoluzionario ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM, un sistema di tecnologia indossabile progettato per ottimizzare il riposo. Questo innovativo prodotto si inserisce nel programma del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese (METI) e rappresenta un passo significativo nell’evoluzione dei Registri Sanitari Personali (PHR), con l’obiettivo di migliorare la gestione della salute personale attraverso strumenti tecnologici avanzati. Presentato per la prima volta al pubblico nel cuore di Harajuku, Tokyo, ZZZN ha suscitato grande interesse a livello nazionale e internazionale, sottolineando il ruolo centrale della digitalizzazione nella salute e nei servizi sanitari.

ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM

Un futuro del riposo più connesso e rigenerante con ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM

In un mondo sempre più frenetico, dove il tempo per la disconnessione mentale e fisica è ridotto, ZZZN introduce un nuovo approccio al riposo.  ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM introduce un nuovo approccio al riposo, basato sul concetto di disconnessione per rigenerarsi. Grazie all’analisi in tempo reale dei dati PHR, il sistema identifica il momento ottimale per il nap, favorendo un recupero energetico naturale e contribuendo al miglioramento del benessere personale.

piumini ZZZN esposti a Tokyo

Funzionalità avanzate e design innovativo 

ZZZN è un sistema di supporto al riposo che integra dati biometrici per ottimizzare il sonno breve. L’apparecchio si avvale di anelli biometrici intelligenti, dispositivi in grado di monitorare i parametri fisiologici. Questi dati vengono analizzati in tempo reale per individuare il momento ideale per il riposo. Attraverso l’uso di suoni e illuminazione integrati nell’indumento, ZZZN guida l’utente in un ciclo di sonno di 20 minuti, favorendo un rilassamento profondo e un risveglio graduale e naturale, ottimizzando così il recupero energetico e il benessere complessivo.

piumino ZZZN per riposare ovunque

Caratteristiche principali del piumino ZZZN

  1. Monitoraggio biometrico

Il sistema utilizza SOXAI RING 1, l’anello biometrico di SOXAI, per monitorare parametri come le fasi del sonno, i livelli di stress e la frequenza cardiaca. In base ai dati rilevati, gli elementi sonori e luminosi integrati nell’abbigliamento si adattano in tempo reale per ottimizzare il riposo.

  1. Design del suono

Le cuffie integrate con isolamento acustico riproducono due tipi di frequenze studiate per favorire l’addormentamento, regolando il suono dinamicamente in base allo stato dell’utente.

  1. Effetti di illuminazione

L’illuminazione dinamica favorisce il rilassamento e il risveglio: la luce rossa simula il tramonto per facilitare l’addormentamento, mentre la luce blu stimola un risveglio graduale e naturale, entrambe regolate in base alle condizioni dell’utente.

  1. Design ispirato alla tradizione

Il design si ispira alla tradizionale vestaglia da notte giapponese Yogi, reinterpretata in chiave moderna. Polsini e orli regolabili permettono una compressione personalizzata mentre l’imbottitura in Photon® garantisce un isolamento leggero e confortevole.

  1. Modalità di riposo personalizzate

Il design modulare include un cappuccio rimovibile con un cuscino ad aria interno per supportare il collo. Gli utenti possono regolare la copertura in base all’ambiente, alla temperatura e alle proprie esigenze di riposo, adattando in modo ottimale.

ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM

ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM

Via Palermo, 11, 20121 Milano

Mappa: https://maps.app.goo.gl/bAvh7KfqwpoyCSaNA

Date: 7 aprile –13 aprile, 2025

Orari: 10.00 – 19.00

Visita il sito ufficiale: konel.jp/works/zzzn_sleep_apparel_system/

 

L’articolo ZZZN SLEEP APPAREL SYSTEM: l’innovativo sistema di tecnologia indossabile per il riposo arriva alla Milano Design Week proviene da dettagli home decor.

1 Aprile 2025 / / Dettagli Home Decor

In occasione della Milano Design Week 2025, Brera Design District presenta in anteprima “Orizzonti”, il nuovo allestimento del Brera Design Apartment, curato dallo studio Zanellato/Bortotto. Situato nel cuore di Brera, in Via Palermo 1, l’appartamento, che negli anni ha ospitato numerosi progetti, si reinventa quest’anno attraverso un concept che risponde al tema del Fuorisalone “Mondi Connessi”.

“Orizzonti” è un vero e proprio manifesto progettuale che esplora il concetto di connessione tra mondi, contaminazioni e visioni. L’allestimento, che si protrarrà anche oltre la Milano Design Week, sarà animato da una serie di eventi, tra cui talk, cene e incontri, tutti su appuntamento.

Brera Design Apartment 2025 firmato studio Zanellato/Bortotto
ph. Valentina Sommariva

Ideato dai creativi Daniele Bortotto e Giorgia Zanellato, con la collaborazione di Nathalie Borgeaud, il progetto si propone come un riflesso della poetica dello studio, che celebra la maestria artigianale, la storia dei luoghi e l’utilizzo di materiali e superfici per raccontare nuove storie. “Orizzonti” si ispira alla parola greca che definisce la linea che separa la terra dal cielo, un concetto che, nel corso della storia, ha simboleggiato il legame tra il tangibile e l’infinito, tra il visibile e l’ignoto.

Lo studio Zanellato/Bortotto ha progettato questo percorso per disorientare e invitare alla riflessione, spingendo i visitatori a cambiare prospettiva e a porsi nuove domande. L’allestimento esplora la sinergia tra le visioni e i punti di vista dei due designer, trasformando i cinque ambienti dell’appartamento in spazi su misura, ognuno ispirato a un “mondo” da vivere quotidianamente.

Ogni stanza racconta una storia unica attraverso un sapiente gioco di colori, superfici e materiali, che rispecchiano la tradizione artigianale e la memoria storica dei luoghi. Il risultato è una narrazione visiva che intreccia mondi lontani ma connessi, attraverso una combinazione di materiali pregiati e sperimentazioni cromatiche. Questo progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Artecasa, il general contractor milanese che ha curato la realizzazione e i dettagli.

Gli ambienti del Brera Design Apartment

Ingresso

L’ingresso si ispira ai “Campi”, paesaggi rurali estivi che evocano la fotografia di Luigi Ghirri. Il design combina ceramiche artigianali e giochi cromatici, creando un’atmosfera leggera e luminosa. Il bancone cucina in acciaio di Alpes Inox è rivestito con ceramica refrattaria, parte di una nuova collezione di Botteganove. La parete tessile flessibile di Bolzan e le stoffe della collezione Nomad di Fischbacher 1819 conferiscono morbidezza e dinamismo, mentre la lampada Sottile di Davide Groppi illumina l’ambiente con delicatezza.

Brera Design Apartment  allestimento 2025 studio Zanellato/Bortotto
ph. Valentina Sommariva
allestimento appartamento in Brera per la Design Week 2025
ph. Valentina Sommariva

Sala da pranzo

“Barene” è la sala da pranzo ispirata alla marina di San Giorgio a Venezia, con un composito cromatico ispirato ai dipinti di Virgilio Guidi. Il grande tavolo in travertino di Ethimo e il mobile in legno di Lunardelli Venezia raccontano la tradizione, mentre l’arazzo in pibiones di Saba, disegnato da Zanellato/Bortotto, aggiunge un tocco di eleganza. La collezione Barene di Botteganove rende omaggio alla laguna veneziana con piastrelle decorate in smalto.

Brera Design Apartment firmato dallo studio Zanellato/Bortotto
ph. Valentina Sommariva
madia su misura di FENIX®
ph. Valentina Sommariva

Zona Living

La zona living “Caìgo” è caratterizzata da una mensola in legno di Lunardelli Venezia, che espone opere contemporanee. I divani Vela di Saba, con il loro rivestimento in lana Fischbacher 1819, creano un punto di comfort, mentre il tavolo da caffè di Delsavio 1910 in grigio carnico, realizzato con una tecnica esclusiva, si impone come un’opera d’arte. Una madia su misura di FENIX® conclude il viaggio visivo, con intarsi che richiamano orizzonti lontani.

Brera Design Apartment firmato dallo studio Zanellato/Bortotto
ph. Valentina Sommariva
boiserie su misura di FENIX®
ph. Valentina Sommariva

Camera da letto

Ispirata al “Deserto” della Namibia, la camera da letto offre un’atmosfera calda e avvolgente, con materiali naturali e tonalità morbide. La boiserie su misura di FENIX® e il letto in legno e ferro battuto di Bolzan sono protagonisti, insieme alle pareti tessili ricamate di Fischbacher 1819. La ricerca della matericità si riflette nel pavimento in moquette di Radici e nel tappeto di CC-Tapis.

Corridoio

Il corridoio, ispirato al tramonto visto dall’alto, è caratterizzato da pareti blu profonde e dettagli luminosi che creano un’atmosfera misteriosa. Le resine di Rezina creano una sfumatura arancione che richiama l’orizzonte al tramonto, mentre le nicchie ospitano immagini su schermi Samsung che proiettano paesaggi lontani.

milano design week 2025
ph. Valentina Sommariva
Brera Design Apartment firmato dallo studio Zanellato/Bortotto
ph. Valentina Sommariva

Stanza da bagno

La stanza da bagno rende omaggio al “Vulcano”, con mosaici materici e pigmenti ispirati ai paesaggi lunari dell’Etna. Un dialogo tra Botteganove e Rezina crea un’atmosfera unica, con arredi e rubinetteria di Agape che completano il progetto.

Partner principali e sponsor del Brera Design Apartment

Main Partner di Orizzonti sono Artecasa, Bolzan e Botteganove, mentre i Partner includono Agape, Davide Groppi, Delsavio 1910, Ethimo, FENIX®, Fischbacher 1819, Lunardelli Venezia, Moroso, Rezina, Saba, Sikkens, e Wall&Decò. Particolari e sfumature di ogni ambiente sono arricchiti anche da una selezione di pezzi da collezione provenienti dalla Galleria Luisa delle Piane. Un sentito ringraziamento va anche ad Acqua di Parma, Alpes Inox, cc-tapis, Green Wise, Lanerossi, Radici Carpet e Samsung.

 

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1 Aprile 2025 / / Coffee Break


La luce naturale è un elemento essenziale nella progettazione, influenzando
non solo l’estetica degli spazi abitativi, ma anche il benessere degli
occupanti e l’efficienza energetica. L’integrazione consapevole della luce
naturale nei progetti architettonici richiede un’attenta analisi
dell’orientamento, dell’uso dei materiali, della geometria spaziale e
dell’adozione di tecnologie innovative. Studi dimostrano che gli ambienti ben
illuminati naturalmente favoriscono l’umore e la produttività, rendendoli
ideali per gli spazi abitativi dove il comfort è prioritario. Nella
progettazione di ville di alto livello, l’ampio budget a disposizione offre
all’architetto la libertà di adottare soluzioni come finestre su misura e
pareti vetrate, opzioni che non sono certo accessibili a tutte le tasche.

Tuttavia, alcune considerazioni progettuali sono relativamente indipendenti
dal budget: ciò che fa la differenza è l’amore con cui il progettista cura
ogni dettaglio, creando ambienti dove la luce diventa protagonista attraverso
soluzioni raffinate e studiate con sensibilità.

Orientamento e Geometria Architettonica

L’orientamento dell’edificio e la sua geometria giocano un ruolo cruciale
nella massimizzazione della luce naturale. Un esempio emblematico è Villa K
(Paul de Ruiter Architects), dove la posizione a sud e la struttura
orizzontale consentono un afflusso ottimale di luce solare, riducendo il
bisogno di illuminazione artificiale. Il tetto aggettante protegge gli
ambienti interni dall’abbagliamento diretto, mentre le ampie vetrate senza
interruzioni creano una connessione fluida tra interno ed esterno.

Materiali, Luce e Spazio: Un Dialogo Armonioso

L’uso di materiali trasparenti e riflettenti amplifica la diffusione della
luce all’interno degli ambienti, trasformando la luminosità in un elemento
progettuale dinamico. Nella Natural Light Residence, le ampie vetrate e
l’eliminazione di elementi superflui valorizzano la luce naturale, creando un
dialogo armonioso tra interno ed esterno. Allo stesso modo, la luce naturale
interagisce con colori e texture, arricchendo gli spazi di sfumature mutevoli
nel corso della giornata. Nella Carrillo Residence, i giochi di luce e ombra
proiettati dalla vegetazione circostante aggiungono profondità e dinamismo
agli interni, trasformandoli in ambienti vivi e in continua evoluzione.

Design Biofilico e Benessere

Il design biofilico è un approccio alla progettazione che integra elementi
naturali negli spazi costruiti per favorire il benessere psicofisico degli
abitanti. Uno degli aspetti fondamentali di questa filosofia è l’uso
strategico della luce naturale, che non solo migliora la qualità della vita,
ma incide anche sull’impronta ecologica degli edifici. L’esposizione alla luce
solare contribuisce alla regolazione del ritmo circadiano, stimolando la
produzione di melatonina e favorendo la sintesi della vitamina D, elementi
essenziali per il benessere fisico e mentale. Inoltre, massimizzare
l’illuminazione naturale riduce la necessità di fonti artificiali, abbattendo
il consumo energetico e, di conseguenza, le emissioni di CO₂ legate alla
produzione di elettricità. Questo approccio, oltre a garantire ambienti più
salubri e confortevoli, rappresenta una strategia efficace per ridurre il
carbon footprint degli edifici, contribuendo alla sostenibilità ambientale su
larga scala.

Esempio emblematico: Villa Mairea di Alvar Aalto

Un esempio dell’uso magistrale della luce naturale in una villa di lusso è
Villa Mairea, progettata dall’architetto finlandese Alvar Aalto. In questa
residenza, la luce naturale è stata utilizzata per esaltare le qualità
architettoniche e ambientali dell’edificio, creando un equilibrio armonioso
tra spazi interni ed esterni. Aalto ha saputo sfruttare la luce solare per
modellare gli ambienti, garantendo un comfort visivo ottimale e un’esperienza
abitativa unica.

L’integrazione della luce naturale nelle ville di lusso non è solo una scelta
estetica, ma un principio progettuale che unisce sostenibilità, benessere ed
eleganza. Dall’orientamento alla scelta dei materiali, dalla tecnologia alla
progettazione biofilica, ogni dettaglio concorre a creare ambienti che non
solo appaiono straordinari, ma migliorano anche la qualità della vita di chi
li abita. Un’architettura ben concepita sfrutta il potenziale della luce
naturale per trasformare gli spazi in luoghi di armonia, comfort e bellezza
senza tempo.

Natural Light and Luxury Villas: Between Aesthetics and Well-being

Natural light is an essential element in architectural design, influencing
not only the aesthetics of living spaces but also the well-being of
occupants and the energy efficiency of buildings. The conscious integration
of natural light in architectural projects requires careful analysis of
orientation, material selection, spatial geometry, and the adoption of
innovative technologies. Studies show that well-lit environments naturally
enhance mood and productivity, making them ideal for residential spaces
where comfort is a priority. In high-end villa design, a generous budget
allows architects the freedom to implement solutions such as custom windows
and glass walls—options that are not accessible to everyone. However, some
design considerations remain relatively independent of budget: what truly
makes a difference is the care and passion with which the architect refines
every detail, creating spaces where light becomes the protagonist through
sophisticated and sensitively crafted solutions.

Orientation and Architectural Geometry

The orientation of a building and its geometry play a crucial role in
maximizing natural light. A prime example is Villa K (Paul de Ruiter
Architects), where its south-facing position and horizontal structure allow
optimal sunlight intake, reducing the need for artificial lighting. The
overhanging roof protects interiors from direct glare, while uninterrupted
glass facades create a seamless connection between indoor and outdoor
spaces.

Materials, Light, and Space: A Harmonious Dialogue

The use of transparent and reflective materials enhances the diffusion of
light within interiors, transforming brightness into a dynamic architectural
element. In the Natural Light Residence (Infinity Design), large glass walls
and the removal of unnecessary elements enhance natural light, fostering a
harmonious dialogue between indoor and outdoor spaces. Similarly, natural
light interacts with colors and textures, enriching interiors with
ever-changing shades throughout the day. In the Carrillo Residence, the
interplay of light and shadow cast by surrounding vegetation adds depth and
dynamism to interiors, making them vibrant and constantly evolving.

Biophilic Design and Well-being

Biophilic design is an architectural approach that integrates natural
elements into built spaces to promote physical and psychological well-being.
A key aspect of this philosophy is the strategic use of natural light, which
not only improves quality of life but also affects the ecological footprint
of buildings.

Iconic Example: Villa Mairea by Alvar Aalto

An outstanding example of masterful natural light use in a luxury villa is
Villa Mairea, designed by Finnish architect Alvar Aalto. In this residence,
natural light was employed to enhance the architectural and environmental
qualities of the building, creating a harmonious balance between indoor and
outdoor spaces.

The integration of natural light in luxury villas is not merely an
aesthetic choice but a design principle that combines sustainability,
well-being, and elegance. From orientation to material selection, from
technology to biophilic design, every detail contributes to creating spaces
that not only appear extraordinary but also enhance the quality of life for
those who inhabit them. Well-conceived architecture harnesses the power of
natural light to transform spaces into places of harmony, comfort, and
timeless beauty.

1 Aprile 2025 / / Casa Poetica

Organizzare piatti e stoviglie - Casa Poetica

Organizzare piatti e stoviglie in modo efficace non è solo una questione di ordine, ma un vero e proprio strumento per ottimizzare lo spazio, semplificare la gestione quotidiana e rendere la cucina più funzionale.

Se i tuoi pensili sono pieni di stoviglie impilate senza logica o se trovare un coperchio è un’impresa, significa che è il momento di organizzare piatti e stoviglie in modo strategico. Inoltre, se hai un servizio che usi solo per le “occasioni speciali”, forse è ora di riconsiderare questa abitudine. Non c’è bisogno di ospiti per apparecchiare con cura: meritiamo di mangiare in piatti belli ogni giorno.

Vediamo come organizzare piatti e stoviglie per rendere la cucina più ordinata e funzionale.



Fare spazio: serve davvero tutto quello che abbiamo?

Prima di parlare di come organizzare, la domanda da farsi è: ho davvero bisogno di tutte queste stoviglie?

Non si tratta di eliminare tutto, ma di tenere solo ciò che usiamo davvero e che ci fa stare bene. Se nel mobile c’è un servizio di piatti che non tocchi da anni, forse è il momento di dargli nuova vita e di usarlo più spesso. E se hai tazze o piatti scheggiati, meglio liberare spazio per oggetti integri e funzionali.

Cosa valutare prima di organizzare piatti e stoviglie

  • Piatti sbeccati o rovinati → da eliminare.
  • Stoviglie che usi raramente → prova a metterle in uso, senza aspettare un’occasione speciale.
  • Doppioni eccessivi → avere dieci insalatiere quando ne usi due è solo spazio sprecato.
  • Oggetti difficili da raggiungere → se devi fare fatica per prendere qualcosa, probabilmente non è nel posto giusto

Liberarsi del superfluo non è una rinuncia, ma un modo per semplificare e valorizzare ciò che hai.



Dove e come sistemare i piatti per trovarli subito

I piatti sono tra gli oggetti più usati in cucina e vanno sistemati in modo da essere facili da prendere, senza spostare troppe cose ogni volta.

Strategie per organizzare piatti e stoviglie nei pensili

  • Impilarli in modo strategico → Piatti piani, fondi e da dessert devono essere in pile separate.
  • Usare ripiani aggiuntivi → Se il pensile è alto, inserire una mensola per sfruttare lo spazio verticale senza creare torri instabili.
  • Divisori verticali per piatti → Ideali per evitare di impilarli eccessivamente e per prenderli con una sola mano.
  • Piatti quotidiani a portata di mano → Quelli che usi ogni giorno devono stare nel punto più comodo.
  • Servizi per le occasioni speciali → Se hai piatti che usi di rado, posizionali nei ripiani più alti o in un mobile separato.

Se ti rendi conto che usi sempre gli stessi piatti e ignori quelli più belli, prova a invertirli: usa i tuoi piatti migliori tutti i giorni e trasforma ogni pasto in un momento più piacevole.



Stoviglie, pentole e coperchi: dove metterli per una cucina più fluida

Le stoviglie vanno organizzate non solo per tipologia, ma anche in base alla loro funzione. Un errore comune è riporre pentole, coperchi e utensili senza una logica, rendendo difficile trovarli quando servono.

Come organizzare pentole e stoviglie in modo intelligente

  • Pentole e padelle vicino ai fuochi → Per evitare di dover attraversare la cucina ogni volta che cucini.
  • Coperchi separati dalle pentole → Spesso si impilano in modo scomodo, meglio tenerli in un porta-coperchi verticale o appenderli all’interno dell’anta.
  • Pirofile e teglie impilate per grandezza → Le più grandi in basso, le più piccole sopra. Se lo spazio è ridotto, i divisori verticali possono aiutare a tenere tutto in ordine.
  • Utensili lunghi e mestoli → Meglio in un portautensili su piano o in un cassetto diviso in scomparti, per evitare l’effetto “cassetto del caos”.

I coperchi sono uno degli oggetti più problematici da sistemare, ma esistono diverse soluzioni per tenerli ordinati: porta-coperchi regolabili, organizer adesivi per l’interno delle ante o divisori nei cassetti.



Bicchieri, tazze e oggetti piccoli: come evitare il disordine

Le tazze e i bicchieri sono spesso un punto critico nell’organizzazione della cucina: occupano molto spazio e tendono a creare disordine se non sistemati bene.

Strategie per tenerli in ordine

  • Tazze e bicchieri vicino alla zona colazione o bevande → Così saranno più accessibili quando servono.
  • Ganci sotto i ripiani per le tazze → Ottimo per sfruttare lo spazio in altezza.
  • Impilare solo se necessario → Bicchieri e tazze si impilano bene solo se sono della stessa serie, altrimenti meglio separarli per evitare instabilità.
  • Tenere a portata di mano quelli più usati → Se c’è una tazza preferita, perché nasconderla dietro a tazze che non usi mai?

Se la tua collezione di tazze è eccessiva e riempie un intero pensile, considera di eliminare quelle che non usi più e tenere solo le tue preferite.



Strumenti utili per organizzare piatti e stoviglie in modo ottimale

Utilizzare gli strumenti giusti può fare la differenza tra una cucina in ordine e un mobile caotico.

Accessori che semplificano l’organizzazione

  • Divisori per piatti → Ideali per piatti sistemati in verticale.
  • Scolapiatti da pensile → Mantengono l’ordine e permettono di far asciugare i piatti senza accumuli.
  • Cestini e organizer per stoviglie piccole → Perfetti per raccogliere accessori come posate da portata e apribottiglie.
  • Ripiani aggiuntivi → Creano livelli nei pensili per ottimizzare lo spazio.
  • Porta-coperchi e porta-pentole verticali → Permettono di accedere facilmente a ciò che serve.

Per organizzare piatti e stoviglie in modo efficiente, è importante scegliere accessori che si adattino alla tua cucina e alle tue esigenze.



Creare una cucina più funzionale con soluzioni semplici

Organizzare piatti e stoviglie non deve essere un’impresa complicata, ma un modo per rendere la cucina più pratica e armoniosa. Basta ridurre il superfluo, posizionare gli oggetti in modo intuitivo e sfruttare al meglio lo spazio disponibile.

Una cucina ben organizzata permette di cucinare con più piacere e meno stress, senza dover ogni volta spostare pile di piatti o cercare un coperchio che sembra scomparso nel nulla.

Vuoi ottimizzare la tua cucina in modo funzionale e su misura per te? Contattami per una consulenza personalizzata





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